La transizione ecologica ha portato sulle nostre strade una rivoluzione silenziosa: i veicoli elettrici. Se dal punto di vista dell’impatto ambientale il cambiamento è evidente, ciò che spesso sfugge all’occhio del grande pubblico – e che sta ridefinendo le regole del gioco per i professionisti dei settori peritale e assicurativo – è legata all’architettura stessa di queste vetture e ai rischi del tutto inediti, sia in termini di valutazione, sia in termini di gestione, che queste nuove auto portano con sé.
Una rivoluzione sotto la carrozzeria
A differenza dei veicoli tradizionali, un’auto elettrica è costruita attorno a un elemento centrale: la batteria ad alta tensione, integrata nel pianale. È la parte più costosa e anche quella più critica per quel che riguarda il rischio. Dopo un urto, infatti, il danno alla batteria può non essere immediatamente visibile. Ed è qui che risiede la vera complessità di questa situazione: il rischio non è solo nell’impatto, ma anche in ciò che può accadere dopo. Pensiamo, ad esempio, a fenomeni come il thermal runaway, ovvero uno sviluppo incontrollato di calore che può portare a incendi anche a distanza di ore dall’incidente e che rende necessarie procedure specifiche, come la messa in quarantena del veicolo per scongiurare la possibilità di un re-innesco.
A livello assicurativo e peritale, tutto questo si traduce in una maggiore complessità perché i modelli utilizzati per i veicoli tradizionali non sono più sufficienti se applicati senza una lettura approfondita delle nuove tecnologie.
La sfida per il mondo assicurativo: periti e liquidatori alla prova dell’elettrico
Questa complessità tecnologica si riflette direttamente sul mondo delle assicurazioni e dei periti, investendo sia la fase di assunzione del rischio sia quella di liquidazione di un eventuale danno. I modelli di valutazione tradizionali, utilizzati per decenni, ormai non sono più applicabili tout court.
In fase assuntiva, il rischio concreto è quello di una forte sottostima del valore del veicolo, proprio perché non si calcola adeguatamente l’incidenza economica della batteria. Quando si passa alla riparazione, invece, i costi possono lievitare non solo per i pezzi di ricambio, ma anche per il fattore umano. Lavorare su un sistema ad alta tensione richiede, infatti, operatori specializzati, l’utilizzo di specifici dispositivi di protezione individuale (DPI) e tempi tecnici inevitabilmente più lunghi rispetto ai motori tradizionali. In ottica di liquidazione, inoltre, una perizia superficiale che non verifichi l’effettiva integrità del sistema elettrico rischia di mancare completamente la diagnosi del danno, portando a liquidazioni parziali o, al contrario, a spese impreviste colossali in un secondo momento.
Conoscere per gestire al meglio: parola d’ordine competenze
Per affrontare le nuove sfide legate alla mobilità elettrica, Cineas organizza il corso “Veicoli elettrici: caratteristiche tecniche, rischi e scenari di danno” in programma dal 9 al 25 giugno 2025. Il percorso offre una panoramica completa sulle tecnologie dei veicoli elettrici e sugli aspetti assicurativi e peritali legati alla gestione dei sinistri, con un focus specifico sull’utilizzo nelle flotte aziendali.
Questa occasione di aggiornamento professionale non si non si rivolge quindi solo a periti e liquidatori – figure naturalmente in prima linea nella gestione del rischio – ma rappresenta un patrimonio di conoscenza utile per chiunque perché capire come funziona e cosa si rischia guidando un’auto elettrica è il primo – e forse il più importante – passo per una transizione green sulle nostre strade.
di Paola Russo, docente Cineas










