Dalla crescita dimensionale al rafforzamento nel segmento delle medie imprese: Aon Italia aggiorna la propria traiettoria con risultati 2025 superiori alle attese e un piano 2026 che punta su middle market, advisory evoluta, tecnologia e presidio territoriale.
Aon Italia prosegue nel proprio percorso di espansione con una linea strategica sempre più nitida: crescere nel middle market italiano, trasformando un segmento storicamente sottoassicurato in uno dei principali motori di sviluppo del gruppo. La direttrice è fortemente sostenuta da Andrea Parisi, attuale CEO Italy & Eastern Mediterranean e, dal 1° gennaio 2027, Chairman per l’Europa continentale, che già nel corso del 2025 aveva indicato nelle medie imprese italiane la vera frontiera di crescita per il broker.
Oggi, alla luce dei dati di bilancio 2025 emersi in rete, quella visione appare ancora più concreta: Aon Italia ha superato i 403 milioni di euro di ricavi nel 2025 – dato riferito includendo anche la controllata riassicurativa – confermando una progressione superiore alle attese e rafforzando la credibilità del piano industriale impostato dal management.
Dai 335 milioni del 2024 a oltre 403 milioni nel 2025
Già nel 2024 Aon Italia aveva archiviato l’esercizio con 335 milioni di euro di ricavi netti e oltre 4 miliardi di euro di premi intermediati, segnando una crescita a doppia cifra. Per il 2025, il management aveva indicato come obiettivo il superamento di quota 360 milioni. Secondo le informazioni disponibili online nel 2026, il gruppo in Italia ha poi chiuso il 2025 oltre i 403 milioni di euro di ricavi, un risultato che certifica un ulteriore salto dimensionale.
Il dato non rappresenta solo una crescita quantitativa, ma segnala la capacità di Aon di allargare il proprio raggio d’azione in un mercato in trasformazione, dove le imprese chiedono sempre più consulenza specialistica, capacità di lettura del rischio e soluzioni integrate.
Il middle market resta il cuore della strategia
La direzione non cambia, anzi si rafforza. Aon continua a considerare il middle market – in particolare le imprese con fatturato compreso tra 50 e 300 milioni di euro – come il segmento prioritario per i prossimi anni.
Parisi lo ha spiegato con chiarezza: le medie imprese rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano, ma restano ancora largamente sottoassicurate rispetto ai rischi reali che affrontano. È qui che Aon vede il maggiore spazio di sviluppo, anche perché nel segmento delle large corporate il broker ha già un posizionamento molto forte.
L’obiettivo di fondo resta quello già indicato nel 2025: raddoppiare la presenza nel middle market nell’arco di cinque anni, attraverso investimenti dedicati, una maggiore specializzazione commerciale e un presidio più capillare del territorio.
Le strategie 2026: più consulenza, più territorio, più specializzazione
Per il 2026 la strategia di Aon Italia sembra articolarsi lungo alcune direttrici molto precise.
1. Rafforzamento del presidio territoriale
Uno degli asset chiave del broker è la sua rete italiana, oggi indicata online in 29 uffici distribuiti sul territorio. Questa presenza locale è centrale nella strategia middle market, perché consente di avvicinare aziende che richiedono relazione diretta, conoscenza del tessuto economico locale e capacità di accompagnamento consulenziale.
Nel 2026 Aon punta quindi a valorizzare ulteriormente la combinazione tra scala globale e prossimità territoriale, elemento decisivo per competere in una fascia di clientela dove il rapporto fiduciario conta quanto la qualità tecnica.
2. Soluzioni su misura per imprese sottoassicurate
Il middle market italiano continua a mostrare gap importanti di copertura su più fronti: cyber risk, responsabilità civile, inquinamento, D&O, employee benefits, sanità integrativa e contenzioso fiscale. La strategia 2026 di Aon si muove nella direzione di prodotti e servizi più modulari, personalizzabili e costruiti intorno ai bisogni reali delle imprese.
