Il risultato tecnico Vita sale a 2,7 miliardi soprattutto grazie ai proventi finanziari, il Danni si ferma a 2,9 miliardi con il loss ratio di generazione corrente in peggioramento di 2,4 punti. E secondo le prime valutazioni riportate da ANIA, nell’intero 2026 il costo dei sinistri da eventi naturali potrebbe arrivare a circa 4 miliardi, il doppio della media degli anni a sinistralità ordinaria.
Il settore assicurativo italiano chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di 7,9 miliardi di euro, contro i 6,4 miliardi dello stesso periodo del 2025. Lo spinge soprattutto il Vita, che migliora grazie ai proventi finanziari a raccolta stabile, mentre il Danni tiene il risultato tecnico a 2,9 miliardi con sinistri e spese che crescono più dei premi. Ma i conti che ANIA ricostruisce sulle relazioni semestrali delle imprese nazionali, nel numero di ottobre di ANIA Trends, la newsletter del suo Ufficio Studi, non contengono ancora gli eventi naturali di luglio e agosto né il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato osservato da settembre.
Il risultato tecnico complessivo sale a 5,6 miliardi, dai 3,8 del primo semestre 2025 e dal saldo negativo di 1,5 miliardi del primo semestre 2024, quando l’utile netto del settore si era fermato a 1,6 miliardi. Il risultato non tecnico scende invece a 2,3 miliardi, da 2,6 e 3,1 nei primi semestri del 2025 e del 2024: una flessione che, per ANIA, non compromette la crescita complessiva della redditività.
Il Vita guadagna con la finanza più che con la raccolta
Il risultato tecnico del Vita passa da 0,8 a 2,7 miliardi e consolida il recupero avviato nel 2025, dopo la perdita di 4,1 miliardi del primo semestre 2024. Per ANIA il miglioramento appare «in larga misura riconducibile alla dinamica favorevole dei proventi finanziari, piuttosto che a una crescita dell’attività assicurativa». Nel conto tecnico i premi lordi al netto della riassicurazione sono praticamente invariati, 61,6 miliardi contro 61,8, e gli oneri per sinistri scendono da 59,0 a 57,7 miliardi, mentre i proventi netti da investimenti salgono da 7,1 a 28,4 miliardi.
A quella crescita si accompagna un salto della variazione delle riserve, da 4,9 a 24,8 miliardi: per ANIA la redditività del Vita «resta pertanto influenzata dall’evoluzione dei mercati finanziari e dalle corrispondenti variazioni delle riserve tecniche».
Nel Danni sinistri e spese corrono più dei premi
Il risultato tecnico del Danni scende appena, da 3,0 a 2,9 miliardi (2,6 nel primo semestre 2024), ma dietro la tenuta del saldo ANIA vede dinamiche meno favorevoli. I premi di competenza crescono da 19,2 a 20,3 miliardi; nello stesso periodo gli oneri per sinistri salgono da 11,7 a 12,6 miliardi e le spese di gestione con gli altri oneri da 6,5 a 6,9 miliardi. Insieme, sinistri e spese hanno più che assorbito l’aumento dei premi.
Un altro segnale di attenzione viene dal loss ratio di generazione corrente, che nel semestre peggiora in modo generalizzato: +2,4 punti percentuali nel complesso, «a conferma di una crescente pressione sui margini tecnici». Le variazioni più ampie riguardano i Corpi di veicoli terrestri (+6,3 punti), gli Altri danni ai beni (+5,9) e la Responsabilità civile generale (+5,5), rami nei quali gli oneri per sinistri sono cresciuti più dei premi di competenza. ANIA considera più contenuti gli aumenti della RC autoveicoli terrestri (+2,1), dell’Incendio (+3,9), della Malattia (+1,1) e degli Infortuni (+0,7).
Sono numeri di un semestre chiuso a giugno: la pressione sui margini si è formata prima che arrivassero i sinistri da eventi naturali dell’estate.
