Giacomo Mariani guiderà la branch italiana di Arch Insurance EU: un mandato costruito sul canale, in un ufficio che sottoscrive già cinque linee.
Arch Insurance EU ha nominato Giacomo Mariani Italy Branch Manager. L’incarico copre l’operatività quotidiana della filiale, lo sviluppo commerciale e la relazione con gli intermediari. Per il mercato italiano il fatto rilevante è che una compagnia presente da vent’anni si dota per la prima volta di una figura che risponde di ciò che accade in Italia.
Una casella che mancava solo all’Italia
Nell’organigramma di Arch Insurance EU il branch manager è una casella ricorrente. La Spagna ha Jose Carlos Jimenez Fernandez, che al ruolo affianca la responsabilità del cyber per l’Europa continentale; la Francia ha Sergio Pierro, branch manager e responsabile del cyber francese. L’Italia era l’unica filiale continentale senza quel presidio, pur avendo da aprile una struttura operativa a Milano.
La nomina va letta insieme al mandato con cui Duncan Smith è stato nominato amministratore delegato della compagnia irlandese nel gennaio 2025: la crescita nell’Europa continentale attraverso la rete di filiali. Smith, in Arch dal 2005 e prima vice CEO della stessa entità, è arrivato al vertice con un obiettivo dichiarato di espansione per filiali. Milano è l’esecuzione di quel disegno, quindici mesi dopo.
Sulla nomina, Smith parla di un elemento chiave della continua espansione di Arch in Italia dopo la recente apertura dell’ufficio milanese, e indica nell’esperienza manageriale e nella reputazione di mercato di Mariani le ragioni per affidargli la strategia di crescita, con l’obiettivo di aumentare la rilevanza della compagnia per i broker e i loro clienti.
Vent’anni di licenza, cinque mesi di sottoscrizione
L’apertura di aprile ha oscurato un dato più antico: Arch in Italia c’era già. La compagnia presidia il mercato italiano in regime di stabilimento dal 2005, quando l’autorizzazione fu rilasciata all’entità britannica del gruppo. Con la Brexit il presidio è passato alla società irlandese: il trasferimento parziale del ramo danni approvato dal regolatore del Regno Unito, efficace dal 31 dicembre 2020, ha spostato su Arch Insurance (EU) dac anche i contratti degli assicurati italiani. Da allora la compagnia opera in Italia con una rappresentanza generale a Milano, sotto la vigilanza della Central Bank of Ireland.
Nel 2026 cambia quindi il luogo in cui si sottoscrive e il livello a cui si decide. Per vent’anni il rischio italiano è stato assunto in delega, attraverso strutture con binding authority che ne distribuivano il portafoglio, senza una sottoscrizione diretta della filiale. Da aprile Milano è una struttura assuntiva, e ora ha un responsabile di filiale.
In un’impresa comunitaria in stabilimento la responsabilità della filiale si lega di norma al ruolo di rappresentante generale, la figura che l’ordinamento identifica come riferimento locale nei rapporti con la vigilanza. È una differenza sostanziale rispetto a un incarico puramente commerciale: chi guida la branch risponde anche di come la compagnia si presenta al mercato italiano e all’autorità.
Cinque tecnici e un uomo di canale
Il 30 aprile 2026 Arch ha aperto l’ufficio di Milano contestualmente al lancio della linea property europea, costruita su tre poli di sottoscrizione: Francia, Italia e Spagna. Milano è quindi uno dei nodi in cui il rischio property viene valutato e prezzato, non uno sportello che raccoglie business per portarlo altrove. L’ufficio lavora su accident & health, cargo & logistics, fine art & specie, general liability e property.
Le responsabilità di linea sono cinque: Chiara Tortora su accident & health, Marco Facondo sulla general liability, Francesca Giurato su fine art & specie con mandato sui mercati europei, Michela Celli sul marine (la linea compare nel perimetro dichiarato dell’ufficio come cargo & logistics) e Mohamed El Sehili sul property. Cinque deleghe assuntive, una per linea.
Mariani arriva dall’altra sponda. Prima di Everest, dove ha guidato per circa diciotto mesi l’attività assicurativa italiana rispondendo al responsabile del Sud Europa, era in Aon con la responsabilità del broking per i grandi clienti corporate e gli enti pubblici italiani, e prima ancora in Zurich, dove seguiva le relazioni con i grandi broker e i clienti diretti. Oltre quattordici anni di mercato italiano, con i due incarichi più lunghi costruiti sul lato della relazione con il canale. Il mandato esplicito sui broker è coerente con quel percorso: la nomina completa il presidio milanese invece di sovrapporsi ai capi-linea.
Per un intermediario è una differenza pratica. Un interlocutore che conosce la meccanica del broking corporate e delle gare pubbliche legge le richieste in modo diverso da chi arriva da un ruolo tecnico puro, e cambia la natura del dialogo su capacity, condizioni e tempi di risposta.
Milano, ciclo compresso
Il calendario degli ultimi due anni racconta un mercato che si muove in fretta. BHSI ha aperto a Milano nel settembre 2024, Everest a novembre dello stesso anno con una filiale in regime di stabilimento, Arch nell’aprile 2026. Tre presidi specialty costruiti da zero in diciannove mesi. Nel frattempo Everest è uscita dal retail commercial europeo: dal 1° gennaio 2026 i rinnovi in sei paesi, Italia compresa, viaggiano su capacità AIG, dopo l’autorizzazione che AIG ha ottenuto il 12 dicembre 2025. Il ciclo di ingresso, assestamento e riassetto si è accorciato al punto che una figura senior formata in un progetto entra rapidamente nel successivo.
I conti di gruppo dicono in che condizioni avviene l’espansione. Nel secondo trimestre 2026 il segmento insurance di Arch Capital ha chiuso con un combined ratio del 98,5%, contro il 93,4% di un anno prima, con premi lordi in calo del 2,9%. È il perimetro in cui vive la compagnia europea. La crescita per filiali arriva quindi mentre il conto tecnico dell’assicurazione diretta peggiora, e questo di solito si traduce in appetito selettivo più che in capacity distribuita a pioggia.
La misura del cambiamento arriverà al rinnovo di gennaio, quando si vedrà quanta parte di ciò che il canale porta a Milano viene sottoscritta a Milano.









