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Poche polizze, troppi rischi: l’ANIA risponde con il primo Salone dedicato alla protezione assicurativa in Italia

BrokerChannel.it di BrokerChannel.it
27/04/2026
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Liverani_ANIA

C’è un’Italia che brucia, allaga, frana. E c’è un’Italia che, nonostante tutto, ancora non si assicura. Lo sa bene Giovanni Liverani, presidente dell’ANIA, che sulle pagine di Repubblica ha scelto di alzare la voce su un paradosso che chi lavora ogni giorno nel brokeraggio conosce fin troppo bene: meno del 15% delle imprese italiane ha sottoscritto una polizza contro i rischi catastrofali, anche dopo che la legge ha reso quella copertura obbligatoria.

La scadenza era il 31 marzo. I numeri, però, raccontano ancora una storia di indifferenza diffusa, di sottovalutazione cronica, di una cultura della protezione che nel nostro Paese stenta a decollare. E lo fa con un’ostinazione quasi inspiegabile, considerando che il premio medio annuo per una microimpresa si aggira attorno ai 119 euro. Non è una questione di costi. È una questione di percezione, di mentalità, di un rapporto distorto con il rischio che affonda le radici in decenni di assistenzialismo pubblico post-calamità.

Quattro milioni di imprese nel vuoto

Liverani non usa mezzi termini. Quattro milioni di piccole realtà produttive sono ancora senza polizza catastrofale. Sono le più vulnerabili, quelle che non hanno riserve di liquidità, che non possono contare su strutture finanziarie complesse per assorbire uno shock. “Un’alluvione può spazzarle via”, dice il presidente ANIA. E non è retorica. È la fotografia di un rischio esistenziale che molti broker si trovano a spiegare ai propri clienti ogni giorno, con la frustrazione di chi sa già come andrà a finire se non si interviene in tempo.

Il dato del 15% di adesione è raddoppiato rispetto al 7% pre-obbligo, ma Liverani lo definisce senza esitazione “una distanza siderale” dall’obiettivo. Perché non esistono sanzioni dirette per chi non si adegua, ma le imprese sprovviste di copertura perderanno l’accesso agli incentivi statali e alle agevolazioni fiscali. Un costo indiretto che molti, evidentemente, non hanno ancora calcolato.

Il nodo delle abitazioni: il Superbonus non basta

La fragilità non riguarda soltanto le imprese. Sul fronte residenziale, la copertura assicurativa contro i rischi naturali è ferma al 7%. Una cifra che, in un Paese con la morfologia del territorio italiano, suona come un allarme rosso. L’ANIA propone di introdurre l’obbligo di assicurazione almeno per gli immobili che hanno beneficiato di fondi pubblici come il Superbonus, le detrazioni fiscali o i finanziamenti del PNRR. “È un obbligo morale”, afferma Liverani. Dopo oltre 200 miliardi di euro investiti dallo Stato per la riqualificazione edilizia, un nuovo intervento pubblico in caso di calamità rappresenterebbe un doppio prelievo sulla collettività. Un ragionamento lineare, quasi lapalissiano, eppure ancora lontano dalla pratica.

Il settore tiene, ma attenzione alla fiscalità

Nel mezzo di questo scenario, il comparto assicurativo conferma la propria centralità nel sistema economico italiano. Gli investimenti complessivi del settore ammontano a mille miliardi di euro, di cui circa 250 miliardi in titoli di Stato italiani. Un contributo strutturale alla stabilità del Paese che Liverani difende con forza anche sul fronte fiscale: “Non si può togliere benzina dal serbatoio di un bulldozer che può aiutare lo Stato sui grandi temi del welfare: il rischio povertà dei pensionati, l’assistenza agli anziani non autosufficienti, il sostegno al Servizio Sanitario Nazionale.” Il messaggio al legislatore è diretto e senza filtri: imporre tasse extra sul settore assicurativo per far quadrare i conti pubblici sarebbe un errore clamoroso, con ricadute su temi sociali che vanno ben oltre il perimetro delle polizze.

Sul fronte RC Auto, il presidente segnala come negli ultimi quattro anni i premi siano cresciuti meno dell’inflazione, ma non esclude aumenti futuri legati al rincaro dei costi di riparazione, a loro volta influenzati dalle tensioni geopolitiche e dalla guerra in Iran. Un impatto che, com’è noto agli addetti ai lavori, si riflette sulle polizze con un ritardo medio di circa due anni.

Nasce il Salone della Protezione: una sfida culturale prima che commerciale

Ma la notizia che forse più di tutte merita attenzione è che l’ANIA ha annunciato la nascita del primo Salone della Protezione e dell’Assicurazione, un evento in programma per la prossima primavera, due giorni in cui “il nostro mondo, fatto di 300mila persone che ci lavorano, potrà incontrarsi e confrontarsi sulle novità per clienti, intermediari e operatori della filiera.”

È una svolta. O almeno, la promessa di una svolta. Perché l’Italia assicurativa ha bisogno di un palcoscenico riconoscibile, di un appuntamento che dia visibilità a un settore che spesso comunica male con il grande pubblico, che opera in silenzio, che produce valore senza sapersi raccontare. Il Salone, nelle intenzioni dell’ANIA, non è solo una fiera di settore. È un tentativo di ridurre quella distanza culturale tra l’industria assicurativa e i cittadini, tra la logica della protezione e la mentalità dell'”andrà bene così”.

Per i broker, in particolare, questo appuntamento potrebbe rappresentare un’opportunità concreta: portare al tavolo i clienti, far toccare con mano i prodotti, costruire quella relazione di fiducia che raramente si riesce a edificare attraverso un semplice preventivo online. In un mercato sempre più digitale, in cui la disintermediazione è una minaccia reale, il confronto fisico, la competenza umana e la capacità di leggere un rischio nel suo contesto restano il valore aggiunto che nessun algoritmo può ancora replicare.

Cosa ci aspettiamo

BrokerChannel seguirà da vicino lo sviluppo di questo progetto, i protagonisti e i temi al centro del dibattito. E soprattutto: ci sarà spazio per i broker indipendenti, per le realtà più piccole, per chi ogni giorno lavora sul campo lontano dai riflettori dei grandi gruppi? Oppure sarà l’ennesima vetrina per i soliti noti?

Tags: ANIABroker Assicurativipolizze catastrofaliprotezione assicurativaRischi catastrofaliSalone della Protezione
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