Tornando sul confronto con il presidente di ACB Luigi Viganotti, il Country CEO di Zurich Italia parla del canale broker: insiste sulle partnership solide e sul valore della consulenza, che cresce con la complessità dei rischi.
Il canale broker «rappresenta un pilastro strategico per Zurich Insurance, in Italia e a livello globale». Bruno Scaroni, Country CEO di Zurich Italia, lo afferma a commento del dialogo con Luigi Viganotti, presidente di ACB, che si è svolto mercoledì 14 ottobre a Milano, nel convegno dell’associazione sul rapporto tra compagnie e broker. Nel suo ragionamento entrano poi la consulenza su rischi sempre più complessi, l’acquisizione di Beazley, i servizi di Zurich Resilience Solutions e la qualità dei dati.
Il convegno, al Bianca Maria Palace, si intitolava «Collaborazione o competizione: il nuovo equilibrio tra compagnie e broker nell’era dei dati». Il dialogo fra Viganotti e Scaroni era una delle sessioni del pomeriggio, dal titolo «Nuovi equilibri commerciali tra compagnie e broker». Scaroni guida Zurich Italia dal gennaio 2024. Nella compagnia aveva già lavorato fra il 2008 e il 2013; in Generali è stato, fra gli altri incarichi, responsabile della distribuzione in Italia e CEO di Europ Assistance Italia.
Canale broker: partnership solide con chi condivide l’approccio al cliente
Il rapporto che Zurich cerca con il canale, Scaroni lo descrive così: «La nostra strategia punta a costruire partnership solide con broker che condividano il nostro approccio al cliente, alla qualità del servizio e alla creazione di valore nel lungo periodo».
Il convegno poneva un’alternativa già nel titolo, collaborazione o competizione. Scaroni parla di partnership, con i broker che condividano l’approccio della compagnia.
Se i rischi si complicano, la consulenza vale di più
«La complessità dei rischi continua ad aumentare e, di conseguenza, aumentano il valore della consulenza e le competenze tecniche», osserva Scaroni. I clienti, aggiunge, cercano «un supporto concreto per comprendere, prevenire e gestire i rischi nel tempo». Poi Scaroni passa alle compagnie: «Per svolgere questo ruolo è fondamentale poter contare su assicuratori che investano in competenze e innovazione».
In questo quadro colloca l’acquisizione di Beazley, che «rafforzerà significativamente la nostra leadership nelle Specialty Lines e nelle aree di rischio più complesse». L’operazione si è chiusa il 1° ottobre e Beazley entra in Zurich Global Specialty, il business specialty globale del gruppo.
Scaroni cita anche Zurich Resilience Solutions, l’unità di consulenza sul rischio che il gruppo ha creato nel 2021 a partire dal proprio risk engineering, per affiancare alle coperture servizi di prevenzione e mitigazione. Oggi conta oltre mille specialisti del rischio in 40 Paesi. È lo strumento con cui, spiega, Zurich mette a disposizione «servizi avanzati di risk management e resilienza che aiutano clienti e broker a prevenire e gestire i rischi in modo più efficace».
Dati completi e affidabili per leggere il rischio
Sui dati il ragionamento si allarga. «Un altro elemento chiave per il futuro del settore sarà la qualità dei dati», afferma Scaroni. «Disporre di informazioni complete e affidabili consente di sviluppare una comprensione più approfondita del rischio, fornendo risposte sempre più tempestive e mirate ai clienti».
È il tema che ACB aveva messo nel titolo del convegno, l’era dei dati. Ringraziando Viganotti e l’associazione per l’invito, Scaroni definisce quelli discussi «temi che saranno sempre più determinanti per l’evoluzione del nostro settore».











