Il 2025 è stato un anno complicato per Helvetia in Italia. La compagnia ha cambiato il CEO a luglio, ha completato a dicembre la fusione con Baloise, la più grande operazione della sua storia, e ha operato in un mercato motor sempre più difficile. Eppure i numeri reggono, e in alcuni casi migliorano sensibilmente. Vale la pena capire perché.
L’Italia nel bilancio del gruppo
Nel sistema contabile di Helvetia Baloise, l’Italia è raggruppata nel segmento LIAM insieme ad Austria e Lussemburgo. Per il 2025 il confronto significativo riguarda solo Italia e Austria, perché il Lussemburgo è entrato nel perimetro solo con la fusione di Baloise a dicembre.
Nel 2025 l’Italia ha generato utili sottostanti pari a 14,0 milioni di franchi svizzeri, rispetto ai 13,5 milioni del 2024. Una crescita contenuta in termini assoluti, ma ottenuta in un anno tutt’altro che semplice. Il segmento LIAM nel suo complesso ha chiuso con 41,6 milioni di franchi di utili sottostanti, contro i 34,9 milioni del 2024, con un incremento superiore al 19%. Il net income del segmento si è attestato a 40,4 milioni di franchi, rispetto ai 35,1 milioni dell’anno precedente.
Il ramo danni accelera, il vita rallenta
Il dato più rilevante dell’anno riguarda il ramo danni. Gli utili sottostanti non-life del segmento LIAM sono passati da 16,9 milioni di franchi nel 2024 a 27,5 milioni nel 2025, con una crescita del 62,7%. Un risultato che non arriva per caso: è il frutto di anni di lavoro sulla selezione del rischio, sulla revisione dei prezzi e sul miglioramento della gestione sinistri. Il combined ratio del segmento è migliorato dal 97,8% del 2024 al 96,2% del 2025, recuperando 1,6 punti percentuali in un solo anno.
Sul fronte danni, Helvetia ha anche fatto una scelta che merita di essere sottolineata: nel mercato motor italiano, che nel 2025 ha mostrato segnali di deterioramento tecnico diffusi, la compagnia ha deliberatamente ridotto i volumi dell’1,6% piuttosto che inseguire la raccolta a discapito della qualità. Una decisione impopolare sul breve periodo, giusta sul lungo.
Il ramo vita racconta invece una storia diversa. Gli utili sottostanti vita del segmento LIAM sono scesi da 18,0 a 14,1 milioni di franchi. Il management ha chiarito che non si tratta di un deterioramento strutturale del portafoglio, ma di effetti non ricorrenti: una riallocazione di proventi interni, alcune variazioni nelle ipotesi attuariali e la mancata ripetizione di operazioni straordinarie dell’anno precedente. La sostanza del portafoglio vita italiano rimane solida, anche se il 2025 non è stato l’anno del rilancio che il management si aspettava.
Chi è il cliente di Helvetia in Italia
La presentazione del Capital Markets Day di aprile 2026 offre una fotografia dettagliata del posizionamento italiano che vale la pena condividere con i professionisti del settore.
L’80% del portafoglio è concentrato nel nord Italia. Non è un limite geografico, è una scelta: il nord è l’area dove la domanda assicurativa è più sofisticata, dove le PMI hanno maggiore propensione all’acquisto di coperture complesse e dove i margini tecnici sono più gestibili.
Nel retail, i due terzi del portafoglio appartengono al segmento over 50. Una clientela con patrimoni da proteggere, propensione al risparmio di lungo periodo e minore sensibilità al prezzo. Non è un profilo demografico casuale, è un target costruito con cura.
Nel corporate, l’85% del portafoglio è composto da piccole e medie imprese. Perfettamente allineato con la struttura produttiva italiana, e perfettamente posizionato per intercettare la crescita della domanda di coperture specialty che il nuovo obbligo cat nat ha ulteriormente accelerato.
Il canale broker cresce e non è un caso
Uno dei dati più interessanti per chi legge BrokerChannel riguarda la distribuzione. Nel 2025, il canale dei multi-agenti in Italia ha registrato una crescita del 15,6% anno su anno nel business vita. Il canale broker ha segnato un incremento del 12,5%. Numeri ben al di sopra della media del mercato, che raccontano una scelta precisa: ridurre la dipendenza dalla bancassurance e costruire una distribuzione vita più professionale e più vicina al cliente.
La bancassurance tradizionale mostra segnali di saturazione su diversi segmenti. I broker e i multi-agenti, al contrario, stanno dimostrando una capacità di penetrazione crescente proprio presso la clientela PMI e la clientela affluente, che sono i segmenti target dichiarati di Helvetia Baloise Italia. Il fatto che questi canali crescano a questi ritmi non è un caso, è il segnale che la compagnia sta investendo in modo coerente sulla qualità della distribuzione.
