Dal 1° ottobre il manager ravennate, in Ciba dal 2014, prende il posto di Andrea Giatti e regge ad interim le sedi di Padova, Piacenza e Firenze. Il mandato è riorganizzare una rete che cresce con gli accordi territoriali di Confcooperative.
Ciba Brokers ha affidato ad Andrea Fabbri la direzione commerciale. Dal 1° ottobre il manager ravennate, classe 1979, subentra ad Andrea Giatti, nato a Ferrara nel 1960, che chiude l’incarico dopo 35 anni nel brokeraggio assicurativo e continuerà a collaborare con la società. È una promozione interna e un passaggio fra due generazioni, e cade mentre il broker controllato da Confcooperative Emilia Romagna allarga la rete oltre la regione d’origine attraverso gli accordi con le federazioni territoriali.
Una carriera nata nella cooperazione romagnola
Fabbri lavora nel settore dal 1999 e ha cominciato dentro il sistema cooperativo romagnolo. Alla Società Romagnola di Mutuo Soccorso, aderente a Confcooperative Ravenna, gestiva le convenzioni assicurative per gli oltre 25mila soci. È passato poi a Union Service, con la procura dell’agenzia Assimoco di Ravenna per la sottoscrizione dei contratti. Nel 2009 l’approdo al brokeraggio, come responsabile dell’intermediazione assicurativa di Bisanzio Broker, sempre a Ravenna.
In Ciba è entrato nel luglio 2014 come gestore clienti. Ad aprile 2026 è diventato vice responsabile dello sviluppo commerciale e sei mesi dopo ne prende la guida, con il titolo di direttore commerciale. Nel suo percorso ci sono il lato agenziale, con la procura di un’agenzia Assimoco, e quello del broker: gli stessi due canali, agenzie del gruppo Assimoco e Ciba, che gli accordi territoriali di Confcooperative affiancano.
Tre sedi ad interim e la mappa delle responsabilità
Oltre alla direzione commerciale, Fabbri regge ad interim le sedi di Padova, Piacenza e Firenze. Bologna, dove ha sede la direzione generale, Ancona, Rimini e San Marino fanno capo al vicedirettore generale Andrea Para. Forlì è affidata a Nicole Saporetti, responsabile anche dei sinistri e dell’area legale, mentre la filiale di Roma è coordinata da Rinaldo Gardini. Al vertice restano il presidente Daniele Ravaglia, confermato a giugno con il rinnovo del consiglio, e Stefano Ricci Lucchi, consigliere delegato e direttore generale.
Le federazioni territoriali come porta d’ingresso
Fabbri indica come obiettivo quello di «rafforzare e riorganizzare la rete commerciale», con professionisti motivati e presenti sui territori. La direzione di marcia passa dal sistema associativo: «La società sta ampliando la propria presenza a livello nazionale, anche attraverso gli accordi con le Confcooperative regionali per offrire alle cooperative un supporto sempre più capillare nella gestione delle esigenze assicurative», spiega il nuovo direttore.
La cornice è il protocollo nazionale Confcooperative-Assimoco del 2024, che si traduce in intese locali fra le federazioni, la compagnia e Ciba. Nel 2025 è arrivato l’accordo con Confcooperative Padova, Vicenza e Venezia, in cui il centro servizi VVP Servizi indirizza le cooperative verso le agenzie Assimoco e verso il broker. Ci sono poi l’accordo con Confcooperative Cagliari e, nel febbraio 2026, le intese in Liguria, un bacino di 320 cooperative e circa 9.000 addetti.
Il passaggio dall’adesione associativa al mandato di brokeraggio si vede negli assessment realizzati con Fondosviluppo, il fondo mutualistico di Confcooperative: check-up assicurativi gratuiti, finanziati in parti uguali dal broker e dal fondo, per circa cento cooperative in tutta Italia. Circa la metà di quelle che ne hanno usufruito ha poi affidato a Ciba il proprio servizio di brokeraggio.
La nuova direzione parte da conti in crescita. Nel 2025 il fatturato è salito del 9,7% e le provvigioni riconosciute dalle compagnie del 7,7%, con circa 10.000 polizze in portafoglio e sette nuove assunzioni. I clienti sono oltre 3.000.
Fabbri vuole tenere insieme due traiettorie: crescere come broker di sistema di Confcooperative e, in parallelo, come società di consulenza assicurativa per l’intero mercato, vicina alle aziende clienti. Gli accordi territoriali aprono a Ciba la porta delle cooperative. Su entrambi i fronti il lavoro passa ora a un manager che nel sistema cooperativo si è formato.










