Il 2025 ridisegna gli equilibri. Chi sale, chi scende e perché la classifica dei Top 20 broker globali racconta molto più di semplici numeri
Ogni anno, quando escono le classifiche internazionali dei broker assicurativi, il settore le legge con l’attenzione che si riserva ai bilanci di Stato. E a ragione: dietro una posizione guadagnata o persa si nascondono strategie, errori, visioni industriali e, spesso, trasformazioni destinate a cambiare il mercato per anni. La classifica 2026 Edition di AM Best, basata sui ricavi totali 2025, è particolarmente ricca di segnali. Proviamo a leggerla come merita.
Il Podio Inamovibile, ma con Velocità Diverse
Marsh, Aon, Arthur J. Gallagher e WTW confermano le prime quattro posizioni. La solidità del podio, tuttavia, non deve ingannare: le velocità di crescita sono profondamente diverse e raccontano storie aziendali distinte.
Marsh chiude il 2025 a 26,98 miliardi di dollari, con un incremento di oltre 2 miliardi rispetto all’anno precedente. La leadership assoluta, consolidata da decenni, poggia su una piattaforma globale che difficilmente qualsiasi competitor riuscirà a sfidare nel breve periodo. È la macchina più grande e, ad oggi, continua a girare in modo efficiente.
Aon tocca i 17,20 miliardi con una crescita del 9% anno su anno. Il gigante americano ha saputo metabolizzare il fallimento della fusione con WTW di qualche anno fa e ha costruito una propria narrazione strategica attorno a dati, analisi e servizi consulenziali ad alto valore aggiunto. I numeri premiano quella scelta.
La vera sorpresa del podio è però Arthur J. Gallagher, che chiude a 13,80 miliardi con una crescita del 21% anno su anno. Un risultato straordinario, costruito attraverso 33 acquisizioni completate nel solo 2025, per un valore annualizzato stimato di oltre 3,5 miliardi di dollari. Dal 2020 a oggi, Gallagher ha messo a segno 178 operazioni. È la macchina M&A più disciplinata e produttiva del settore, con una crescita organica del 6% che dimostra come le acquisizioni non soffochino il business esistente, ma lo amplificano. Per il 2026, gli analisti proiettano ricavi vicini ai 16,76 miliardi: Aon dovrebbe iniziare a guardarsi le spalle.
WTW si ferma a 9,71 miliardi. La crescita organica al 5% è solida, il segmento Risk & Broking cresce del 6% e la divisione Health, Wealth & Career del 4%. Il gruppo guidato da Carl Hess ha scelto la strada della specializzazione e dell’efficienza operativa, con un’espansione del margine operativo di 130 punti base nel 2025. L’acquisizione di Newfront, da cui si attende circa 250 milioni di ricavi aggiuntivi nel 2026, conferma una strategia più chirurgica rispetto ai competitor. Meno rumore, più sostanza.

Le Mosse che Fanno la Differenza nella Fascia di Mezzo
La zona tra il quinto e il decimo posto è quella dove le dinamiche competitive si fanno più vivaci e la classifica registra i movimenti più significativi.
Brown & Brown scala due posizioni e si porta al quinto posto con 5,90 miliardi di dollari, superando Alliant. Il salto è in buona parte riconducibile all’acquisizione di Accession Risk Management Group, che ha portato in dote circa 1,7 miliardi di ricavi annui. La crescita totale è del 22,8%, anche se il dato organico si ferma al 2,8%, con un quarto trimestre in territorio negativo. Il percorso non è privo di attriti: l’uscita di 275 dipendenti verso un competitor ha generato una perdita stimata di 23 milioni di dollari annui in ricavi. Brown & Brown cresce, ma la sfida della retention del talento è tutt’altro che risolta.
Alliant Insurance Services scende di una posizione al sesto posto pur mantenendo 5,80 miliardi. Non è una crisi, è la geometria della classifica: quando il vicino cresce più velocemente, ci si ritrova indietro anche senza arretrare davvero. Alliant rimane uno dei broker indipendenti più aggressivi sul mercato americano.
Hub International scende al settimo posto con 5,28 miliardi. La crescita dei ricavi c’è stata, ma il numero di acquisizioni completate è sceso da 61 nel 2024 a 49 nel 2025. Il management ha dichiarato un focus crescente sulla crescita organica, scelta legittima ma che, in un mercato dove i competitor continuano a fare shopping, si paga in termini di posizionamento relativo. Elemento di scenografia non trascurabile: il gruppo ha depositato in modo riservato la documentazione per una IPO negli Stati Uniti nel giugno 2026. Una quotazione potrebbe cambiare le carte in tavola in modo radicale nei prossimi anni.
