Due decreti MEF del 2 settembre fissano i contributi di vigilanza: persone fisiche ferme a 55 €, soglia unica a 1 milione di raccolta per banche, intermediari finanziari e SIM, aliquota delle imprese in calo a 0,49 per mille.
Sono in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 213 del 14 settembre 2026) i due decreti del Ministero dell’Economia che fissano i contributi di vigilanza IVASS per il 2026. Agenti e broker persone fisiche restano a 55 €, le società salgono di 10 €. La modifica più pesante riguarda la sezione D: le fasce passano da tre a due e intermediari finanziari e SIM con almeno 1 milione di premi raccolti arrivano a 10.000 €.
Agenti e broker, il ritocco tocca solo le società
Il decreto sugli intermediari lascia invariato a 55 € il contributo delle persone fisiche iscritte nelle sezioni A e B del Registro. Le persone giuridiche passano da 325 a 335 €, con un aumento del 3,1%. Gli stessi importi valgono per la sezione F, gli intermediari a titolo accessorio.
L’aggiustamento arriva dopo un 2025 di rincari ben più marcati. Nel decreto dello scorso anno le persone fisiche erano salite da 47 a 55 € (+17%) e le società da 275 a 325 € (+18,2%). Il 2026 conferma quei livelli per le persone fisiche e aggiunge 10 € per le società.
Fermi anche i produttori diretti della sezione C, a 21 € (erano 18 nel 2024), e gli intermediari UE dell’elenco annesso: 15 € per le persone fisiche e 80 € per le persone giuridiche, come nel 2025.
Lo stesso decreto porta da 70 a 80 € (+14,3%) il contributo per la prova di idoneità della sessione d’esame 2026.
Gli importi 2026 a confronto con il 2025:
- Sezioni A e B, persone fisiche: 55 € (invariato)
- Sezioni A e B, persone giuridiche: da 325 a 335 €
- Sezione C, produttori diretti: 21 € (invariato)
- Sezione D, banche con raccolta da 100 milioni e Poste Italiane: 10.000 € (invariato)
- Sezione D, banche con raccolta da 1 a 99,9 milioni: da 9.900 a 10.000 €
- Sezione D, intermediari finanziari e SIM con raccolta da 1 milione: da 6.300 a 10.000 €
- Sezione D, banche, intermediari finanziari e SIM sotto 1 milione: 6.300 € (invariato)
- Sezione F, persone fisiche: 55 € (invariato)
- Sezione F, persone giuridiche: da 325 a 335 €
- Elenco annesso: 15 € persone fisiche, 80 € persone giuridiche (invariati)
- Prova di idoneità: da 70 a 80 €
Bancassicurazione e canale finanziario, conta solo il milione
Fino al 2025 la sezione D seguiva tre scaglioni: 10.000 € per le banche con raccolta premi da 100 milioni in su e per Poste Italiane, 9.900 € per le banche tra 1 e 99,9 milioni, 6.300 € per le banche sotto il milione e, a prescindere dai volumi, per intermediari finanziari e SIM. Già nel 2025 quest’ultima fascia era salita da 4.600 a 6.300 €.
Il decreto 2026 cancella lo scaglione intermedio e fissa un unico spartiacque, 1 milione di euro di raccolta premi. Da quella soglia in su banche, intermediari finanziari, SIM e Poste Italiane versano 10.000 €; sotto, banche, intermediari finanziari e SIM versano 6.300 €.
Per le banche tra 1 e 99,9 milioni l’aumento è di 100 €. Per intermediari finanziari e SIM che raccolgono almeno 1 milione di premi il contributo passa invece da 6.300 a 10.000 €, cioè 3.700 € in più (+58,7%): fino all’anno scorso pagavano un importo fisso qualunque fosse la raccolta, ora conta il volume intermediato. Nulla cambia per le banche maggiori, per Poste e per chi resta sotto la soglia.
Imprese, l’aliquota scende a 0,49 per mille
Il secondo decreto riguarda le compagnie. Per le imprese con sede legale in Italia e per le sedi secondarie di imprese extra-UE il contributo è pari allo 0,49 per mille dei premi incassati nel 2025, contro lo 0,53 per mille applicato lo scorso anno ai premi 2024. La base è depurata degli oneri di gestione, fissati al 4,50%.
Per le imprese con sede in un altro Stato UE che operano in Italia in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi, l’aliquota sui premi raccolti nel nostro Paese scende da 0,13 a 0,12 per mille. In stabilimento versa la rappresentanza italiana, in LPS la casa madre. Sono escluse le riassicuratrici pure europee in stabilimento iscritte nell’elenco III.
Le due aliquote calano rispettivamente del 7,5% e del 7,7%, ma si applicano a una base diversa, i premi 2025 anziché quelli 2024: l’esborso effettivo di ciascuna impresa dipende quindi anche dall’andamento della propria raccolta.
Per termini e modalità di versamento il decreto rinvia all’articolo 335 del Codice delle assicurazioni private e ai provvedimenti IVASS n. 39/2015 e n. 113/2021, che articolano il pagamento in un acconto pari al 50% del contributo dell’anno precedente e in un saldo con conguaglio calcolato sull’aliquota dell’anno.
Platea al 30 maggio, Arbitro assicurativo nel conto
Sono tenuti al contributo gli iscritti al Registro e all’elenco annesso alla data del 30 maggio 2026. Il contributo copre gli oneri di vigilanza sugli intermediari e anche le spese di funzionamento dei sistemi di risoluzione stragiudiziale previsti dall’articolo 187.1 del Codice delle assicurazioni private, cioè l’Arbitro assicurativo, operativo dal 15 gennaio 2026.
Entrambi i decreti portano la firma del ministro Giancarlo Giorgetti e poggiano sulla proposta trasmessa dall’IVASS l’8 giugno 2026 e sul bilancio di previsione approvato dal Consiglio dell’Istituto il 23 dicembre 2025. Per le imprese si tiene conto anche dell’assestamento approvato il 5 maggio 2026.
Modalità e termini di versamento per gli intermediari saranno fissati da un successivo provvedimento IVASS.
Quest’anno i due testi hanno la stessa data e sono usciti nello stesso numero di Gazzetta. Nel 2025 i decreti erano arrivati più tardi: quello sugli intermediari, del 26 settembre, in Gazzetta il 3 ottobre; quello sulle imprese, del 10 ottobre, il 17 ottobre.
Un anno di assestamento, tranne che per la sezione D
Per la maggior parte degli iscritti il 2026 conferma i livelli dell’anno scorso, con 10 € in più per le società. La novità sostanziale è nella sezione D, dove per banche, intermediari finanziari e SIM l’importo dipende ora da una sola soglia: 1 milione di premi raccolti.