Raccolta danni a 26,9 miliardi, l’auto accelera
La raccolta si misura con un altro metro: i premi contabilizzati del portafoglio diretto italiano, che comprendono anche le rappresentanze di imprese estere e non coincidono con il perimetro del conto tecnico. A fine giugno la raccolta danni è di 26,9 miliardi, in crescita del 5,4% sulla fine del secondo trimestre 2025, quando l’aumento era stato del 7,6%.
Il comparto auto sale del 7,3%, in accelerazione dopo il +5,6% di fine 2025 e il +6,0% di fine marzo. La RC auto arriva a 8,0 miliardi, +7,4%, una crescita che ANIA giudica coerente con l’aumento del premio medio, intorno al 3%, e del numero di veicoli assicurati, intorno al 4%. Per le sole imprese nazionali e le rappresentanze extra-UE l’incremento si ferma però al 3,6%, in linea con un numero di veicoli assicurati sostanzialmente stabile. La differenza la fanno le rappresentanze di imprese UE in regime di stabilimento, che nella RC auto crescono del 42,1% (+13,3% a fine 2025) e nell’intero comparto auto del 37,2%. I Corpi di veicoli terrestri, circa 3,0 miliardi, crescono del 7,1% ma rallentano da sette trimestri consecutivi.
Il non auto cresce del 4,1%, meno del +7,1% di fine 2025 ma più del +3,4% di fine marzo. La Malattia sale dell’8,2% a 3,0 miliardi e gli Infortuni del 5,1% a 2,2 miliardi. L’Incendio, circa 2,3 miliardi, cresce anch’esso dell’8,2% ma rallenta molto rispetto al +17% di fine 2025: continuano a contribuire le coperture obbligatorie contro i rischi catastrofali per le imprese, mentre si va esaurendo l’effetto dell’ingresso delle compagnie captive, che nel 2025 aveva sostenuto in misura significativa la raccolta. Crescono, ma meno della media, gli Altri danni ai beni (2,5 miliardi, +3,2%) e la RC generale (2,9 miliardi, +1,0%); i Trasporti perdono quasi il 10% e il Credito il 3,0%.
Nel complesso le rappresentanze UE raccolgono 4,3 miliardi, oltre il 10% in più di un anno prima, pari al 16,1% della raccolta danni complessiva. Fuori dall’auto, però, crescono solo dello 0,7%, e nella RC generale, dove raccolgono circa 0,8 miliardi, calano del 4,7%.
Catastrofi e rendimenti, i conti che il semestre non vede
ANIA indica in particolare due ragioni di prudenza, una per comparto. Nel Vita il rialzo dei rendimenti dei titoli governativi osservato da settembre sta facendo crescere di nuovo le minusvalenze latenti sui titoli di Stato classificati nel portafoglio non durevole, con possibili effetti negativi sui risultati tecnici della seconda parte dell’anno.
Nel Danni la seconda metà dell’anno, soprattutto luglio e agosto, ha portato una serie di eventi naturali di particolare gravità. Per ANIA le prime valutazioni indicano che il costo complessivo dei sinistri da eventi naturali potrebbe raggiungere circa 4 miliardi di euro nell’intero 2026, il doppio dei circa 2 miliardi che si registrano in media negli anni di sinistralità ordinaria.
Da qui la raccomandazione di «cautela nell’interpretazione dei risultati semestrali». Per ANIA l’andamento della gestione finanziaria nel Vita e il significativo aggravamento della sinistralità nel Danni potrebbero pesare in modo sensibile sulla redditività del settore a fine esercizio.
A fine giugno il settore guadagna più di un anno prima e ha una solidità patrimoniale rafforzata: alla stessa data il Solvency ratio del settore era al 277%, dieci punti sopra il 267% di fine giugno 2025. È però una fotografia ferma al 30 giugno. Per il risultato dell’anno contano il costo finale degli eventi naturali e l’andamento dei rendimenti, e su entrambi, a metà ottobre, ANIA vedeva già segnali sfavorevoli.










