Lo storico broker marittimo del gruppo Lockton porta un manager con vent’anni sui grandi rischi corporate a guidare l’area che unisce infrastrutture, real estate, natural resources, surety e claims. Una nomina che segna il passaggio a un modello multi-rischi.
Lockton P.L. Ferrari ha nominato Francesco Perini Head of Asset & Bond Solutions, la divisione che raccoglie sotto un’unica regia i rischi legati a infrastrutture, real estate, natural resources, surety e claims management. Per una società nata e cresciuta nel comparto marittimo la scelta pesa oltre l’organigramma: accompagna il nuovo posizionamento multi-rischi con cui lo storico broker prova a portare fuori dal Marine il proprio modello di consulenza specialistica, in un mercato dove i rischi sono sempre più interconnessi e la copertura assicurativa si lega alla struttura finanziaria e operativa del cliente.
Dal Marine al multi-rischi: che cosa cambia nel posizionamento
La divisione affidata a Perini tiene insieme competenze su Construction, Real Estate, Surety, Natural Resources e Claims Management & Advocacy: ambiti in cui coperture, garanzie e struttura finanziaria del cliente tendono a sovrapporsi. È il terreno su cui Lockton P.L. Ferrari vuole spostare il baricentro, senza rinnegare la propria origine. «Il nostro heritage, costruito nel settore Marine, si basa su un modello fondato su centralità del cliente, competenza tecnica e relazioni di lungo periodo», spiega l’amministratore delegato Filippo Fabbri, che indica nell’investimento «sulle persone e su team di specialisti» la naturale evoluzione di un modello attivo sin dal 1959.
La mossa si inserisce nella strategia internazionale del gruppo. Lockton si presenta come il più grande broker indipendente a livello globale, con oltre 15.000 associati in più di 155 paesi, e porta a sostegno del posizionamento numeri di crescita: nell’anno fiscale 2026, chiuso lo scorso 30 aprile, il fatturato si è attestato attorno ai 4,5 miliardi di dollari, in aumento del 12% su base annua e per il sesto anno consecutivo a doppia cifra di crescita organica. «L’evoluzione di Lockton P.L. Ferrari in Italia è pienamente allineata con la strategia di Lockton a livello internazionale», sottolinea Andrea Guffanti, Head of Continental Europe del gruppo, che legge la domanda di un’alternativa capace di offrire consulenza «basata su rapidità decisionale e con grande attenzione ai clienti».
Un profilo costruito sui grandi rischi corporate
La scelta della persona racconta la direzione. Perini arriva da vent’anni in Aon, maturati su ambiti tra loro contigui che ricompongono buona parte del perimetro della nuova divisione: project finance, M&A, property & casualty, professional indemnity, bid team, infrastructure e natural resources, con clienti sia corporate italiani sia multinazionali. È un profilo che ha attraversato i grandi rischi industriali dal lato della struttura finanziaria oltre che da quello tecnico, la lettura che Lockton P.L. Ferrari mette al centro dell’area Asset & Bond Solutions.
Su questa base il nuovo responsabile rivendica l’indipendenza come tratto operativo, non come posizionamento. «L’indipendenza non è uno slogan ma una condizione operativa», osserva Perini. «In un mercato sempre più condizionato da logiche commerciali, indipendenza significa poter prendere decisioni nell’interesse del cliente e costruire soluzioni coerenti e sostenibili nel tempo». È la premessa con cui la società prova a distinguere la propria consulenza in segmenti dove il conflitto tra interesse del cliente e logica di collocamento è più esposto.
La scelta di gestire i sinistri in casa
Uno dei tratti che la nomina mette in evidenza riguarda il claims management. A differenza di chi esternalizza la gestione dei sinistri, Lockton P.L. Ferrari sceglie di tenerla dentro, con un team interno dedicato che segue ogni fase del processo: dalla gestione operativa alla negoziazione con le compagnie, fino alla consulenza sulla definizione delle coperture. Per un’area che tocca cantieri, infrastrutture e garanzie, il presidio diretto del sinistro non è un dettaglio organizzativo: è la parte del servizio in cui si misura la qualità della copertura sottoscritta e la solidità della relazione con il cliente, soprattutto quando in gioco ci sono esposizioni di importo elevato e controparti multiple.
Fideiussioni e infrastrutture, il mercato che la divisione intercetta
Il perimetro affidato a Perini si affaccia su due bacini di domanda in crescita. Il primo è quello fideiussorio. Le imprese chiedono capacità crescente a supporto di garanzie contrattuali e strumenti alternativi al credito bancario, e la fideiussione assicurativa può coprirne una parte. Il comparto, però, secondo la lettura del nuovo responsabile non esprime ancora il proprio potenziale: esistono capacità latenti, domestiche e internazionali, che se attivate potrebbero generare oltre 5 miliardi di euro di capacità fideiussoria aggiuntiva per il sistema economico italiano, secondo analisi interne della società su dati di settore e benchmark internazionali. «Non è un problema tecnico: è un problema di approccio», sostiene Perini. «Il rischio è gestito in modo frammentato, senza una lettura integrata tra asset, garanzie e struttura finanziaria».
Il secondo bacino è quello infrastrutturale. Secondo l’ultimo Outlook di PwC, entro il 2050 saranno investiti a livello globale oltre 150 trilioni di dollari in infrastrutture, con trasporti ed energia in testa; in Italia sono già in cantiere decine di grandi opere ferroviarie ad alta velocità e infrastrutture sempre più digitali. La conseguenza è un fabbisogno assicurativo che cresce e si fa più sofisticato, dalle coperture per la fase di costruzione a quelle per l’esercizio. Perini si attende che l’afflusso di capitali favorisca «un aumento della capacità assicurativa disponibile, una maggiore varietà di soluzioni e, nel medio-lungo periodo, una pressione competitiva» tale da ridurre il pricing, uno scenario in cui la qualità della consulenza e la capacità di strutturare coperture complesse diventano il vero fattore di distinzione.
Il segnale dietro la nomina
Al di là del singolo incarico, la scelta dice come Lockton P.L. Ferrari intende crescere fuori dalla nicchia marittima: non con l’ampliamento del listino, ma con l’ingresso di competenze verticali e la loro messa a sistema in una divisione unica. L’obiettivo dichiarato da Perini è ricostruire l’equilibrio tra cliente, broker e assicuratore su una logica di condivisione delle strategie più che di pura transazione. Nel brokeraggio dei grandi rischi è proprio questa competenza tecnica, e la capacità di leggere insieme asset, garanzie e coperture, a reggere il valore della consulenza.