L’idea non è solo vendere polizze, ma proporre una consulenza capace di trasformare il rischio in una leva di resilienza e continuità aziendale.
3. Spinta su tecnologia e intelligenza artificiale
Un altro pilastro è l’utilizzo di strumenti digitali e modelli di intelligenza artificiale per segmentare meglio la clientela, analizzare i profili di rischio e costruire offerte più aderenti alle caratteristiche delle singole aziende.
Nel 2026 questa leva è destinata a diventare ancora più importante: l’AI consente infatti di combinare dati storici, benchmark settoriali e variabili di esposizione per rendere più efficiente il lavoro consulenziale e più precisa la costruzione delle coperture.
4. Sfruttare il driver normativo delle cat nat
L’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali per le imprese continua a rappresentare un forte acceleratore di mercato. Per Aon, il 2026 sarà l’anno del consolidamento di questo trend: dopo la fase iniziale di sensibilizzazione, il broker può giocare un ruolo decisivo nell’accompagnare le medie imprese nella comprensione delle implicazioni normative, nella valutazione delle esposizioni e nella strutturazione delle coperture.
Si tratta di un passaggio importante anche sul piano culturale, perché contribuisce ad allargare la consapevolezza assicurativa in una fascia di mercato che storicamente ha investito meno nella protezione dei rischi.
5. Crescita anche per linee esterne
Accanto allo sviluppo organico, resta aperto il capitolo delle acquisizioni. Già nel 2025 Aon aveva lasciato intendere la volontà di completare nuove operazioni in aree dove il presidio risultava meno forte. Anche nel 2026 la crescita per linee esterne appare coerente con la strategia complessiva: ampliare competenze, rafforzare nicchie specialistiche e accelerare la penetrazione in segmenti ad alto potenziale.
Una proposta che va oltre il brokeraggio tradizionale
Il punto centrale della strategia Aon non è solo la crescita commerciale, ma il posizionamento. Nel middle market il broker intende proporsi come partner di advisory integrata, capace di supportare le aziende non soltanto nella gestione dei rischi assicurabili, ma anche su temi come:
- attrazione e retention dei talenti;
- welfare e sanità;
- pianificazione previdenziale;
- continuità operativa;
- gestione dei costi legati al capitale umano;
- resilienza rispetto a shock esterni.
È un approccio che amplia il perimetro del brokeraggio tradizionale e che punta a intercettare bisogni manageriali sempre più complessi.
Il disegno di Parisi: fare scala dove il mercato è ancora frammentato
La linea impressa da Parisi appare coerente: presidiare un mercato ampio, ancora frammentato e in parte poco penetrato dalla consulenza broker-driven. Se nelle grandi aziende Aon ha già una posizione consolidata, nelle medie imprese la partita è ancora aperta. Ed è proprio qui che il gruppo vede lo spazio per costruire la prossima fase di crescita.
Il risultato 2025, con ricavi oltre 403 milioni di euro, rafforza questa impostazione e offre al management una base più solida da cui spingere il piano 2026. La combinazione di massa critica, brand, tecnologia, rete territoriale e specializzazione consente ad Aon di affrontare il middle market con un modello difficilmente replicabile dai player meno strutturati.
Un mercato conteso, un leader in accelerazione
Il 2026 vede il mercato del brokeraggio assicurativo italiano estremamente effervescente, con continui consolidamenti e l’attivismo dei fondi di private equity. In questo scenario, AON Italia sceglie di non sedersi sui risultati del 2025.
Attraverso ulteriori investimenti in tecnologia, nuove possibili acquisizioni mirate e un recruiting continuo di talenti, il gruppo si candida a essere il partner strategico per eccellenza per le medie imprese italiane, accompagnandole in una necessaria transizione culturale: da una gestione reattiva delle emergenze a una pianificazione proattiva del rischio.









