Hiscox archivia il primo semestre del 2026 con una decisa espansione dei volumi e un miglioramento tecnico della redditività, ma manda un segnale chiarissimo al mercato distributivo: la corsa al ribasso dei tassi su property ed energy ha superato il livello di guardia, spingendo la compagnia a tagliare drasticamente i rinnovi pur di proteggere i margini.
A livello di gruppo, i premi lordi contabilizzati (ICWP) hanno raggiunto i 3,23 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell’anno, segnando un +10,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il combined ratio non scontato è migliorato scendendo al 90,4% (dal 92,6%), mentre il rendimento operativo corretto sul capitale tangibile (ROTE) è balzato al 20,2%, ben al di sopra del target fissato dalla compagnia.
Nonostante questi indicatori positivi, l’utile ante imposte ha registrato una flessione, attestandosi a 240,5 milioni di dollari contro i 276,6 milioni del 2025. A pesare è stato esclusivamente il risultato degli investimenti, sceso a 128,2 milioni di dollari a causa di 76 milioni di perdite non realizzate su titoli a reddito fisso, innescate dal rialzo dei tassi di interesse (dinamica che la compagnia si aspetta venga riassorbita alla scadenza delle obbligazioni).
L’amministratore delegato Aki Hussain ha espresso soddisfazione per la crescita profittevole del portafoglio, sottolineando lo sviluppo a doppia cifra nel segmento retail e la “gestione disciplinata” in un mercato in rapida evoluzione per i grandi rischi. Ed è proprio su quest’ultimo fronte che si registrano le novità più rilevanti per i broker.
La stretta sul London Market: meno rinnovi, focus sulla redditività
La divisione Hiscox London Market ha registrato una crescita dei premi del 9,8% (a 733,2 milioni di dollari), ma i dati sottostanti mostrano una profonda revisione del portafoglio. Nel semestre, i tassi aggregati nel London Market sono scesi del 5%. La reazione di Hiscox è stata drastica: nel comparto major property, dove le tariffe sono precipitate del 14%, la compagnia non ha rinnovato il 17% dei rischi. Ancora più marcata la selezione nel settore power and renewables: a fronte di cali tariffari a doppia cifra, Hiscox ha chiuso la porta al 23% del portafoglio esistente.
Questa ritirata selettiva riflette le recenti preoccupazioni espresse dai vertici dei Lloyd’s sulla velocità ritenuta “problematica” del softening nel property. Per compensare, Hiscox sta riorientando la capacità verso nicchie considerate più attrattive, tra cui downstream energy, middle market property statunitense e coperture E&O per il settore tecnologico.
Sui conti del London Market pesa anche l’instabilità geopolitica: il combined ratio della divisione è peggiorato al 93,8% (dall’87,9% del 2025), impattato da un accantonamento prudenziale di 40 milioni di dollari legato al conflitto in Medio Oriente (su un totale di 60 milioni accantonati a livello di gruppo), con impatti trasversali su war, terror, political violence e marine war.
Retail in corsa ed espansione cyber
Se i grandi rischi frenano, la divisione Retail accelera. Con una crescita dell’8,2% a tassi di cambio costanti (1,56 miliardi di dollari), Hiscox ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero 2026, puntando ora a un +9%. Nel Regno Unito (premi +10,2%), la compagnia ha ampliato l’appetito assuntivo verso nuove professioni digitali e scientifiche (podcaster, tutor online, scienziati forensi) e ha esteso la copertura affermativa per i rischi legati all’Intelligenza Artificiale al comparto media. In Europa (+6,2%), il prodotto cyber, inizialmente testato in Francia e Germania, è stato ufficialmente esteso a tutti i mercati continentali.
Infine, la divisione Hiscox Re ha visto i premi crescere del 6,4%, ma l’esposizione netta alle catastrofi è stata ridotta (premi netti a -7,4%). Da segnalare l’esplosione delle masse in gestione nel comparto delle coperture alternative (ILS), raddoppiate a 2,9 miliardi di dollari grazie a massicci afflussi nei fondi cat bond.
Il ciclo cambia passo: tre letture per l’intermediazione
I dati semestrali di Hiscox confermano un cambio di passo nel ciclo del mercato assicurativo e offrono chiavi di lettura strategiche fondamentali per gli intermediari:
La fine dell’abbondanza nel Property/Energy
Il taglio drastico ai rinnovi nel comparto major property e nelle energie rinnovabili è il segnale che il mercato soft su queste linee è ormai arrivato a un punto di rottura. Le compagnie non sono più disposte a fare volumi a scapito della tecnica. Per i broker che piazzano grandi rischi sul mercato di Londra, questo significa che il piazzamento di programmi property ed energy complessi richiederà maggiore fatica, sindacati più ampi e condizioni che dovranno essere negoziate col bilancino.
L’ombra lunga della geopolitica
I 60 milioni di dollari accantonati per il Medio Oriente confermano che il rischio politico e di guerra non è una fiammata passeggera, ma una variabile strutturale che sta già erodendo la redditività tecnica (come dimostra il balzo del combined ratio del London Market). La sottoscrizione in questi ambiti resterà tesa e costosa.
L’innovazione si sposta sul Retail
Mentre il segmento corporate vede una contrazione dell’appetito, la crescita di Hiscox evidenzia come lo spazio per innovare sia oggi nel segmento commercial e delle PMI. L’estensione delle garanzie AI e la copertura per nuove figure professionali (come i creator digitali) indicano la via: i broker che sapranno intercettare questi nuovi bisogni, uniti alla standardizzazione del prodotto cyber in Europa, troveranno ampi margini di sviluppo supportati da una capacità assicurativa ben disposta e affamata di premi.










