Capacità in eccesso, concorrenza accesa tra i carrier, riduzioni di prezzo a doppia cifra in alcune linee. Il secondo trimestre 2026 conferma un mercato assicurativo europeo strutturalmente favorevole agli acquirenti. Ma l’ultimo Global Insurance Market Insights di Aon, uno dei barometri più autorevoli per chi lavora nella gestione del rischio d’impresa, mette in fila una serie di segnali che i broker farebbero bene a non ignorare. Perché dietro la distensione dei premi si agita una selettività crescente, una geopolitica che non dà tregua e un ciclo che, storicamente, non dura per sempre.
La fotografia del mercato EMEA: buyer in vantaggio, ma non a scatola chiusa
Il contesto di riferimento nell’area EMEA è quello di un mercato con capitali record e sottoscrittori in competizione tra loro. Per le aziende ben gestite e in grado di presentare dati di rischio di qualità, le riduzioni di prezzo sono reali e accessibili, con margini di negoziazione che variano a seconda della linea di business e della storia sinistrale. Ampliamenti di copertura, innalzamento dei massimali e strutture di programma più favorevoli sono diventati la normalità nelle trattative con i carrier.
Eppure Aon avverte: il mercato non è aperto a tutti allo stesso modo. Gli underwriter sono diventati sempre più selettivi e orientati ai dati, con una capacità crescente di differenziare i rischi grazie all’intelligenza artificiale e all’analisi avanzata. Chi si presenta al tavolo di sottoscrizione con informazioni incomplete, piani di resilienza assenti o una storia sinistrale opaca, troverà condizioni molto meno generose di quanto il contesto generale lasci supporre.
Property: il “soft” corre, ma con eccezioni
Nel comparto Property la pressione competitiva è forte e le condizioni per i compratori sono favorevoli su larga scala. La capacità disponibile sul mercato internazionale (con Aon che nel solo segmento data center ha portato la copertura del proprio programma specialistico a 5 miliardi di dollari in risposta alla domanda esplosiva legata alle infrastrutture digitali e all’AI) testimonia quanto sia ampio il bacino di risorse assuntive disponibili.
Ma le eccezioni ci sono e sono significative. I rischi con esposizioni a catastrofi naturali specifiche, storico sinistrale difficile o strutture di programma complesse incontrano ancora resistenza. In un anno in cui le semestrali di Generali, AXA, Allianz e Talanx hanno tutte segnalato un impatto delle Nat-Cat ben superiore all’anno precedente, i carrier non hanno abbassato la guardia tecnica sulle esposizioni più vulnerabili al rischio climatico.
Casualty e RC: la “social inflation” americana si fa sentire anche in Europa
Il mercato delle coperture di responsabilità civile in EMEA si mantiene relativamente stabile, ma porta con sé un’ombra che arriva dall’altra parte dell’Atlantico. Le tendenze sinistrative negli Stati Uniti (con la cosiddetta social inflation, ovvero l’aumento strutturale dei risarcimenti legato all’evoluzione del contenzioso legale americano) continuano a proiettarsi sul mercato liability globale, rendendo gli underwriter cauti sulle esposizioni più complesse, in particolare per le multinazionali con operatività USA.
Per i rischi standard e le imprese senza esposizioni litigiose, le condizioni restano buyer-friendly. Per chi invece ha esposizioni cross-border o supply chain con componenti americane, il piazzamento richiede un lavoro tecnico e documentale molto più articolato.
Cyber: il mercato più generoso, ma i rischi sistemici crescono in fretta
Il cyber è la linea dove le opportunità per gli acquirenti sono oggi più evidenti. Capacità abbondante, concorrenza accesa tra i carrier e riduzioni di prezzo accessibili per le aziende che sappiano dimostrare una postura di sicurezza informatica adeguata. Ma Aon suona il campanello d’allarme su due dinamiche che stanno cambiando la sostanza del rischio:
- il ransomware mostra una frequenza in stabilizzazione, ma una severità in aumento: ogni attacco, in media, costa di più;
- gli attacchi AI-driven stanno diventando più sofisticati, scalabili e difficili da prevenire con i controlli tradizionali.
Gli underwriter, dal canto loro, stanno rispondendo con un livello di scrutinio crescente su governance degli strumenti AI, esposizioni della supply chain digitale e sicurezza delle infrastrutture critiche. Il prezzo scende, ma le domande di sottoscrizione diventano più complesse e profonde.
Geopolitica: le specialty lines restano sotto pressione
Così come emerso dalle semestrali dei grandi gruppi europei, anche il report Aon individua nella geopolitica il fattore di rischio più difficile da prezzare e gestire. Le tensioni in Medio Oriente e la volatilità internazionale continuano a incidere sulle specialty lines con forza crescente, colpendo in particolare:
- Marine Hull & War
- Aviation War
- Terrorismo e Political Violence
- Cargo e merci in transito
Su queste linee, la disciplina assuntiva si è inasprita, le esclusioni si sono ampliate e i massimali si sono ridotti. La capacità resta disponibile per i rischi ben gestiti e ben documentati, ma il prezzo della selettività si paga in tempi di quotazione più lunghi e in condizioni negoziali più stringenti.
Tre mosse per i broker prima che il ciclo giri
Il report Aon Q2 2026 sull’EMEA non è solo una fotografia del mercato: è una mappa operativa per chi lavora ogni giorno tra aziende, compagnie e rischi. Tre i messaggi che meritano attenzione concreta:
Il momento giusto per rinegoziare è adesso, non tra sei mesi
Il mercato soft è una finestra, non una condizione permanente. Le semestrali dei grandi player europei mostrano tutte un aumento dell’impatto catastrofale sui bilanci. Se le perdite dovessero accelerare nella seconda metà dell’anno, il ciclo potrebbe girare molto più velocemente di quanto il mercato si aspetti. I broker che useranno questa fase per ottimizzare strutture, allargare coperture e fissare condizioni pluriennali favoriranno i propri clienti in modo decisivo.
La qualità della presentazione del rischio è la nuova leva di negoziazione
In un mercato dove gli underwriter usano l’AI per analizzare ogni dettaglio del profilo di rischio, presentarsi con dati parziali o dossier standard è il modo più rapido per perdere il vantaggio competitivo che il contesto offre. Il broker che sa costruire una narrativa tecnica del rischio del proprio cliente, con dati, controlli, piani di continuità e metriche di resilienza, ottiene condizioni nettamente superiori.
Cyber e specialty geopolitica: due mercati che richiedono competenze specifiche
Su queste due linee non basta la capacità di trovare un carrier disponibile. Serve conoscenza profonda dei prodotti, capacità di leggere i trend sinistrativi internazionali e abilità nel strutturare programmi che resistano a un contesto di rischio in rapida evoluzione. Per gli intermediari che non presidiano ancora questi segmenti, è il momento di colmare il gap, prima che lo facciano i competitor.










