C’è una domanda che l’evoluzione del mercato del lavoro italiano pone con sempre maggiore urgenza: chi assicura il capitale intellettuale e professionale di un Paese in cui attività, competenze e rischi cambiano più rapidamente delle categorie attraverso cui siamo abituati a definirli?
I numeri parlano chiaro. In Italia i lavoratori in proprio con partita IVA sono oltre 5,2 milioni e, secondo gli ultimi dati Istat, nel primo trimestre del 2026 sono aumentati di 72 mila unità rispetto ai tre mesi precedenti (+1,4%). Su base annua, il divario è ancora più netto: nel primo trimestre 2026 l’occupazione complessiva è cresciuta dello 0,2%, un aumento che ha riguardato soltanto i lavoratori in proprio, cresciuti del 4,7%, mentre è diminuito il numero dei dipendenti sia a termine (-4,2%) sia a tempo indeterminato (-0,5%). Ma a cambiare non è soltanto la composizione del mercato del lavoro, cambiano anche gli strumenti, le competenze e le modalità con cui si esercita una professione. Secondo un’indagine condotta nel 2025 dall’Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni, il 58,2% dei professionisti utilizza frequentemente strumenti di intelligenza artificiale, mentre un ulteriore 25,4% ne fa un uso occasionale.
Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi modelli di business stanno quindi ridisegnando i confini di attività consolidate, facendo emergere professionalità che, fino a pochi anni fa, semplicemente non esistevano. E insieme alle professioni si trasformano, inevitabilmente, anche le responsabilità e le esposizioni al rischio: accade con particolare urgenza nei settori tecnologici, nella consulenza, nella comunicazione, così come nel vasto e composito universo di professionisti e freelance che operano in contesti sempre più digitalizzati e interconnessi.
Tra i rischi che stanno assumendo un peso sempre più rilevante c’è indubbiamente quello legato alla sicurezza digitale. La decima edizione del Cyber Readiness Report di Hiscox restituisce un quadro che merita attenzione: il 44% dei decision maker delle PMI italiane colloca oggi le minacce di sicurezza legate all’intelligenza artificiale tra le prime tre preoccupazioni aziendali, un dato superiore alla media europea, ferma al 35%. Nell’ultimo anno, il 26% delle piccole e medie imprese italiane ha subito almeno un attacco informatico andato a segno; e chi ne è stato vittima ha registrato, in media, 5,2 violazioni riuscite per struttura, contro le 4,5 della media europea. Dati che restituiscono la crescente centralità di un rischio che non riguarda più soltanto le grandi organizzazioni, ma accompagna la progressiva digitalizzazione di professionisti e imprese di dimensioni diverse.
Il punto di partenza, dunque, è ineludibile: l’evoluzione del lavoro richiede, con la stessa urgenza, un’evoluzione dell’offerta assicurativa. Non basta più adattare vecchi strumenti a nuovi contesti: serve un ripensamento del modello stesso.
Lokky Agency: un modello pensato per gli intermediari
È in questo scenario che si inserisce Lokky Agency, la MGA (Managing General Agent) digitale nata nel 2024 all’interno di Lokky, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni assicurative innovative, rivolte a PMI, società tecnologiche e di consulenza, professionisti e freelance. Un modello digital-first nella forma e specialistico nella sostanza, costruito intorno ai rischi delle nuove professioni e delle attività a maggiore componente digitale. Nel 2025 Lokky è entrata a far parte del Gruppo Hiscox, realtà assicurativa internazionale con oltre 120 anni di esperienza e una forte specializzazione nelle specialty insurance. L’ingresso nel Gruppo ha rafforzato ulteriormente la solidità e la capacità innovativa di Lokky Agency, mantenendone al centro l’approccio digital-first e il focus sul mercato italiano delle PMI e professionisti.
Il cuore dell’offerta si articola attualmente in quattro prodotti, costruiti a partire dalle caratteristiche e dai rischi specifici delle attività a cui si rivolgono. Un’impostazione che tiene conto anche dell’evoluzione introdotta dall’intelligenza artificiale: tra le attività assicurate rientrano infatti anche l’utilizzo o lo sviluppo di soluzioni di AI, compresi gli agenti AI e l’AI generativa, che stanno entrando in misura crescente nei processi di imprese e professionisti. Lokky TECH si rivolge alle società IT, alle software house e alle aziende tecnologiche, esposte a rischi professionali connessi allo sviluppo di software e hardware, alla consulenza IT e alla cybersecurity. Lokky MEDIA & MARKETING è pensata per società e professionisti della comunicazione, del marketing e dei media, con una copertura modulare rispetto ai rischi professionali, digitali e operativi propri del settore. Lokky CONSULTING, invece, è dedicata alle società di consulenza, con una struttura flessibile e personalizzabile in funzione delle attività effettivamente svolte.
A completare la gamma è Lokky FLEX, la soluzione più trasversale dell’offerta, dedicata alle professioni non regolamentate e rivolta a freelance e società che operano in ambiti diversi, dalla tecnologia alla consulenza, fino ai media e alle attività creative. Una RC Professionale modulare che consente di assicurare oltre 100 attività, tra cui IT e sviluppo software, consulenza di direzione, marketing, comunicazione e pubblicità, coaching, formazione e altre professioni non regolamentate.
La gamma è destinata ad ampliarsi ulteriormente nei prossimi mesi con l’obiettivo di estendere la copertura delle esigenze assicurative del target a cui Lokky Agency si rivolge.
Quattro soluzioni diverse, dunque, che rispondono a una stessa evoluzione del mercato. Professioni, strumenti e modelli di business cambiano rapidamente e, con essi, cambiano responsabilità ed esposizioni. Da qui un approccio che combina specializzazione, modularità e digitalizzazione, per costruire coperture capaci di adattarsi a esigenze professionali sempre più specifiche.
Per broker e intermediari, il modello di Lokky Agency si traduce nella possibilità di accedere a soluzioni sviluppate su misura per categorie professionali e rischi sempre più rilevanti, attraverso un’impostazione digitale e flessibile. La digitalizzazione dei processi consente infatti un’emissione delle polizze in tempo reale, mentre il supporto specialistico dell’MGA affianca l’intermediario nella gestione di esigenze assicurative sempre più articolate. Il team di esperti offre infatti assistenza nelle diverse fasi del processo, dall’analisi del rischio alla sottoscrizione fino, quando necessario, alla gestione del sinistro. Tecnologia e competenza diventano così due componenti complementari dello stesso modello: la prima semplifica e velocizza i processi, la seconda consente di leggere rischi professionali sempre più complessi.
Guardando avanti
Se c’è una costante nella storia recente del mondo del lavoro, è che la velocità del cambiamento non accenna a diminuire. Nuove professioni continueranno a emergere, i confini tra settori si faranno sempre più permeabili e, con essi, cambieranno i profili di rischio da presidiare. La sfida per il settore assicurativo sarà riuscire a leggere questa trasformazione mentre è ancora in corso, costruendo risposte capaci di tenere conto di attività, responsabilità ed esposizioni sempre meno riconducibili a categorie tradizionali. In questo scenario cambia anche il lavoro dell’intermediario. Conoscere una polizza non basta: diventa sempre più importante comprendere come lavorano imprese e professionisti, quali strumenti utilizzano, dove si spostano le loro responsabilità e quali nuovi rischi emergono. È su questa capacità di lettura che si giocherà una parte importante della consulenza assicurativa dei prossimi anni.










