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Home News Mercato

Moody’s: Assicurazioni europee solide, ma il margine di sicurezza si restringe

BrokerChannel.it di BrokerChannel.it
11/05/2026
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Moody's

Moody’s conferma un quadro stabile per vita e danni, mentre concorrenza, capitale e tensioni geopolitiche riducono lo spazio per nuovi miglioramenti.

Il settore assicurativo europeo entra in una fase meno espansiva, ma ancora tecnicamente solida. Secondo l’outlook di Moody’s Ratings, il profilo di credito degli assicuratori vita e danni resta stabile, sostenuto da redditività ricostruita, capitale robusto e condizioni riassicurative meno rigide. La fotografia, però, non è priva di ombre: la pressione competitiva, la crescita economica debole e i rischi geopolitici potrebbero limitare ulteriori progressi sui risultati e mettere alla prova la tenuta patrimoniale nel medio periodo.  

La redditività danni torna sui livelli pre-pandemia

Nel comparto danni, il recupero della redditività tecnica è uno dei segnali più rilevanti. Moody’s osserva che, nei principali mercati europei, i combined ratio sono tornati su livelli pari o inferiori a quelli precedenti alla pandemia, grazie agli aumenti tariffari applicati negli ultimi esercizi su rami come auto e property. Questi interventi hanno compensato l’inflazione dei sinistri e l’impatto di eventi atmosferici sempre più costosi.  

La fase di forte adeguamento dei premi, tuttavia, sembra perdere intensità. In diverse linee retail, la crescita dei premi tende ormai a seguire l’inflazione dei sinistri più che ad ampliarne il margine tecnico. Nel mercato auto del Regno Unito emergono già segnali di attenuazione tariffaria, un’indicazione che può anticipare una maggiore competizione anche in altri Paesi europei.  

Per le compagnie, questo passaggio cambia la qualità della crescita. Dopo una fase in cui il pricing ha sostenuto in modo evidente i risultati, diventa più importante la disciplina di sottoscrizione, la selezione dei rischi e la capacità di leggere tempestivamente l’evoluzione della frequenza e del costo medio dei sinistri. Per broker e intermediari, il dato segnala un ritorno a una negoziazione più selettiva, dove la qualità delle informazioni tecniche e la documentazione del rischio possono incidere sul perimetro delle garanzie, sulle franchigie e sulla sostenibilità del premio.

Riassicurazione più accessibile, ma non per tutti

Un secondo elemento di stabilizzazione arriva dalla riassicurazione. Dopo anni di irrigidimento dei prezzi e delle condizioni, Moody’s evidenzia un alleggerimento delle pressioni, con alcuni grandi gruppi diversificati in grado di acquistare programmi catastrofali più ampi e di trasferire una quota maggiore delle perdite massime probabili ai riassicuratori.  

Il beneficio non è omogeneo. Le imprese più piccole o maggiormente esposte a rischi naturali possono aver ottenuto un sollievo più limitato. Questo mantiene elevata la sensibilità a un’altra stagione caratterizzata da tempeste convettive, alluvioni o eventi climatici severi, soprattutto nelle aree europee dove la frequenza delle perdite catastrofali ha già inciso sui risultati tecnici.

Il punto non riguarda solo il costo della protezione riassicurativa, ma la sua qualità. Limiti, sottolimiti, esclusioni, trattenute e ampiezza delle coperture diventano fattori determinanti nella valutazione della resilienza di una compagnia. In chiave distributiva, questa dinamica rafforza il ruolo della consulenza sulle esposizioni property, business interruption e catastrofali, soprattutto per PMI e imprese con asset concentrati in aree vulnerabili.

Vita sostenuta da previdenza e risparmio, sotto la lente i margini

Nel vita, Moody’s individua opportunità di crescita legate alla domanda di soluzioni previdenziali e di risparmio. Il trasferimento del rischio pensionistico continua a offrire spazio in mercati come Regno Unito e Paesi Bassi, dove i fondi a prestazione definita cercano di cristallizzare i miglioramenti di funding e trasferire passività agli assicuratori.  

Nei mercati orientati al risparmio, tra cui Francia e Italia, il contesto dei tassi resta favorevole rispetto alla fase precedente al 2022. I tassi a breve si sono ridotti dai picchi recenti, mentre quelli di lungo periodo rimangono più elevati rispetto al passato, migliorando l’attrattività dei contratti di durata più lunga rispetto ai depositi bancari. Secondo la ricostruzione dell’outlook, in Italia le unit linked hanno recuperato quota, mentre gli afflussi netti nei prodotti vita si sono rafforzati in entrambi i mercati.  