Howden entra nell’ottava posizione con 4,84 miliardi, guadagnando due posti rispetto al 2024. Il broker britannico è forse la storia di crescita più organica e coerente tra i grandi: acquisizioni mirate come Barnett Waddingham nel mondo dei benefit, Gravitas per il segmento sport ed entertainment negli USA, e una progressione nella presenza internazionale che segue una logica precisa. Non è la crescita esplosiva di Gallagher, è una costruzione paziente. E i risultati si vedono.
Acrisure scivola al nono posto con 4,82 miliardi. Il quadro è più complesso di una semplice perdita di posizione: S&P Global ha rivisto l’outlook del gruppo da stabile a negativo nell’aprile 2026, citando un aumento della leva finanziaria e margini in compressione, scesi al 21%, tra i più bassi nel panorama dei broker quotati. Il segmento retail nordamericano, il core del business, ha mostrato problemi di retention dei clienti nel quarto trimestre. A maggio 2026 sono stati annunciati circa 2.250 licenziamenti, pari all’11% della forza lavoro, motivati dall’avanzata dell’intelligenza artificiale. Acrisure resta un player rilevante, ma attraversa una fase di ristrutturazione profonda.
Lockton chiude la top ten al decimo posto con 4,48 miliardi. L’unico grande broker rimasto completamente privato e indipendente mantiene la sua rotta senza strappi. Non fa rumore, non fa titoli. Continua a crescere.
I Nuovi Protagonisti: Ryan Specialty e Diot-Siaci
Tra i movimenti più significativi della seconda parte della classifica, due nomi meritano attenzione particolare.
Ryan Specialty sale al dodicesimo posto con 3,05 miliardi, registrando una crescita del 21,3% anno su anno. Il modello è chiaro: specialty insurance, wholesale brokerage, segmenti ad alta specializzazione tecnica dove i margini tengono meglio. La crescita organica al 10,1% è tra le più alte dell’intero ranking. Cinque acquisizioni completate nel 2025, tutte orientate a rafforzare nicchie specifiche come la costruzione commerciale, i rischi non tradizionali e il mercato canadese. Ryan Specialty è la scommessa di lungo periodo che sta diventando realtà.
Diot-Siaci, con 1,48 miliardi di dollari, entra per la prima volta nella Top 20 mondiale al 19° posto. È una novità assoluta e, per chi segue il mercato europeo, non è una sorpresa. Il gruppo francese fondato nel 2020 dalla fusione tra Diot e Siaci Saint Honoré ha costruito in pochi anni una piattaforma che punta esplicitamente a diventare il campione europeo indipendente del brokeraggio globale. Un obiettivo ambizioso, una traiettoria credibile. L’ingresso nella classifica mondiale è il riconoscimento formale di un percorso che il mercato transalpino aveva già registrato da tempo.
Cosa Ci Dice Davvero questa Classifica
Leggere la Top 20 broker 2026 come una semplice fotografia dei fatturati è riduttivo. È invece una mappa delle strategie vincenti in un mercato in profonda trasformazione.
Il primo messaggio è che le acquisizioni disciplinate vincono sulle acquisizioni frenetiche. Gallagher e Ryan Specialty crescono attraverso M&A con logica industriale chiara, non per accumulare asset. Chi ha comprato senza integrare, o con leva finanziaria eccessiva, si trova ora a fare i conti con margini compressi e outlook negativi.
Il secondo messaggio riguarda il talento. In un settore dove il capitale umano è il vero prodotto, la guerra per i professionisti migliori è già in atto. La perdita di team interi da parte di alcuni broker non è una nota a margine, è un indicatore anticipatore di erosione del business.
Il terzo messaggio, forse il più rilevante per il mercato italiano ed europeo, è che c’è spazio per i campioni regionali indipendenti. L’ingresso di Diot-Siaci dimostra che la concentrazione non è inevitabile e che una strategia coerente su base continentale può competere con i giganti anglosassoni.
La classifica 2027 sarà ancora più interessante. Le variabili in gioco, dall’intelligenza artificiale alla potenziale IPO di Hub, dalla crescita di Gallagher alle difficoltà di Acrisure, promettono un anno di grandi movimenti. Noi saremo qui a raccontarli.









