Il nuovo Bollettino Statistico IVASS sui rischi da responsabilità civile generale e sanitaria fotografa un comparto in apparente equilibrio, ma attraversato da tensioni tecniche sempre più evidenti. La responsabilità civile generale continua a crescere in termini di raccolta, mentre la RC sanitaria conferma una dinamica più complessa: meno premio proveniente dalle strutture pubbliche, maggiore peso delle coperture per operatori sanitari e strutture private, forte concentrazione dell’offerta e tempi liquidativi ancora lunghi.
RC generale: premi in crescita, margini più stretti
Nel 2024 i premi contabilizzati dalle imprese vigilate IVASS nel ramo responsabilità civile generale raggiungono 4,157 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente. Considerando anche le imprese estere operanti in regime di stabilimento, il comparto arriva a 5,902 miliardi. La quota riconducibile a imprese non vigilate da IVASS si attesta al 29,6%, confermando il ruolo non marginale degli operatori esteri nel mercato italiano.
La crescita della raccolta, tuttavia, non si traduce automaticamente in maggiore redditività. Il ramo pesa il 10,2% della raccolta complessiva danni, in lieve riduzione rispetto al 2023, quando l’incidenza era pari al 10,6%. Il dato segnala che la RC generale cresce, ma meno velocemente di altri comparti danni.
Il risultato tecnico netto rimane positivo, pari a 871 milioni di euro, ma registra una contrazione del 23,1% rispetto al 2023. La causa principale è l’aumento degli oneri per sinistri, saliti da 1,561 miliardi a 1,933 miliardi di euro. Il combined ratio di bilancio resta sotto la soglia del 100%, attestandosi al 79,6%, ma il peggioramento rispetto al 71,9% del 2023 racconta una redditività meno ampia e più esposta all’evoluzione del costo dei sinistri.
Il costo del rischio sale anche quando la frequenza resta stabile
Uno degli elementi più rilevanti del Bollettino riguarda la divaricazione tra frequenza e costo medio. La frequenza sinistri rimane stabile all’1,3%, mentre il costo medio dei sinistri denunciati raggiunge 7.574 euro, in aumento del 7,2% sul 2023 e del 34,7% rispetto al 2019.
Per il mercato assicurativo questa è una variabile tecnica cruciale: una frequenza stabile consente una certa prevedibilità del numero di eventi, ma l’incremento del costo medio incide direttamente su tariffazione, riservazione e margine atteso. Il premio puro sale infatti a 95,3 euro, mentre il premio medio per unità di rischio arriva a 172 euro.
La tavola del Bollettino dedicata alle componenti del premio medio evidenzia una riduzione del margine tecnico per unità di rischio: 20,2 euro nel 2024, contro 23 euro nel 2023. La gestione resta positiva, ma lo spazio tecnico si assottiglia. In un ramo caratterizzato da rischi eterogenei e da sinistri a sviluppo lungo, la qualità dell’informazione assuntiva diventa un fattore decisivo.
RC sanitaria: meno premi pubblici, più peso a privati e professionisti
La RC sanitaria presenta una dinamica diversa. Nel 2024 la raccolta premi si ferma a 691 milioni di euro, in calo del 2,2% rispetto al 2023. La contrazione è concentrata nelle strutture sanitarie pubbliche, dove i premi diminuiscono dell’8,4%. In controtendenza le strutture private, che crescono del 6,7%, mentre il personale sanitario registra una sostanziale stabilità, con una lieve flessione dello 0,8%.
Il dato più significativo è però la ricomposizione del portafoglio assicurato. Tra il 2013 e il 2024 il peso delle strutture pubbliche sulla raccolta scende dal 55% al 37%. Nello stesso periodo il personale sanitario passa dal 30% al 40%, diventando il segmento con la maggiore incidenza sui premi complessivi. Anche le strutture private aumentano il proprio peso, dal 15% al 23%.
Questa trasformazione modifica la natura del mercato. La RC sanitaria non è più centrata in modo prevalente sulle grandi strutture pubbliche assicurate, ma si distribuisce maggiormente tra professionisti, operatori sanitari e strutture private. Il rischio pubblico non scompare: cambia modalità di gestione, spostandosi in misura crescente verso forme di auto-ritenzione.
Un mercato concentrato, selettivo e poco incline al rischio lungo
Il Bollettino IVASS conferma un’elevata concentrazione dell’offerta. Nel 2024 le prime cinque imprese raccolgono l’81,1% dei premi RC sanitaria; le prime dieci arrivano al 94,6%. Il livello è ancora più marcato nel segmento delle strutture sanitarie pubbliche, dove le prime cinque imprese concentrano il 99,2% della raccolta e i primi due operatori rappresentano l’87,2% del mercato.
Una concentrazione di questa portata non è soltanto un dato competitivo. È anche il riflesso della difficoltà tecnica del rischio sanitario: sinistri complessi, elevata incertezza valutativa, frequente contenzioso, necessità di riserve robuste e orizzonti liquidativi pluriennali. Non tutte le imprese hanno appetito o capacità tecnica per assumere portafogli con queste caratteristiche.
