Preservation Capital Partners cede la maggioranza della piattaforma specialty britannica a un private equity internazionale e al gestore degli attivi previdenziali del Québec. Prezzo non divulgato, closing senza data. Nel perimetro c’è Heca, riorganizzata a metà luglio.
Preservation Capital Partners ha raggiunto un accordo per cedere la propria partecipazione in Optio Group, piattaforma MGA specialty con sede a Londra: Cinven e La Caisse ne rileveranno congiuntamente la maggioranza, mentre il management resterà nel capitale con una quota significativa e continuerà a guidare il gruppo dopo il perfezionamento. L’annuncio è del 27 luglio: i termini economici non sono stati divulgati, l’operazione resta subordinata alle consuete approvazioni regolamentari e nessuna data di closing è stata indicata. Nel perimetro ceduto c’è Heca, la MGA di Ortona che Optio controlla al 100% da dicembre 2025.
Sopra Ortona cambia l’azionista, non l’insegna
Heca nasce nel 2010 per iniziativa di Emmanuele Menicucci, conta una trentina di persone ed è coverholder dei Lloyd’s dal 2018. Lavora in B2B con agenti, broker, associazioni e istituti di credito su RC professionale, RC sanitaria, cauzioni e fideiussioni, tutela legale, D&O e cessione del quinto. Optio è entrata con una quota di minoranza nell’ottobre 2024 e ha rilevato il restante 75% a dicembre 2025, con annuncio pubblico il 19 gennaio: il corrispettivo non è mai stato reso noto in nessuna delle due fasi.
Il 16 luglio la società abruzzese ha istituito due direzioni generali di pari grado, una a Paola Vitiello su distribuzione, operations, marketing e risorse umane, l’altra a Umberto Politi su underwriting e sinistri, con Menicucci confermato amministratore delegato. Undici giorni dopo quel riassetto, il gruppo che lo ha promosso cambia proprietario. Al momento non risultano dichiarazioni italiane sull’operazione.
Per chi in Italia colloca rischi su Heca la controparte contrattuale resta la stessa e le deleghe di sottoscrizione non si toccano. Cambia il capitale in cima alla catena, e con esso l’orizzonte temporale di chi decide quanto reinvestire e a che ritmo comprare. È il livello in cui si decide se una MGA di provincia resta un presidio locale o diventa la testa di ponte di una piattaforma europea.
Da 35 a oltre 460 milioni di sterline: la misura è in premi
Nel 2018 la piattaforma sottoscriveva un solo prodotto per circa 35 milioni di sterline l’anno. Oggi PCP e Optio indicano oltre 460 milioni di premi sottoscritti, 18 uffici in 15 Paesi, più di 30 prodotti distribuiti su sei linee di business (professioni e specialty, trasporti, property ed energy, healthcare, transactional liability, cauzioni e credito), oltre dieci acquisizioni e otto team inseriti dall’esterno.
La grandezza citata è il premio, non il ricavo. Una MGA sottoscrive per conto di portatori di capacità terzi e incassa una commissione su quel volume: il giro d’affari sta un ordine di grandezza sotto la cifra dei premi. Su questa distinzione poggia la tesi d’investimento: la crescita del portafoglio genera commissioni ricorrenti senza assorbire capitale di rischio.
Dal 2024 il passo si è fatto più veloce: Den Hartigh nei Paesi Bassi, Circles Group in Lussemburgo, S Insurance e AGS Forsikring in Norvegia, Custodian nel Regno Unito, Construction Guarantee Underwriters a Dublino ad aprile, Gardian Marine con il completamento annunciato il 13 luglio, due settimane prima della cessione. Jeroen Bischops, senior partner di Preservation Capital Partners, parla di «una delle piattaforme MGA più grandi e più stimate d’Europa, con un portafoglio equilibrato e diversificato».
Un compratore con l’ufficio a Milano e un precedente italiano pesante
Cinven, fondata nel 1977, ha raccolto oltre 50 miliardi di euro e opera da otto sedi, tra cui Milano dal 2006. L’acquisizione passa dalla piattaforma Cinven Strategic Funds, dedicata ai servizi finanziari, di cui è co-responsabile Luigi Sbrozzi. Nell’assicurativo il curriculum comprende Compre, Policy Expert e il broker specialty Miller, ceduto a GIC con accordo di dicembre 2023 e closing perfezionato a marzo 2024.
