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Il mercato assicurativo italiano nel 2025: chi cresce, chi scala e chi detta le regole del gioco

BrokerChannel.it di BrokerChannel.it
08/05/2026
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Copertina_Classifica 2025

I numeri non mentono mai, e quelli che emergono dalla fotografia del mercato assicurativo italiano nel 2025 sono tutt’altro che banali. I dati ANIA sul lavoro diretto italiano restituiscono un settore in piena espansione, con dinamiche interne che premiano i coraggiosi, puniscono chi si è seduto sugli allori e ridisegnano equilibri che sembravano consolidati da decenni. Proviamo a raccontarli, andando dritti al cuore dei numeri.

I dati qui analizzati sono tratti dalla Graduatoria Premi 2025 e dalla rilevazione sulla distribuzione assicurativa in Italia, pubblicati da ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e disponibili sul sito ufficiale dell’associazione all’indirizzo www.ania.it.

Il grande quadro: un mercato da quasi 182 miliardi di euro

Il totale generale del mercato assicurativo italiano 2025, considerando imprese italiane, rappresentanze extra-UE, imprese UE e operatori in libera prestazione di servizi, raggiunge i 181,9 miliardi di euro di premi, con una crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente. Un risultato che pochi settori economici possono vantare in questo momento storico.

A trainare la locomotiva è il comparto Vita, che con 130,9 miliardi di euro di premi rappresenta il 71,9% del totale e cresce dell’8,3%. Ma anche il settore Danni non scherza: 51,1 miliardi di euro, più 6,5% anno su anno, con alcune voci che esplodono in modo quasi sorprendente.

Guardando esclusivamente alle imprese italiane ed extra-UE, il totale si attesta a 162,2 miliardi, in crescita del 7,2%, con il ramo Vita che pesa per il 73,1% e il Danni per il restante 26,9%.

Il ramo che non dorme mai: Vita Umana da 75 miliardi

Il ramo I, Vita Umana, è di gran lunga il più pesante del mercato con 75,2 miliardi di euro di premi totali, anche se la crescita si ferma a un modesto più 0,6%, segnalando una certa maturità del comparto. La classifica delle imprese è dominata con autorevolezza da Poste Vita, che con 16,2 miliardi di euro e una crescita del 7,2% si conferma il colosso indiscusso del settore vita italiano.

Alle sue spalle, Alleanza Assicurazioni con 8,8 miliardi subisce però un calo del 13,4%, la contrazione più significativa tra i grandi player. Intesa Sanpaolo Assicurazioni registra una flessione ancora più marcata, meno 22%, scivolando a 7,8 miliardi. Generali Italia tiene con 6,8 miliardi ma arretra del 2,4%.

Tra i protagonisti più interessanti di questo ramo spicca BCC Vita, che con una crescita del 156,8% balza in modo dirompente nella classifica, raggiungendo 1,7 miliardi di premi. Non si tratta di un errore tipografico: la cassa assicurativa del mondo cooperativo sta chiaramente attraversando una fase di espansione straordinaria, probabilmente legata a operazioni di riorganizzazione e sviluppo della rete bancassicurativa. Banco BPM Vita cresce del 29,6% e AXA MPS Assicurazioni Vita del 37,9%, confermando la vitalità del canale bancassicurativo.

Unit-Linked: il ramo che corre più forte

Se il ramo Vita Umana cammina, il ramo III, le polizze Unit-Linked, corre. Con 48,2 miliardi di premi totali e una crescita del 19,2%, è il vero motore del comparto vita nel 2025. Le imprese italiane ed extra-UE contribuiscono per 37,4 miliardi, in crescita del 19%, mentre le imprese LPS portano altri 9,2 miliardi con un incremento del 27,1%.

Mediolanum Vita guida la classifica con quasi 7 miliardi di euro, crescendo del 18%. Ma lo sguardo va verso Intesa Sanpaolo Assicurazioni, che con un balzo del 71,5% arriva a 5,5 miliardi, scalando la classifica in modo prepotente. Ancora più esplosiva la performance di Darta Saving Life Assurance in regime LPS, a quota 5,8 miliardi con una crescita del 24,9%. Tra i performer di secondo piano ma con numeri da capogiro segnaliamo BBPM Life in LPS con una crescita del 50,5%.

Fondi Pensione: il ramo che si è svegliato

Il ramo VI, Fondi Pensione, è la vera sorpresa del 2025 nel mondo vita. Con 5,7 miliardi di premi e una crescita del 48,1%, è il ramo con il tasso di sviluppo più elevato nell’intero panorama assicurativo italiano. E non sorprende che a guidare questa corsa sia Unipol Assicurazioni, che con 2 miliardi di euro e una crescita del 46,8% consolida la sua posizione di leadership. Clamorosa la performance di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, che con una crescita del 189,8% si porta a 1,6 miliardi: chiaramente, il gruppo ha azionato un cambio di marcia strategico in questo comparto, e i numeri lo confermano senza margini di dubbio.

Il mondo Danni: R.C. Auto ancora sul podio ma con dinamiche interessanti

Passando al settore Danni, il ramo 10, R.C. Autoveicoli Terrestri, rimane il più importante con 14,8 miliardi di premi totali, in crescita del 4,4%. Le imprese italiane ed extra-UE pesano per 13,4 miliardi, in crescita del 3,6%.

Unipol Assicurazioni è il leader incontrastato con 3 miliardi di euro, davanti ad Allianz (2,1 miliardi) e Generali Italia (2 miliardi). Il mercato dell’auto è tradizionalmente concentrato, ma non mancano le scalate: Verti Assicurazioni cresce del 42,3% e Nobis Compagnia di Assicurazioni del 36,3%, segnalando come gli operatori più agili riescano ancora a ritagliarsi spazio in un mercato apparentemente saturo.