Sinistri sanitari: riserve, contenzioso e tempi di liquidazione restano il nodo tecnico
Nel 2024 sono stati denunciati 19.404 sinistri RC sanitaria, circa metà dei quali riferiti al personale sanitario. Il numero complessivo cala del 5% rispetto al 2023, ma la riduzione delle denunce non alleggerisce automaticamente il profilo tecnico del comparto.
La velocità di liquidazione resta contenuta. Solo il 17,5% dei sinistri con seguito denunciati nel 2024 risulta liquidato entro l’anno. In termini di importi, la velocità di liquidazione è pari all’1,8%; per le strutture pubbliche scende allo 0,5%. La differenza tra numero e importi liquidati segnala che i sinistri economicamente più rilevanti restano aperti più a lungo e richiedono una gestione riservativa prudente.
Il contenzioso continua a essere una variabile strutturale. Nel periodo 2013-2024 oltre il 30% dei sinistri gestiti è confluito in giudizio, con un’incidenza del 44,2% per le strutture sanitarie pubbliche, del 15,9% per le private e del 27% per il personale sanitario. È una configurazione che incide sulla durata media del sinistro, sulla volatilità delle riserve e sulla capacità delle imprese di definire pricing sostenibili.
Anche il costo medio conferma l’eterogeneità del rischio. Nel 2024 il costo medio dei sinistri denunciati è pari a 38.341 euro, ma sale a circa 83 mila euro per le strutture pubbliche, contro 35 mila euro per le private e 20 mila euro per il personale sanitario.
Auto-ritenzione pubblica: il rischio esce dalla polizza, ma non dal bilancio
La crescita dell’auto-ritenzione nelle strutture sanitarie pubbliche è uno dei passaggi più rilevanti del Bollettino. Le strutture possono gestire internamente, in tutto o in parte, il rischio da responsabilità sanitaria attraverso fondi dedicati. Il D.M. 232/2023, attuativo della Legge Gelli-Bianco, ha disciplinato le cosiddette “analoghe misure”, introducendo requisiti su fondo rischi e fondo riserva, con un periodo di adeguamento di due anni.
Nel 2023 gli accantonamenti delle strutture pubbliche arrivano a 516 milioni di euro, in crescita del 10,7% sul 2022. La consistenza complessiva dei fondi è pari a 2,259 miliardi di euro. Il rapporto tra accantonamenti e premi assicurativi versati dalle strutture pubbliche assicurate si attesta intorno al 184%.
Il dato va letto con attenzione. L’auto-ritenzione non riduce necessariamente il rischio: ne cambia la sede di gestione. Una quota di esposizione che prima veniva trasferita al mercato assicurativo resta ora nel perimetro economico e patrimoniale della struttura sanitaria. Di conseguenza, assumono maggiore rilievo la governance del fondo, i criteri di accantonamento, la qualità del dato storico, la gestione del contenzioso e il coordinamento con eventuali coperture in eccesso o soluzioni miste.
La consulenza assicurativa si sposta sulla qualità del dato
In questo scenario, la funzione dell’intermediario evoluto non può limitarsi alla negoziazione del premio. Nei rischi sanitari, la costruzione del profilo assuntivo richiede documentazione ordinata, serie storiche attendibili, analisi delle riserve, dettaglio dei sinistri aperti, descrizione dei presidi di gestione del rischio clinico e chiarezza sulle franchigie o sulle soglie di auto-ritenzione.
La qualità del dato diventa una componente del rischio. Un portafoglio con informazioni incomplete o non riconciliate viene percepito dal mercato come più incerto, quindi più oneroso o meno appetibile. Al contrario, una rappresentazione tecnica solida può migliorare il dialogo con gli assicuratori, ridurre le asimmetrie informative e sostenere una trattativa più razionale su condizioni, esclusioni, retroattività, massimali e gestione dei sinistri.
Il segmento del personale sanitario, pur mostrando un profilo tecnico più favorevole, richiede ugualmente attenzione. Il premio puro pari a 331 euro, inferiore al premio medio di 594 euro, indica una sostenibilità migliore rispetto alle strutture, ma non elimina i temi di continuità assicurativa, retroattività, ultrattività, colpa grave e coordinamento con le coperture della struttura di appartenenza.
Una linea di mercato da presidiare con metodo tecnico
Il Bollettino IVASS restituisce un quadro netto: la responsabilità civile generale resta tecnicamente profittevole, ma con margini meno ampi; la RC sanitaria rimane un mercato selettivo, concentrato e condizionato da tempi lunghi, contenzioso e crescente auto-ritenzione pubblica.
Per gli operatori professionali, la direzione è chiara. Le coperture di responsabilità civile, soprattutto in ambito sanitario, richiedono un approccio sempre più analitico: lettura dei dati, comprensione della struttura del rischio, presidio della fase liquidativa e capacità di interpretare l’evoluzione normativa e tecnica del mercato. In un comparto dove il premio racconta solo una parte della storia, il vero differenziale competitivo si gioca sulla capacità di trasformare informazione, esperienza sinistri e governo del rischio in soluzioni assicurative sostenibili.
Scarica il bollettino statistico “I rischi da responsabilità civile generale e sanitaria”