La crescita, però, non elimina la pressione sui margini. Nel segmento delle rendite collettive, la competizione per le operazioni e per gli attivi illiquidi utilizzati a copertura delle passività comprime i ritorni. Nei prodotti retail, l’attenzione delle autorità di vigilanza europee al value for money continua a incidere su commissioni, costi e architettura dell’offerta. Per la distribuzione, il tema si traduce in una maggiore centralità della coerenza tra prodotto, orizzonte temporale, profilo del cliente e struttura dei costi.

Capitale robusto, sensibilità elevata ai mercati

La solidità patrimoniale resta uno dei pilastri dell’outlook stabile. Moody’s segnala che i coefficienti Solvency II degli assicuratori europei sono migliorati nel 2025, sostenuti da tassi più elevati e utili solidi. La copertura regolamentare media nell’Unione europea si colloca ben oltre il 200%, un livello che offre un cuscinetto significativo a livello di settore.  

Questa robustezza non elimina la vulnerabilità agli shock di mercato. Un calo marcato dei listini azionari o un ampliamento improvviso degli spread su obbligazioni sovrane e corporate potrebbe riflettersi rapidamente sui ratio patrimoniali. Moody’s richiama anche il possibile impatto della volatilità politica, citando tra gli elementi di attenzione le elezioni presidenziali francesi del 2027 e i riflessi potenziali sui mercati dei titoli governativi.  

A pesare sulla capacità di accumulo del capitale ci sono anche le politiche di remunerazione degli azionisti. Dividendi e buyback hanno assorbito circa il 70% degli utili dei grandi assicuratori primari nel 2025, secondo quanto riportato dall’analisi. La revisione di Solvency II, attesa con effetti dal 2027, dovrebbe ridurre il risk margin e alleggerire i requisiti patrimoniali per alcuni attivi di lungo periodo e strutturati, ma il beneficio dipenderà anche dall’evoluzione dei tassi.  

Private credit e geopolitica entrano nel radar tecnico

La ricerca di rendimento resta un tema sensibile. Moody’s prevede che le strategie di investimento degli assicuratori europei rimangano complessivamente conservative, ma segnala una graduale crescita dell’esposizione verso attivi illiquidi, in particolare private credit e strutture cartolarizzate. La logica è chiara: ottenere rendimento aggiuntivo e migliorare l’allineamento di durata tra attivi e passività.  

La stessa dinamica, però, aumenta l’attenzione su concentrazioni, valutazioni e liquidità. Anche le autorità di vigilanza europee hanno richiamato il private credit come possibile fonte di rischio sistemico, soprattutto quando la misurazione del valore e la trasparenza delle esposizioni non sono pienamente comparabili con quelle degli strumenti quotati.  

Il rischio geopolitico rappresenta l’altra variabile esterna. Lo scenario di base indicato da Moody’s prevede un impatto diretto limitato dal conflitto in Medio Oriente, soprattutto attraverso sinistri specialty e marine. Un’escalation prolungata, tuttavia, potrebbe far risalire i prezzi dell’energia, riaccendere l’inflazione, rallentare la crescita e colpire sia i risultati tecnici sia la solvibilità, attraverso ribassi azionari e ampliamento degli spread creditizi.  

Per la distribuzione cresce il peso della consulenza sul rischio

Il messaggio per il mercato non è quello di una fragilità imminente, ma di una normalizzazione più complessa. Gli assicuratori europei hanno ricostruito margini e capitale dopo anni difficili, ma lo spazio per miglioramenti automatici si restringe. Il pricing non può essere l’unico motore della redditività, la riassicurazione resta selettiva, il capitale è esposto alla volatilità finanziaria e gli investimenti richiedono maggiore controllo.

Per la filiera distributiva, questa fase rafforza la necessità di una consulenza più tecnica. Nei rami danni, la qualità del dato sul rischio e la prevenzione diventano elementi decisivi per ottenere condizioni sostenibili. Nel vita, la pressione su costi e valore dei prodotti impone maggiore trasparenza nella relazione con il cliente. Nel corporate, la lettura integrata di geopolitica, supply chain, energia, rischio climatico e continuità operativa diventa parte della costruzione del programma assicurativo.

La stabilità indicata da Moody’s non va quindi letta come assenza di rischio. È piuttosto una stabilità condizionata: regge finché disciplina tecnica, capitale e gestione degli investimenti restano coerenti con un contesto in cui gli shock esterni possono arrivare più rapidamente di quanto i bilanci riescano ad assorbirli.

Tags: Assicurazioni EuropeeMoody’sSolvency II
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