In Italia il precedente è ERGO Italia, rilevata nel 2016 con l’obiettivo dichiarato di guidare il consolidamento del mercato assicurativo nazionale. Da quella piattaforma nasce Eurovita, finita nel 2023 in amministrazione straordinaria per decreto ministeriale su proposta dell’IVASS: il primo salvataggio di sistema del ramo vita italiano, affidato alla newco Cronos Vita, con oltre 10 miliardi di euro di polizze trasferite.
Il precedente è un fatto, non un pronostico, e la differenza tecnica tra i due dossier è netta: Eurovita era un’impresa di assicurazione, con riserve tecniche, requisiti di solvibilità e rischio di riscatto a bilancio. Heca è un intermediario che sottoscrive in delega, e il rischio assunto resta sui portatori di capacità. Quello che si compra qui è una macchina di sottoscrizione e distribuzione, non un portafoglio di passività.
La Caisse, che ha cambiato denominazione da CDPQ nel 2025, gestisce 517 miliardi di dollari canadesi di attivo netto al 31 dicembre 2025 per conto di 48 depositanti del Québec, con un rendimento del 9,3% nel 2025. In Italia non ha uffici, ma è azionista di Howden dal 2018 e quindi già esposta, per via indiretta, al brokeraggio italiano. Con Optio si aggiunge il delegato. Martin Longchamps, che in La Caisse guida private equity e private credit, lo dice così: «l’assicurazione specialty è un mercato in cui la competenza tecnica di sottoscrizione, la selezione disciplinata dei rischi e la scala contano sempre di più». Deepak Soni, amministratore delegato di Optio Group, indica come priorità la crescita e l’ampliamento delle capacità «preservando la cultura imprenditoriale e la competenza specialistica» del gruppo.
Il capitale ruota verso il delegato
Le rilevazioni di MarshBerry sul primo semestre 2026 contano 41 operazioni sulla distribuzione assicurativa britannica, il semestre più debole dal 2017, in rotta per il secondo anno consecutivo sotto quota cento. Nello stesso periodo le specialty, cioè MGA e broker dei Lloyd’s, hanno superato il 25% del totale, quota record, mentre il private equity ha firmato il 41% dei deal da inizio anno. Il volume complessivo si comprime, la composizione si sposta sul delegato.
La logica è quella del modello capital-light: ricavi da commissione, presidio di nicchie che una compagnia generalista non copre con la stessa velocità, nessun bilancio tecnico da alimentare. Per un investitore istituzionale con orizzonte lungo è un’esposizione al ciclo assicurativo senza requisiti di solvibilità da sostenere.
Quello che si compra è l’accesso alla capacità
Optio sottoscrive per conto di oltre 60 portatori di capacità terzi, con Hiscox nel ruolo di anchor capacity. Nell’elenco delle società del gruppo non figurano sindacati né managing agency: Heca e NC Fusion compaiono come coverholder, e il gruppo sottoscrive con la penna di altri. Chi compra acquisisce anche quelle deleghe, e natura, durata e volumi dell’accordo con Hiscox non sono stati divulgati.
Il legame passa anche dalle persone: il chief underwriting officer di gruppo, Gary Head, arriva da 22 anni in Hiscox, sei dei quali come CUO dell’unità britannica e tre negli Stati Uniti, prima del passaggio in AXA e dell’ingresso in Optio nel febbraio 2025.
Quei rapporti però non sono acquisiti una volta per tutte. Nel 2024 Swiss Re e Munich Re hanno ridotto di oltre il 50% la loro partecipazione come portatori di capacità alle MGA, e S&P ha descritto quella crescita come un fenomeno a doppio taglio per i riassicuratori. La capacità delegata si concede e si ritira, e la sua tenuta pesa sulla valutazione di una piattaforma quanto e più dei premi di un singolo esercizio.
Il prezzo resta riservato, il closing non ha data e le autorità coinvolte non sono state indicate. Quello che si sa è che una MGA nata a Ortona ed entrata nell’orbita di un gruppo londinese nell’autunno 2024 finisce nel portafoglio di un private equity internazionale e dell’investitore istituzionale del Québec, e che in Abruzzo la nuova struttura manageriale è arrivata undici giorni prima dei nuovi azionisti.











