Poco più di due mesi dopo l’offerta vincolante fino a 22 milioni, la compagnia veronese non firma il contratto per rilevare il broker-sottoscrittore lussemburghese delle cauzioni. Il piano industriale non cambia e lo sviluppo estero prosegue con la Branch Iberia.
REVO Insurance rinuncia a comprare Eurocaution S.A. Con una nota datata 8 ottobre la compagnia veronese ha comunicato che non procederà all’acquisto: non ha raggiunto «nei tempi ipotizzati» un accordo sullo Share Purchase Agreement e, più in generale, sulla documentazione contrattuale. Si ferma prima della firma l’operazione che doveva portare il gruppo nel Benelux, secondo mercato estero dopo la Spagna, nel ramo cauzioni che per REVO vale quasi un quarto del portafoglio.
Sessantasei giorni fra offerta e rinuncia
L’offerta vincolante del 3 agosto valeva fino a 22 milioni di euro per il 100% del capitale: 20 milioni di base più un earn-out legato allo sviluppo del business nel 2027. Per arrivare in fondo servivano la firma dello SPA e le autorizzazioni di IVASS e del Commissariat aux Assurances lussemburghese, con un closing atteso fra la fine dell’esercizio 2026 e il primo trimestre 2027. La trattativa si è fermata al contratto.
Eurocaution ha sede a Bertrange ed è un courtier souscripteur, un intermediario che, oltre a collocare, sottoscrive i rischi per conto degli assicuratori. Opera in Lussemburgo e in Belgio nel comparto delle garanzie e ha il suo prodotto di punta nella garanzia di completamento immobiliare. Nel progetto, Alessandro Rizzo, fondatore di Eurocaution e amministratore delegato della controllante EBR, sarebbe diventato Branch Manager di REVO Benelux, la succursale lussemburghese che la compagnia doveva costituire, a closing e autorizzazioni ottenuti. L’obiettivo era superare i 20 milioni di premi lordi fra Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi entro il 2029.
Con la società REVO si riserva di esplorare «eventuali collaborazioni commerciali». Secondo MF-Milano Finanza, che cita «fonti vicine all’operazione», a causare la rottura sono state «carenze documentali da parte di Eurocaution».
Target al 2028 scritti senza il Benelux
I numeri del piano non si muovono, perché Eurocaution non vi era mai entrata. REVO conferma i target al 2028, «definiti sulla base dello sviluppo organico del Gruppo». Il piano «The Techuman Era», presentato nel giugno 2025, indica per il 2028 premi lordi oltre 550 milioni, utile netto adjusted sopra i 50 milioni, ROE operativo adjusted oltre il 22% e un indice di solvibilità Solvency II fra il 180% e il 200%. Già il 3 agosto la compagnia aveva indicato l’operazione come crescita inorganica non inclusa nei target del Piano Industriale 2026-2028.
Il dato più recente è quello del primo semestre 2026: 230,6 milioni di premi lordi, in crescita del 15,0%, un utile netto di 13,5 milioni e un combined ratio dell’84,8%. Le cauzioni, il comparto in cui lavora Eurocaution, hanno raccolto nel semestre 55,8 milioni, il 24,2% dei premi, contro i 48,2 milioni (24,0%) dello stesso periodo del 2025: +15,8%. Nel 2025 intero avevano chiuso a 107,9 milioni.
Per gli analisti l’effetto è contenuto. Per Banca Akros la notizia è marginalmente negativa: Eurocaution avrebbe potuto offrire a REVO una piattaforma consolidata per espandersi nel Benelux, ma i target al 2028 restano invariati. Intesa Sanpaolo, che per la società lussemburghese stimava un EBITDA di circa 2 milioni e un utile netto normalizzato fra 1,5 e 1,7 milioni, giudica sostanzialmente neutro l’impatto netto sulla valutazione, sinergie mancate a parte: il valore teorico degli utili che vengono meno, fra 21 e 24 milioni al multiplo di REVO, si compensa con il corrispettivo che la compagnia non dovrà pagare.
Fuori dall’Italia resta la Spagna
Il 6 agosto, commentando i conti del semestre, l’amministratore delegato Alberto Minali aveva definito l’operazione Eurocaution «il secondo tassello, dopo REVO Iberia, della nostra strategia di crescita internazionale». La succursale spagnola è operativa da novembre 2024 e nel primo semestre 2026 ha raccolto 9,9 milioni di premi, più del doppio dei 4,5 dello stesso periodo del 2025. Gli intermediari con cui lavora sono 55, contro i 42 del 2025. Il piano le assegna circa 50 milioni di premi al 2028.
La nota dell’8 ottobre conferma la direzione: REVO proseguirà lo sviluppo internazionale avviato nel 2024 con l’apertura della Branch Iberia e continuerà a valutare, «con approccio selettivo», anche opportunità di crescita per vie esterne coerenti con gli obiettivi del gruppo. In Benelux la compagnia avrebbe comprato un intermediario già attivo sul mercato; in Spagna la rete la sta costruendo da sé.
Dei due tasselli ne resta uno, e all’estero la crescita di REVO torna a essere quella costruita in casa.