La fusione con Baloise: cosa cambia concretamente
Il 5 dicembre 2025 la fusione con Baloise è diventata realtà. Per l’Italia, le implicazioni più concrete non riguardano la struttura legale, che rimane invariata, ma la capacità operativa disponibile.
Il gruppo pro forma combinato mostra un combined ratio del 92,8%, composto dal 93,1% di Helvetia standalone e dal 92,2% di Baloise standalone. Un benchmark che, confrontato con il 96,2% del segmento LIAM nel 2025, indica chiaramente il margine di miglioramento su cui il piano 2026-2028 è costruito.
La fusione porta anche una capacità aumentata nelle specialty lines, ovvero quelle coperture specializzate, dall’engineering al marine, dalle financial lines al cyber risk, dove la dimensione del gruppo conta e dove il broker professionale è il canale naturale di distribuzione. Per chi opera in questo segmento, avere alle spalle una compagnia con la scala e le competenze del nuovo Helvetia Baloise è un elemento concreto di valore.
I target per i prossimi tre anni
Il Capital Markets Day ha fissato obiettivi precisi per il triennio 2026-2028, che si traducono in impegni misurabili anche per la divisione italiana. Il combined ratio target di gruppo è intorno al 90%, rispetto al 93,1% del 2025. Il loss ratio deve migliorare di almeno un punto percentuale entro il 2028. La crescita dell’utile per azione deve attestarsi tra il 10 e il 12% annuo composto.
Per l’Italia in particolare, l’obiettivo dichiarato è portare il combined ratio sotto il 95% entro il 2027. La traiettoria del 2024-2025, con un miglioramento di 1,6 punti percentuali in un solo anno, rende questo traguardo credibile. Il lavoro da fare è ancora significativo, ma la direzione è quella giusta e i numeri lo confermano.
Sul fronte sinistri, la presentazione del Capital Markets Day cita già risultati concreti nell’uso dell’intelligenza artificiale: nel 2025 il numero di casi fraudolenti identificati tramite AI è raddoppiato rispetto all’anno precedente. Uno strumento che nel mercato italiano, dove le frodi assicurative rappresentano un costo sistemico rilevante soprattutto nel motor, può fare una differenza significativa sulla profittabilità del portafoglio.
Robert Gauci e la visione per l’Italia
Dal 1° luglio 2025 è Robert Gauci a guidare Helvetia Italia come CEO e Rappresentante Generale. Un manager con un curriculum internazionale costruito in Ethniki Insurance, Uniqa, AXA e MetLife, che arriva in un momento di transizione e che ha fatto propria la strategia del piano triennale aggiungendovi un’enfasi particolare sulla tecnologia come abilitatore di crescita. La presentazione del Capital Markets Day dedica ampio spazio al ruolo dell’intelligenza artificiale come leva di efficienza operativa e di miglioramento dell’esperienza del cliente, citando casi d’uso già operativi in tutto il gruppo: dall’analisi dei contratti della concorrenza per la generazione automatica di contro-offerte personalizzate, all’AI per la preparazione di casi complessi di underwriting, fino ai chatbot di customer service attivi 24 ore su 24 in quattro lingue.
Per l’Italia, l’adozione di questi strumenti è già in corso nell’ambito del programma di integrazione post-fusione. Il Piano di Creazione di Valore presentato da Gauci a fine 2025 si articola su tre pilastri: il rafforzamento della profittabilità core con un combined ratio target inferiore al 95%, la crescita selettiva nei segmenti specialty e corporate dove i margini sono più elevati e la competizione meno distruttiva, e l’ottimizzazione della distribuzione con un focus crescente sul canale broker e multi-agente nei segmenti vita e danni specializzati.
Cosa c’è da tenere d’occhio
Il 2026 sarà l’anno della verifica. La fusione è completata, la strategia è dichiarata, il management è in sella. Quello che il mercato osserverà è la capacità di Helvetia Baloise di migliorare la profittabilità italiana mentre gestisce contemporaneamente la complessità dell’integrazione con Baloise a livello di gruppo.
Per i broker e i risk manager che valutano con quali compagnie costruire relazioni durature, Helvetia Baloise Italia presenta oggi caratteristiche precise: una profittabilità tecnica in miglioramento costante, una preferenza dichiarata per i canali professionali nella distribuzione, un posizionamento specifico sui segmenti PMI e specialty lines dove la consulenza tecnica aggiunge valore reale, e alle spalle un gruppo significativamente più grande e capitalizzato rispetto a dodici mesi fa.
Non è ancora la storia di una grande trasformazione compiuta. È la storia di una trasformazione in corso, con i numeri che cominciano ad andare nella direzione giusta.