Ma il caso più emblematico di questo ramo, e forse dell’intero mercato danni italiano degli ultimi anni, porta il nome di Great Lakes Insurance. La compagnia del gruppo Munich Re, partner assicurativo di Prima Assicurazioni, la piattaforma digitale che ha rivoluzionato la distribuzione della RC Auto in Italia, si trova oggi al settimo posto della classifica con 539 milioni di euro di premi e una crescita del 26,6%. Una quota di mercato del 3,63% che, se si considera da dove questa compagnia è partita pochi anni fa, rappresenta uno dei percorsi di crescita più rapidi e consistenti mai registrati nel comparto RC Auto italiano. Great Lakes è la dimostrazione concreta di come un modello distributivo innovativo, costruito sulla tecnologia e sulla semplicità di accesso per il cliente finale, possa scardinare equilibri consolidati da decenni e portare un operatore dal basso della classifica a sfidare colossi con storie centenarie.

Curioso invece il caso di Allianz Direct Versicherungs, che cede il 58,5%, probabilmente per effetto di una riorganizzazione interna del gruppo tra i diversi brand digitali.

Incendio ed Elementi Naturali: il ramo che più riflette i tempi

Il ramo 8, Incendio ed Elementi Naturali, merita un’attenzione particolare non solo per i numeri ma per il contesto. Con 4,6 miliardi di premi totali e una crescita del 17,7%, è uno dei rami danni con la dinamica più vivace, e non è difficile collegare questa performance all’aumentata percezione del rischio climatico da parte di famiglie e imprese.

Generali Italia guida con 973 milioni di euro, seguita da Unipol con 770 milioni e Allianz con 457 milioni. Ma tra i best performer per crescita, Great Lakes Insurance esplode con un incremento del 1.962,3% pur partendo da numeri contenuti, e MSIG Europe cresce del 145,5%. Zurich Insurance Company registra una crescita del 379,2%, confermando come le compagnie internazionali stiano incrementando la loro presenza in un segmento destinato a diventare sempre più strategico.

Infortuni e Malattia: il welfare integrativo avanza

Il ramo 1, Infortuni, totalizza 4,3 miliardi di premi con una crescita del 3,5%. Generali Italia domina con 710 milioni, ma il nome che balza all’occhio è Arca Assicurazioni, che cresce del 42,7%, e Adriatic Osiguranje, che segna addirittura più 271,5% pur da una base piccola.

Ancora più vivace il ramo 2, Malattia, con 5,2 miliardi di premi e una crescita dell’11,4%, che riflette l’interesse crescente degli italiani verso la salute integrativa. Unisalute guida la classifica con 1,1 miliardi e più 14,6%, seguita da Generali Italia (1 miliardo, più 14,7%) e Intesa Sanpaolo Protezione (608 milioni, più 12,8%). Tra i best performer: IMA Italia Assistance cresce del 109,9%, CF Assicurazioni del 95,9% e Elips Life del 54,1%.

I rami nascosti: Cauzione, Credito e Perdite Pecuniarie

Qualche numero merita attenzione anche tra i rami meno visibili. La Cauzione, con 921 milioni di premi e una crescita dell’8%, vede Revo Insurance scalare al primo posto con 107 milioni e più 13,5%. Il Credito totalizza 845 milioni con un incremento del 4,4%, dominato da Euler Hermes Italia con 307 milioni. Le Perdite Pecuniarie crescono del 7,2% a 1,1 miliardi, con Unicredit Allianz Assicurazioni in testa.

La distribuzione: le Compagnie si muovono, i canali si ridisegnano

Ed è qui che il quadro si fa davvero interessante per i lettori di BrokerChannel. I dati sulla distribuzione assicurativa in Italia nel 2025 offrono spunti di riflessione che andrebbero discussi molto più spesso nel dibattito del settore.

Guardando alla distribuzione per fasce di premio nel ramo danni, emerge un dato che racconta molto di come funziona davvero il mercato: le Compagnie di piccole dimensioni, fino a 50.000 euro di premi, distribuiscono per il 43,8% tramite agenti e per il 36,4% tramite broker, con un peso della componente professionale decisamente superiore alla media. Le grandi Compagnie, oltre il miliardo di premi, si affidano agli agenti per l’83,2% e ai broker per appena l’8,1%. Un dato che fotografa una realtà ben nota agli addetti ai lavori: le Compagnie più piccole tendono a lavorare in rapporto diretto con i broker, costruendo con loro relazioni commerciali immediate e spesso più flessibili. Le grandi Compagnie, invece, presidiano il canale broker prevalentemente attraverso la rete agenziale, che funge da filtro e da punto di contatto intermedio, con tutto ciò che questo comporta in termini di velocità decisionale e personalizzazione del servizio.

Qualche riflessione finale

I dati del 2025 raccontano un mercato assicurativo italiano in buona salute, con un tasso di crescita che il settore non vedeva da tempo. Ma raccontano anche un mercato in movimento, dove le rendite di posizione vengono messe alla prova da operatori agili, dalla digitalizzazione della distribuzione e dalla crescita di rami nuovi come quello dei Fondi Pensione e della Malattia.

Per i broker, le opportunità ci sono e sono concrete: il ramo salute, la protezione dei patrimoni, il risk management delle imprese, i rischi emergenti legati al clima. Sono tutti terreni dove la competenza professionale del broker fa la differenza rispetto a qualsiasi algoritmo o sportello bancario.

Il mercato cresce. La domanda è: chi sarà in grado di intercettare questa crescita con la qualità e l’indipendenza che i clienti meritano?

Fonte: ANIA, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, Graduatoria Premi 2025

Tags: ANIAAssicurazioni 2025DanniDistribuzione Assicurativamercato assicurativo italianoVita
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