Il mercato assicurativo corporate europeo si prepara ai rinnovi del primo gennaio confermando una tendenza chiara. Stiamo attraversando una fase di “softening”, un ammorbidimento delle condizioni che favorisce palesemente gli acquirenti. Tuttavia, limitarsi a celebrare le riduzioni di premio sarebbe un errore strategico imperdonabile per chi fa brokeraggio e risk management ad alto livello. I dati e le analisi dei principali player internazionali ci dicono che il mercato sta cambiando ritmo e che le opportunità, oggi, si nascondono nei dettagli delle coperture piuttosto che nel mero risparmio economico.
I numeri del mercato e la frenata di Cyber e D&O
Le cifre delineano un quadro di diffusa flessione dei tassi. Secondo i dati del Global Insurance Market Index di Marsh, nel secondo trimestre le tariffe delle assicurazioni commerciali europee sono scese del 6%, segnando il settimo calo trimestrale consecutivo. Il settore Property guida questa discesa con un taglio medio del 9%, seguito a ruota dal Cyber, anch’esso al 9%, e dalle linee Financial and Professional, scese del 5%.
Anche le evidenze di mercato confermano riduzioni per il Property tra il 10% e il 20%, mentre il comparto Casualty registra flessioni più contenute, nell’ordine del 5-10%. Esiste però una netta divergenza per i rischi con esposizione negli Stati Uniti, dove l’inflazione sociale e i trend della responsabilità civile mantengono le diminuzioni a una sola cifra.
Il dato più interessante riguarda però rami come Cyber e D&O. Dopo anni di cali drastici, la velocità delle riduzioni tariffarie sta chiaramente rallentando. Molti assicuratori, pur mantenendo politiche aggressive per centrare gli obiettivi di fine anno, segnalano che in queste linee ci stiamo avvicinando al fondo del ciclo. La competizione resta intensa, guidata da una sovrabbondanza di capacità e da precisi piani di crescita delle compagnie, ma lo spazio per ulteriori sconti automatici si sta inesorabilmente restringendo.
Geografia, clima e selettività: il caso italiano
Un’analisi profonda non può prescindere dall’interazione tra profilo di rischio e area geografica. Non tutti i settori e non tutti i Paesi stanno beneficiando equamente di questo clima favorevole. Mentre nazioni come Francia e Regno Unito mostrano un’alta competitività complessiva, il Sud Europa presenta dinamiche decisamente più complesse.
Per l’Italia, così come per altri mercati dell’Europa meridionale, i danni legati a eventi atmosferici severi come le devastanti grandinate o le alluvioni stanno frenando la discesa delle tariffe Property. Le compagnie monitorano con attenzione estrema i cosiddetti “pericoli secondari” (secondary perils) e, di fronte a un’esposizione catastrofale significativa, oppongono una sottoscrizione molto più severa e una minore flessibilità sui prezzi. Settori industriali pesanti, gestione dei rifiuti e lavorazione del legno continuano a trovare capacità, ma si scontrano con assicuratori sempre più selettivi e pronti a rinunciare ad affari che non soddisfano rigorosi requisiti tecnici.
La vera sfida: ricostruire i programmi, non solo fare cassa
Qui entra in gioco il vero valore aggiunto del broker e del professionista del risk management. Le dichiarazioni di vertici associativi come Laurent Nihoul, CEO di Ferma, lanciano un monito fondamentale. Nonostante il trend attuale, i prezzi medi rimangono ben al di sopra dei livelli pre-hard market vissuti a cavallo tra il 2018 e il 2019. In quegli anni di irrigidimento del mercato le aziende non hanno solo pagato premi più alti, ma hanno subito un deterioramento sistemico delle condizioni contrattuali con franchigie raddoppiate, capacità ridotte e l’imposizione di nuove e pesanti esclusioni.
Oggi la liquidità e la competizione tra assicuratori offrono un’occasione irripetibile. L’errore più grave che un’azienda possa commettere è incassare semplicemente il risparmio sul premio anno su anno. Al contrario, questo è il momento di reinvestire quei risparmi per ottimizzare il trasferimento del rischio. Bisogna sfruttare il contesto competitivo per rivedere le strutture dei programmi, alzare i limiti di indennizzo, abbattere le franchigie e rinegoziare i testi di polizza per rimuovere le esclusioni introdotte negli anni passati.
Qualità del dato e prospettive future
Guardando verso i prossimi anni, i vertici delle grandi compagnie confermano un quadro di generale stabilità, sostenuto da un’elevata capitalizzazione e dalla volontà di acquisire quote di mercato. Tuttavia, ricordano che il mercato sta diventando sempre più guidato dai sinistri e dall’analisi avanzata dei dati. La discriminante per ottenere condizioni di favore non è più l’andamento generale del mercato, ma la qualità intrinseca del singolo rischio.
I risultati migliori andranno alle organizzazioni capaci di muoversi in anticipo sui rinnovi, portando sui tavoli negoziali informazioni di altissima qualità e dimostrando una gestione dei controlli matura. Il brokeraggio moderno non si fa più chiedendo sconti lineari, ma costruendo una narrazione del rischio solida e inattaccabile. Solo in questo modo potremo garantire ai nostri clienti non solo un vantaggio economico immediato, ma una reale e duratura resilienza aziendale.











