La nomina di Girolamo Curinga a Italy Team Manager dell’EMEA Underwriting Centre di Chubb, con sede a Madrid, si inserisce in una fase in cui la sottoscrizione dei rischi commerciali sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella catena del valore assicurativa. Non è solo una scelta organizzativa: è un segnale di metodo. Le compagnie internazionali stanno lavorando per rendere più coordinati i processi assuntivi, più omogenee le decisioni tecniche e più misurabile la qualità del servizio verso broker, partner distributivi e clienti corporate.
In un mercato dove le esposizioni cambiano rapidamente e i programmi assicurativi richiedono una lettura sempre più specialistica, il governo dell’underwriting diventa una leva competitiva. La disponibilità di capacità resta importante, ma non basta. Contano la velocità di analisi, la disciplina tecnica, la qualità delle informazioni, la chiarezza delle condizioni e la capacità di gestire trattative complesse senza perdere coerenza assuntiva.
La nomina che rafforza il presidio tecnico italiano
Il nuovo incarico affidato a Curinga rafforza il coordinamento dedicato al mercato italiano all’interno della struttura EMEA. La funzione assume particolare rilievo perché il mercato italiano presenta una combinazione peculiare: una base molto ampia di PMI, gruppi industriali internazionalizzati, filiere produttive specializzate, esposizioni property complesse, crescente attenzione ai rischi catastrofali e una domanda più evoluta su Financial Lines, Cyber, Liability e coperture per la continuità operativa.
In questo contesto, il ruolo di un team manager non si esaurisce nel presidio delle attività quotidiane. Significa orientare priorità, standardizzare flussi, facilitare il dialogo tra funzioni commerciali e tecniche, presidiare la qualità della risposta e contribuire a rendere più prevedibile il percorso assuntivo. È un punto sensibile per gli intermediari professionali, che sempre più spesso si trovano a gestire rinnovi complessi, richieste di capacità aggiuntiva, clausole non standard e clienti con aspettative elevate sui tempi di quotazione.
Madrid e la nuova geografia dell’underwriting commerciale
L’EMEA Underwriting Centre di Madrid rappresenta uno snodo della strategia regionale di Chubb. Nel gennaio 2026 la compagnia ha nominato Stefano Fasone direttore del centro, con responsabilità orientate al rafforzamento della capacità assuntiva multilinea e multilingue, all’eccellenza operativa e al mantenimento di standard di servizio elevati verso broker e partner.
La logica è chiara: accentrare competenze specialistiche senza perdere la capacità di leggere i singoli mercati. Per una compagnia globale, il rischio è sempre quello di irrigidire i processi; per questo un hub efficace deve combinare metodo industriale e sensibilità locale. Il valore non sta nella mera centralizzazione, ma nella possibilità di applicare criteri tecnici più coerenti, ridurre dispersioni operative e rendere più fluido il confronto tra mercati, linee di business e funzioni di servizio.
Un hub regionale per decisioni più coerenti
La sottoscrizione commerciale, soprattutto nei rami corporate e specialty, richiede oggi una governance più sofisticata. Property, Casualty, Financial Lines, Cyber, Marine, Life Science, Environmental e programmi multinazionali non possono essere trattati come compartimenti stagni. Le esposizioni si sovrappongono, le clausole dialogano tra loro, gli accumuli vanno letti su scala più ampia e il pricing deve tenere conto di sinistrosità, prevenzione, retention, riassicurazione e appetito assuntivo.
Chubb presidia in Italia diverse competenze dedicate ai clienti Major Account, con figure specialistiche per Financial Lines, Cyber, Technology E&O, Marine, Casualty, Property, Environmental e Life Science. Questa articolazione conferma quanto il segmento corporate richieda una filiera tecnica strutturata, capace di seguire il cliente non solo in fase di quotazione ma anche nella costruzione del programma e nella gestione della relazione.
Dalla capacità assuntiva alla qualità del servizio
Nel brokeraggio B2B la qualità della relazione con l’underwriter è spesso decisiva. Un processo assuntivo ben governato consente di distinguere rapidamente tra rischio appetibile, rischio da ristrutturare e rischio non compatibile con le linee guida della compagnia. Questa distinzione, se avviene in tempi corretti e con motivazioni tecniche chiare, migliora l’efficienza di tutta la filiera.
Il punto non è ottenere sempre una risposta positiva. Il punto è ottenere una risposta tecnicamente leggibile. Un diniego motivato, una quotazione condizionata, una richiesta di informazioni supplementari o una proposta con franchigie e sottolimiti coerenti possono essere strumenti di lavoro utili, purché inseriti in un dialogo professionale e non in un processo opaco o intermittente.
Il prossimo passaggio: underwriting più industriale, relazione più consulenziale
La nomina di Curinga conferma una tendenza destinata a incidere sul mercato italiano: l’underwriting commerciale diventa più industriale nei processi, ma deve restare consulenziale nella relazione. Questa doppia esigenza sarà decisiva nei prossimi rinnovi, soprattutto nelle linee dove capacità, sinistrosità e accumuli richiedono maggiore disciplina tecnica.
Per il broker, la sfida sarà presidiare con più metodo l’intero ciclo del rischio: analisi preliminare, raccolta documentale, posizionamento sul mercato, negoziazione, emissione, gestione delle variazioni e supporto in caso di sinistro. Per la compagnia, il tema sarà mantenere standard tecnici elevati senza trasformare la procedura in una barriera operativa.
La qualità del servizio, nei rischi commerciali, passa da qui: decisioni motivate, tempi compatibili con il business, condizioni chiare, interlocutori competenti e un flusso informativo capace di sostenere davvero la sottoscrizione.










