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Il “tallone d’Achille” delle Assicurazioni sta per scomparire? Come l’Agentic AI salverà i nostri sistemi IT

Salvatore Infantino di Salvatore Infantino
25/05/2026
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Agentic_

C’è un “elefante nella stanza” nei consigli di amministrazione di quasi tutte le principali compagnie assicurative, un tema che spesso genera frustrazione tra CIO e CEO: il peso dei Legacy Systems. I nostri vecchi sistemi informatici, su cui si regge l’intera architettura del business, sono complessi, costosi da manutenere e rappresentano oggi il più grande freno all’innovazione del nostro settore.

I dati di mercato delineano un quadro severo: in molti grandi istituti finanziari e assicurativi, fino al 70% del budget IT viene assorbito unicamente per “tenere le luci accese”, ovvero per la pura manutenzione di infrastrutture obsolete. Per anni, i progetti di modernizzazione dei sistemi core sono stati visti come veri e propri “bagni di sangue” finanziari, iniziative da centinaia di milioni di euro, afflitte da ritardi cronici e rischi operativi altissimi.

Oggi, tuttavia, ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma epocale. La risposta a questa impasse storica arriva dalla nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale. Un recente e illuminante studio di McKinsey & Company (“Can agentic AI finally modernize core technologies in insurance“) ha acceso i riflettori su quello che si preannuncia come il vero game changer per il settore: l’Agentic AI (Intelligenza Artificiale Agentica).

Oltre il “Copilot”: l’era dell’autonomia 

A differenza dei semplici assistenti virtuali o dei “copilot” a cui ci siamo abituati negli ultimi mesi – che aiutano gli sviluppatori suggerendo singole righe di codice – i software agentici operano in modo autonomo o semi-autonomo. Non si limitano a rispondere a un prompt: ricevono un macro-obiettivo (ad esempio, “modernizza questo modulo di calcolo premi”), lo scompongono in task operativi, utilizzano strumenti esterni, decodificano logiche complesse ed eseguono test, iterando le soluzioni in base ai feedback ricevuti.

Questa capacità di agire in autonomia ha impatti diretti e misurabili su tre fronti critici per le compagnie.

1. Il taglio dei costi e la soluzione alla “Crisi dei Talenti” I sistemi core delle assicurazioni girano spesso su linguaggi obsoleti, come il COBOL. I programmatori storici che li hanno scritti decenni fa stanno andando in pensione, e le nuove generazioni di sviluppatori non studiano queste tecnologie. L’Agentic AI risolve questo gap drammatico: è in grado di fare reverse-engineering su milioni di righe di “codice spaghetto” non documentato, comprenderne le logiche di business intrinseche e tradurle automaticamente in linguaggi moderni e architetture Cloud-native. McKinsey stima che questo approccio possa portare a una riduzione del 40% dei costi associati al debito tecnologico e un’accelerazione del 40%-50% nelle tempistiche dei progetti. Un rinnovamento che prima richiedeva cinque anni, oggi assume contorni decisamente più agili.

2. Time-to-Market e marginalità operativa Liberarsi dal legacy non è solo una questione informatica, ma di puro business. Lanciare un nuovo prodotto assicurativo oggi richiede mesi di sviluppo e configurazione nei vecchi sistemi. Un’architettura modernizzata tramite AI permette di lanciare nuove coperture in poche settimane e di integrarsi fluidamente, tramite API, con l’ecosistema Insurtech e le piattaforme di Embedded Insurance. I risultati sul Conto Economico sono tangibili: le compagnie con sistemi modernizzati registrano una produttività superiore del 40% (in termini di polizze gestite per dipendente) e, grazie allo sfruttamento dei dati in tempo reale per l’iper-personalizzazione, possono abbattere il costo di acquisizione cliente (CAC) fino al 50%.

3. La fine del “Big Bang” Storicamente, il terrore della modernizzazione derivava dall’approccio “Big Bang”: spegnere il vecchio sistema per accendere il nuovo, incrociando le dita. L’Agentic AI permette di superare questo rischio abilitando modelli iterativi. Una volta sviluppato un “agente IA” per mappare e modernizzare uno specifico modulo (come la gestione sinistri), il costo e il tempo per addestrarlo su altri moduli crolla verticalmente, riducendo drasticamente il rischio di implementazione.

Il fattore umano resta imprescindibile 


L’entusiasmo per questa tecnologia non deve farci dimenticare la natura del nostro settore. In un comparto altamente regolamentato come quello assicurativo, l’approccio non potrà mai essere un “lascia fare alla macchina”. Il paradigma dello human-in-the-loop – la supervisione rigorosa da parte di esperti di business, attuari e responsabili compliance – rimarrà il fulcro insostituibile per garantire la correttezza delle logiche assuntive, l’equità degli algoritmi e la gestione del rischio. In conclusione, la vera domanda che i vertici delle compagnie devono porsi oggi non è più “se” modernizzare i propri sistemi, ma “quando”. L’Agentic AI offre finalmente la chiave per disinnescare la bomba a orologeria del debito tecnologico. Le compagnie che per prime adotteranno questo approccio sbloccheranno l’immenso valore dei propri dati e acquisiranno un vantaggio competitivo difficilmente colmabile nei prossimi cinque anni. Chi, al contrario, sceglierà l’attendismo, rischia di ritrovarsi imprigionato in un’infrastruttura da museo, inadeguata per le sfide del mercato di domani.

Tags: Agentic AIAssicurazioniInnovazione AssicurativaInsurtechlegacy systemssistemi core
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