Generali archivia una prima metà del 2026 all’insegna della forte espansione, registrando un utile netto normalizzato di 2,5 miliardi di euro (+13,7%) e un risultato operativo in crescita dell’11,2% a quota 4,5 miliardi. Numeri che confermano la solidità del piano strategico Lifetime Partner 27: Driving Excellence, supportati da una posizione di capitale che si mantiene su livelli di assoluta eccellenza (Solvency Ratio al 216%).
Ma per il mercato dell’intermediazione, i dati di maggiore interesse arrivano dal segmento Danni (P&C), vero motore della spinta commerciale del Leone di Trieste in questi primi sei mesi. In un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da incertezza e pressioni inflazionistiche latenti, il comparto Danni di Generali ha mostrato una chiara capacità di attrazione, pur dovendo fare i conti con un fattore climatico ormai diventato strutturale.
I numeri del Danni: crescita diffusa, ma i Cat-Nat si fanno sentire
I premi lordi del segmento Danni sono aumentati del 6,3%, raggiungendo la soglia dei 20 miliardi di euro. La crescita è stata trainata in modo equilibrato dalle due principali linee di business: il comparto Non Auto segna un +5,8% (con uno sviluppo diffuso in tutte le principali aree in cui opera il Gruppo), mentre l’Auto cresce del 6% (spinta in particolare da Germania e area CEE). Da segnalare anche l’ottima performance di Redion (la ex Europ Assistance), che ha visto i premi diretti balzare del 22,8% grazie alla ripresa del segmento travel negli USA e in Francia.
Se i volumi corrono e il risultato operativo del Danni sale a 2.141 milioni di euro (+4,7%), la redditività tecnica mostra invece i segni dell’impatto climatico. Il Combined Ratio si è attestato al 91,5%, in peggioramento di mezzo punto percentuale rispetto al 91,0% del primo semestre 2025.
Entrando nel dettaglio tecnico, si nota come la gestione caratteristica “ordinaria” sia in realtà migliorata (la sinistralità attritional è scesa al 64,3%), ma questo beneficio è stato più che assorbito dall’incidenza dei sinistri catastrofali, che hanno pesato per il 3,6% sul combined ratio (più del doppio rispetto all’1,7% dello stesso periodo dell’anno scorso). L’expense ratio è rimasto sostanzialmente stabile al 29,1%.
Strategia e prospettive: flessibilità tariffaria e focus sul Non Auto
Le indicazioni prospettiche fornite dal management sono chiare e tracciano la rotta per i prossimi mesi. Generali punta a massimizzare la crescita profittevole concentrandosi soprattutto sulla linea Non Auto. L’offerta si orienterà sempre più verso soluzioni modulari disegnate sugli specifici bisogni del cliente e su coperture legate all’ambiente e ai cambiamenti climatici.
Tuttavia, il Gruppo ha confermato un “approccio flessibile nei confronti degli adeguamenti tariffari”, precisando che questi terranno necessariamente conto del “bisogno di coperture assicurative contro le catastrofi naturali”. Un passaggio che preannuncia una gestione attenta del pricing e della capacità assuntiva sui rischi meteo.
I tre segnali che il semestre manda alla distribuzione
I risultati semestrali di Generali offrono spunti di riflessione molto concreti per le reti agenziali e per i broker che operano sul mercato italiano, in particolare sul fronte Danni.
Le catastrofi naturali sono il nuovo normale
Il raddoppio dell’incidenza delle Nat-Cat sul Combined Ratio in un solo anno (dal 1,7% al 3,6%) non è un picco statistico, ma la conferma di un trend. Per gli intermediari, questo significa che la stretta assuntiva e le revisioni tariffarie sulle coperture property ed eventi atmosferici continueranno. Generali lo ha dichiarato apertamente parlando di “adeguamenti tariffari”. I broker dovranno prepararsi a rinnovi complessi, in cui la qualità delle informazioni sui rischi forniti agli assuntori e la capacità di strutturare franchigie adeguate faranno la differenza per trovare capacità sul mercato.
Lo spazio si apre nel Non Auto e nelle soluzioni modulari
La compagnia spinge sull’acceleratore nel comparto Non Auto, confermando che i rami liability, le coperture specialistiche e le soluzioni parametriche/modulari sono il vero terreno di caccia per la redditività. Per l’intermediario, c’è un’evidente opportunità di intercettare questa fame di premi delle compagnie spostando il focus della consulenza alle imprese verso questi rischi, allentando la dipendenza dal piazzamento delle tradizionali coperture property ormai sotto stress.
Travel e servizi accessori tirano la domanda
L’ottima performance di Redion (ex Europ Assistance) dimostra che la propensione all’acquisto di coperture legate ai viaggi, all’assistenza e ai servizi “ancillari” è alta. Inserire questi prodotti all’interno di un’offerta più ampia può rappresentare per il broker una leva efficace per aumentare i margini e rafforzare la fidelizzazione del cliente (retail e corporate), sfruttando l’onda di una domanda vivace.










