Il consiglio della holding ha fissato l’assemblea che dovrà valutare un’offerta vincolante del gruppo britannico sulla compagnia milanese. Nessuna conferma dalle parti, ma sul tavolo ci sono una licenza danni e una rete di oltre 500 fra agenti e broker.
Il consiglio di amministrazione di Ri-Fin si è riunito martedì 15 settembre e ha convocato l’assemblea dei soci per il 29. All’ordine del giorno, secondo MF-Milano Finanza, la valutazione di un’offerta vincolante presentata da Hiscox per l’acquisto di Global Assistance, la compagnia danni che la holding controlla al 100%. A giugno l’interesse del gruppo britannico era un’indiscrezione di mercato mai confermata. Ora ci sono un documento che impegna l’offerente e una data in cui i soci dovranno pronunciarsi.
L’offerta vincola Hiscox, non i soci di Ri-Fin
Fra giugno e settembre è cambiata la natura del dossier. Un’offerta vincolante impegna l’offerente ai termini che ha proposto, ma non costituisce un accordo: la controparte resta libera di valutarla, negoziarla o respingerla. È il compito che attende l’assemblea del 29 settembre. La convocazione riguarda Ri-Fin, la holding, e non Global Assistance: sulla cessione decide il proprietario.
Nessuna delle parti ha confermato. Hiscox Ltd, quotata a Londra, non ha diffuso alcun annuncio regolamentato sull’operazione: sul canale regolamentato l’ultimo documento resta la semestrale del 5 agosto.
Il perimetro del gruppo, intanto, si è assottigliato. Con l’operazione annunciata il 10 agosto Ri-Fin ha ceduto il broker Global Broker a Strategica, ultimo passaggio di un riassetto avviato nel febbraio 2025 con l’acquisto da Crédit Agricole Italia del 30% residuo di quella società e proseguito a maggio con la fusione di Global Assicurazioni in Global Broker. Da quella cessione Global Assistance è l’unica società operativa rimasta nel gruppo.
Il 31,3% che l’etichetta non racconta
L’etichetta che accompagna Global Assistance è quella di compagnia di assistenza e tutela legale. I numeri 2025, letti per linea di business, dicono altro: assistenza e tutela legale pesano insieme il 20,7% dei premi lordi, poco più di un quinto della raccolta. La prima linea del portafoglio è quella dei corpi di veicoli terrestri e delle garanzie accessorie motor, al 31,3%, con 12,9 milioni di euro. La compagnia non esercita la r.c. auto: il motore di quel 31,3% sono le convenzioni con i dealer auto per coperture pluriennali a premio unico, con durata media fra tre e quattro anni.
La seconda linea è incendio e altri danni ai beni, 7,2 milioni, cresciuta del 44,6% in un anno. Anche qui la spinta arriva dall’esterno del canale tradizionale. Accanto alle coperture su abitazione e PMI, circa 2,8 milioni di euro sono polizze incendio e scoppio abbinate a finanziamenti e collocate da reti di mediatori creditizi, con durata media di venticinque anni.
Il resto della crescita si distribuisce sulle linee non-assistenza: perdite pecuniarie +43,3%, credito e cauzione +44,4%, r.c. generale +31,2%. La raccolta complessiva è salita a 41,1 milioni di euro, +13,5% secondo il comunicato societario, con un utile lordo intorno a 1,5 milioni, combined ratio all’88,5% e solvency ratio della compagnia al 244%, in miglioramento dal 227% del 2024. Le spese di gestione sono scese del 15,3%, a 5,8 milioni.
In vendita c’è quindi una licenza danni, un portafoglio retail e PMI multiramo e un modello di raccolta che poggia in buona parte su canali terzi e premi unici pluriennali. Una specialistica di nicchia è un’altra cosa. La cauzione, poi, va misurata con un’altra scala: la linea credito e cauzione vale 2,57 milioni, mentre il solo ramo cauzioni ha raccolto 921 milioni nel 2025 secondo ANIA. È un presidio in costruzione più che una posizione di mercato, e la relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria del gruppo riconduce quel +44,4% al coinvolgimento progressivo di intermediari specializzati.
Una branch senza agenti e una rete da cinquecento
Hiscox è in Italia con una branch milanese guidata da Massimo Fedeli, che oggi lavora con pochi accordi mirati su partner strutturati, nessun agente per ora e una prima fase costruita soprattutto attraverso MGA con deleghe di sottoscrizione. È un ingresso che privilegia velocità e controllo tecnico, ma lascia scoperto il lato della distribuzione capillare.
Global Assistance porterebbe proprio quello: oltre 500 fra agenti e broker, più di 300 sportelli bancari, canali turismo, embedded e diretto, cinquanta dipendenti. E lo porterebbe con sovrapposizioni minime. La branch italiana del gruppo britannico lavora su r.c. professionale, r.c. terzi, cyber e property commerciale; la compagnia milanese su motor non-RCA, property retail, tutela legale, assistenza, perdite pecuniarie. L’unico terreno realmente comune è la r.c. generale, che nel portafoglio target vale il 5,31%. Sul fronte cauzioni non risulta una linea surety nel perimetro documentato dell’offerente.
Per gli intermediari che oggi lavorano con la compagnia, quello che conta è il modello operativo di chi compra, più dell’insegna. La più recente acquisizione italiana del gruppo, quella di Lokky nel 2025, ha mantenuto marchio e assetto operativo. È un indizio sul metodo, non una garanzia su questo caso.
Comprare una compagnia vigilata resta la via meno battuta
I premi diretti danni del mercato italiano sono per il 49,7% di imprese a proprietà estera, in salita dal 44,2% del 2023: la penetrazione dei gruppi internazionali è ormai strutturale. Ma il modo in cui quella penetrazione avviene nel 2026 è di norma la rappresentanza o l’MGA, come mostrano i movimenti recenti di Arch, MSIG, Markel e di Optio con Heca. Rilevare una compagnia italiana autorizzata, con albo, riserve, rete e dipendenti, è l’eccezione. Significa sottoporsi a un’istruttoria di vigilanza e assumersi un portafoglio esistente invece di costruirlo, in cambio di una posizione distributiva che una branch non replica in tempi brevi.
Il 29 settembre non chiude nulla
Anche con il sì dei soci, il controllo non passa di mano: comincia l’istruttoria. L’acquisizione del controllo di un’impresa di assicurazione richiede l’autorizzazione preventiva dell’IVASS ai sensi dell’articolo 68 del Codice delle assicurazioni, che valuta reputazione e solidità finanziaria dell’acquirente, requisiti degli esponenti aziendali, rispetto delle norme prudenziali e idoneità della struttura di gruppo risultante a una vigilanza efficace. L’assemblea del 29 dirà soltanto se il dossier procede.











