Rispetto ai nomi circolati a settembre entrano Vitruvian e Hg. Il gruppo vale intorno ai 600 milioni di euro e la transazione prevede il reinvestimento di fondatori e manager.
Per Wide Group le offerte dei fondi sono cinque. Secondo Il Sole 24 Ore, sul tavolo di Evercore, l’advisor che segue il processo, sono arrivate quelle di CVC, KKR, Vitruvian Partners, Hg e Goldman Sachs, quest’ultima con il suo braccio di investimento. La partita riguarda anzitutto la quota di Pollen Street Capital in uno dei principali gruppi del brokeraggio italiano, valutato nel complesso intorno ai 600 milioni di euro.
Una quota di minoranza, con il perimetro ancora aperto
Il fondo britannico è socio di minoranza di Wide dall’agosto 2023, accanto alle famiglie dei fondatori Gianluca Melani, Gerardo Di Francesco e Matteo Barbini, che detengono il controllo. La sua quota è il punto di partenza, ma secondo il quotidiano l’operazione potrebbe andare oltre. La transazione prevede inoltre che fondatori e manager reinvestano.
Rispetto a settembre la lista è cambiata. Nelle indiscrezioni di allora sulla partita per l’uscita di Pollen Street, con Evercore advisor e il processo formale atteso per ottobre, i fondi indicati come interessati erano KKR, Goldman Sachs, CVC, Preservation Capital e HLD Europe. I primi tre sono arrivati all’offerta, Vitruvian e Hg si sono aggiunti, Preservation e HLD non figurano fra gli offerenti. La valutazione di riferimento non si è mossa: già allora era vicina ai 600 milioni.
Da 24 a 100 milioni di ricavi in tre esercizi
Il gruppo è nato nel 2016 riunendo tre broker, Eurobroker, BrokerStudio e Venice Brokers, ed è cresciuto per acquisizioni. Per Pollen Street, Capozucca Insurance Broker è stata a luglio la ventiquattresima operazione dall’ingresso del fondo, e la quarta in meno di un mese dopo Sogea Broker, Fingea e Assimood. Oggi Wide conta oltre 150 broker distribuiti in tutta Italia e un giro d’affari di circa 100 milioni di euro, in linea con i 100-110 milioni di ricavi che il gruppo indicava come obiettivo per l’esercizio chiuso ad aprile 2026.
Quando è arrivato il fondo la scala era un’altra. Nell’esercizio chiuso ad aprile 2023 Wide dichiarava 24 milioni di fatturato e 160 milioni di premi intermediati; le stime dell’epoca, ricorda il Sole, ne collocavano la valutazione fra 50 e 100 milioni.
A luglio 2025 fondi gestiti da BlackRock hanno concesso a Wide un finanziamento fino a 300 milioni di euro, da erogare negli anni successivi per la crescita. Ad agosto il gruppo ha fatto il primo passo fuori dall’Italia, con una quota di minoranza in Furness Insurance Services, la holding londinese a cui fanno capo il Lloyd’s broker wholesale IPR e l’MGA Furness Underwriting.
Gli offerenti hanno già investito nella distribuzione
KKR ha April Group, che nel 2022 ha comprato da CVC, e ad agosto ha concordato la cessione di USI ad Aon per 17 miliardi di dollari. Goldman Sachs è stata socia di Aston Lark fino alla vendita a Howden. Hg è nel capitale di Howden e di GGW, che in Italia ha l’MGA Litus e il broker triestino BAI. Vitruvian è socia di CFC, MGA cyber londinese.
Con le offerte arrivate, restano da decidere il nuovo socio e il perimetro: la sola quota di Pollen Street o, come ipotizza il quotidiano, un’operazione di respiro più ampio. Chi la spunterà troverà un gruppo con ricavi quattro volte quelli del 2023, quando è entrato Pollen Street, e con un piede già a Londra.









