L’ACPR vieta a Wakam SA, in via cautelare e provvisoria, di sottoscrivere e rinnovare polizze, e apre una procedura che può portare al ritiro delle autorizzazioni. I contratti in corso continuano a essere gestiti e i sinistri liquidati, anche in Italia, dove la compagnia è autorizzata a operare dal 2012.
Wakam SA non può più sottoscrivere nuovi contratti né rinnovare quelli in portafoglio. Il 25 settembre la compagnia ha ricevuto dall’ACPR, l’autorità di vigilanza prudenziale francese, un divieto cautelare e provvisorio che accompagna l’apertura di una procedura in contraddittorio, al termine della quale le sue autorizzazioni possono essere ritirate. La decisione tocca direttamente il mercato italiano, dove Wakam SA opera in libera prestazione di servizi.
Stop alla nuova produzione, il portafoglio resta in gestione
Il provvedimento arriva nell’ambito del confronto fra Wakam SA e l’ACPR sulla situazione prudenziale della compagnia. Il divieto non tocca la gestione dei contratti in vigore: Wakam SA continua a trattare e liquidare i sinistri e a onorare gli impegni verso assicurati e partner, sotto la supervisione dell’ACPR. La misura riguarda la sola Wakam SA. Wakam UK è un’entità separata, autorizzata dalla Prudential Regulation Authority britannica e controllata da Big Wakam SAS, e a fine 2025 copriva il requisito di capitale di solvibilità (SCR) al 216%.
La compagnia prende atto della decisione e intende rispondere nel dialogo che porta avanti con il supervisore. Sta preparando le osservazioni richieste dalla procedura e prosegue il piano di rimedio, che prevede in particolare il rafforzamento dei fondi propri e l’apertura del capitale del gruppo. A fine 2025 il gruppo faceva capo a Big Wakam SAS, controllata per l’86,12% da Opera Finance, family office lussemburghese, e per il 13,87% da Olivier Jaillon attraverso Off The Grid.
«La nostra priorità è proteggere gli interessi dei nostri partner, assicurati e collaboratori e fornire una risposta rapida, concreta e documentata alle attese del nostro supervisore», afferma Catherine Charrier-Leflaive, presidente del gruppo Wakam. «Ci rammarichiamo di questa decisione per Wakam SA e per i suoi partner. Wakam SA dispone di un modello operativo robusto e delle risorse necessarie per proseguire la gestione di tutti i suoi contratti in vigore.»
Il ritorno sul mercato italiano, fra accordi distributivi e nuove polizze
Wakam SA è autorizzata a operare in Italia in libera prestazione di servizi dal 12 gennaio 2012. Nel 2025 il gruppo vi ha emesso premi lordi per 9,07 milioni di euro, su un totale di 712,0 milioni: l’Italia è il quarto mercato estero, dopo Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna. Nello SFCR 2025 il gruppo indicava che i nuovi partenariati avviati in particolare nel Regno Unito, in Spagna e in Italia avrebbero prodotto un effetto pieno nel 2026.
A novembre 2025 Wakam è tornata sul mercato italiano con un accordo di distribuzione firmato con IPA (Insurance Placement Agency). A febbraio 2026 l’MGA +Simple Italia ha lanciato una polizza CVT per autocarri costruita con Wakam, articolata in tre pacchetti, con capacità assuntiva fino a 300mila euro e distribuzione interamente digitale attraverso gli intermediari del network.
In Italia opera proprio Wakam SA, la società destinataria del divieto. Finché la misura resta in vigore, i partner italiani non possono collocare nuove polizze Wakam né rinnovare quelle in scadenza.
I conti 2025 e la ricapitalizzazione di marzo
Le tensioni patrimoniali di Wakam SA erano già emerse con la relazione sulla solvibilità 2025. Al 31 dicembre 2025 la copertura dell’SCR era al 66%, dopo rettifiche contabili per 96,6 milioni di euro e un approccio più prudente sul rischio di controparte. Prima delle rettifiche il rapporto era al 158%. Il requisito patrimoniale minimo (MCR) risultava coperto al 150%.
Nel 2025 la compagnia aveva ricevuto ricapitalizzazioni per 85 milioni di euro. Lo SFCR di gruppo riporta che Wakam SA aveva informato l’ACPR e avviato un piano di rimedio con il sostegno dell’azionista, e che una nuova ricapitalizzazione da 34 milioni, eseguita a marzo 2026, aveva riportato il rapporto di copertura sopra i requisiti regolamentari.
Duecento milioni per evitare il dissesto, secondo L’Argus
Il 16 settembre L’Argus de l’Assurance aveva scritto che la compagnia era sotto la pressione dell’ACPR. Secondo la testata francese, il supervisore chiede a Wakam di appoggiarsi con urgenza a un soggetto più solido («adossement») per 200 milioni di euro, così da colmare il deficit di solvibilità ed evitarne il dissesto. L’Argus riferisce inoltre che a giugno il Collegio dell’ACPR ha espresso riserve rilevanti sui conti.
L’Argus definisce «rarissima» la decisione del supervisore. Nei comunicati dell’ACPR c’è un precedente del 2022: dal 13 luglio di quell’anno il supervisore aveva vietato ad AMIG, l’Assurance Mutuelle d’Illkirch-Graffenstaden, di sottoscrivere qualsiasi contratto di assicurazione, perché la mutua non rispettava più i requisiti di solvibilità.
Contraddittorio e capitale, i due fronti aperti
Wakam SA si muove ora su due piani: le osservazioni da presentare nella procedura in contraddittorio, da cui dipende la sorte delle autorizzazioni, e il piano di rimedio, con il rafforzamento dei fondi propri e l’apertura del capitale del gruppo. Per MGA e intermediari che ne distribuiscono le polizze, intanto, il portafoglio in essere resta gestito e la nuova produzione è ferma.











