A fine giugno 2026 il rapporto fra fondi propri ammissibili e requisito di capitale sale in ogni comparto e in ogni classe dimensionale. Dopo la flessione di marzo, nel secondo trimestre l’indice risale di nove punti.
Il settore assicurativo italiano ha chiuso il primo semestre 2026 con un Solvency ratio del 277%, dieci punti percentuali sopra il 267% di fine giugno 2025. Per ANIA il livello raggiunto conferma «l’elevata solidità patrimoniale del comparto». L’aumento riguarda tutti i comparti e tutte le classi dimensionali, e arriva dopo un primo trimestre in cui l’indice era sceso.
Vita, Danni e Miste salgono tutti di dieci punti
Il dato è nel numero di settembre di ANIA Trends, la newsletter dell’Ufficio Studi dell’associazione, chiuso con le informazioni disponibili al 18 settembre. L’indicatore misura quanto i mezzi propri delle imprese siano adeguati a far fronte ai rischi tecnico-finanziari specifici del settore assicurativo, ed è il rapporto fra i fondi propri ammissibili e il Solvency Capital Requirement (SCR).
Rispetto a dodici mesi prima i tre settori di attività crescono della stessa misura:
- Vita, dal 273% al 283%;
- Miste, dal 267% al 277%;
- Danni, dal 240% al 250%.
Il Vita ha l’indice più alto in tutte le rilevazioni trimestrali dell’ultimo anno, il Danni il più basso. Le Miste coincidono con il dato complessivo e restano, scrive ANIA, su livelli «ampiamente superiori ai requisiti regolamentari».
Medio-grandi al 289%, 49 punti sopra le piccole
Anche per dimensione d’impresa l’indicatore sale in tutte le classi, ma con passi diversi:
- medio-grandi, dal 271% al 289% (+18 punti);
- grandi, dal 269% al 277% (+8 punti);
- piccole-medie, dal 240% al 254% (+14 punti);
- piccole, dal 226% al 240% (+14 punti).
Le medio-grandi hanno il livello più alto e anche l’aumento più ampio. Le grandi crescono meno delle altre classi e sono in linea con la media del settore, al 277%. Le imprese di minore dimensione restano più in basso, con «valori più contenuti ma in sensibile miglioramento», come li descrive ANIA: piccole e piccole-medie avanzano entrambe di 14 punti, più delle grandi. Fra medio-grandi e piccole corrono oggi 49 punti percentuali, contro i 45 di giugno 2025.
Il calo di marzo e i nove punti del secondo trimestre
Nella serie trimestrale dell’ultimo anno il totale sale per due trimestri consecutivi, dal 267% di giugno 2025 al 270% di settembre e al 275% di dicembre. A fine marzo 2026 scende al 268%, sette punti in meno in tre mesi. Nel secondo trimestre risale di nove punti e a giugno tocca il valore più alto della serie, sopra anche il livello di fine 2025.
Nel primo trimestre il calo più forte è quello del Vita, che dal massimo di dicembre, 285%, scende al 272%: 13 punti in meno. A giugno risale al 283%, due punti sotto il picco. Il Danni ha l’escursione più ampia dell’anno: il minimo a settembre 2025 con il 231%, il massimo a dicembre con il 256%, 25 punti più in alto, poi il 248% di marzo e il 250% di giugno. Le Miste restano fra il 267% e il 272% per quattro trimestri e a giugno salgono al 277%, come il totale sul valore più alto della serie.
A luglio la nuova produzione vita cala dello 0,8%
Lo stesso numero di ANIA Trends aggiorna anche i dati della raccolta vita. A luglio 2026 la nuova produzione vita su polizze individuali delle imprese italiane ed extra-UE è di 8,9 miliardi di euro, lo 0,8% in meno rispetto a luglio 2025, quando cresceva del 5,3%. Da inizio anno il calo è dello 0,6%.
Cambia il peso dei rami. Il ramo I, con 5,2 miliardi e il 58% del totale, perde il 15,5%, mentre il ramo III, nella sola forma unit-linked, cresce del 30,4% a 3,6 miliardi, il 41% del totale. Includendo il campione di imprese UE, la nuova produzione complessiva arriva a 10,1 miliardi, in calo dell’1,1%. Scende anche l’incidenza dei riscatti: a luglio il rapporto fra riscatti e riserve matematiche dell’anno precedente, per il totale Vita, è allo 0,76%, contro lo 0,88% di un anno prima.
Un indice in crescita che tiene insieme livelli distanti
In dodici mesi la solvibilità del settore è salita in ogni comparto e in ogni classe dimensionale. Il 277% resta però una media che nell’ultimo anno ha perso sette punti fra dicembre e marzo e ne ha guadagnati nove nel trimestre successivo, e che riassume livelli lontani fra loro: il 250% del Danni e il 283% del Vita, il 240% delle piccole imprese e il 289% delle medio-grandi.










