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Unipol, utile a quota 615 milioni nel semestre. Nel Danni la raccolta vola a 5,5 miliardi con un combined ratio d’eccellenza

BrokerChannel.it di BrokerChannel.it
03/10/2026
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Unipol primo semestre 2026

Unipol archivia il primo semestre 2026 con numeri solidi e in forte crescita, confermando la bontà della strategia industriale del Gruppo dopo la recente riorganizzazione societaria. L’utile netto consolidato si attesta a 615 milioni di euro, sostenuto da un andamento operativo brillante in tutti i principali rami di attività e da un contributo record delle partecipazioni strategiche (in primis BPER e Banco BPM).

Ma a catalizzare l’attenzione del mercato e dei professionisti dell’intermediazione è, ancora una volta, il comparto Danni (P&C), che si conferma il vero motore industriale del Gruppo, capace di coniugare una spinta commerciale aggressiva con una redditività tecnica tra le migliori in Europa.

I numeri del Danni: volumi in forte accelerazione e leadership nel Non Auto

Nel primo semestre 2026, la raccolta diretta del comparto Danni ha raggiunto i 5,51 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una crescita corale, trainata da entrambe le anime del business:

  • Il comparto Auto cresce del 4,1%, confermando la forza della leadership di UnipolSai (e del brand Unipol) nella tariffazione e nella gestione della mobilità, nonostante la forte concorrenza e le pressioni inflazionistiche sui costi di riparazione.
  • Il comparto Non Auto accelera del 4,6%, confermando la bontà del percorso di diversificazione verso le coperture dedicate alle imprese, al welfare e ai rischi specialistici.

Questa espansione dei volumi si è tradotta in un risultato pretasse del settore Danni pari a 529 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 489 milioni del primo semestre 2025.

Combined Ratio al top: la forza della gestione tecnica

Il vero fiore all’occhiello dei conti semestrali di Unipol resta tuttavia il Combined Ratio, che si attesta a un eccezionale 91,8% (netto di riassicurazione). Un dato che migliora ulteriormente rispetto al già eccellente 92,2% registrato nel primo semestre dell’anno precedente.

Nonostante un contesto climatico che ha continuato a mostrare episodi di maltempo e sinistri legati alle catastrofi naturali (Nat-Cat), la compagnia è riuscita a mantenere la sinistralità sotto stretto controllo, grazie a una rigorosa disciplina assuntiva, a un’attenta gestione della catena liquidativa e a un prezzamento calibrato centimetro per centimetro, soprattutto nel segmento flotte e retail. L’expense ratio si conferma stabile ed efficiente, a dimostrazione della forza della rete distributiva agenziale.

Proprio sul fronte dei rischi climatici e delle coperture Nat-Cat, Unipol sta giocando una partita da apripista. In linea con l’evoluzione normativa e con la crescente esposizione del territorio italiano agli eventi meteorologici estremi, il Gruppo sta spingendo con decisione sull’offerta di soluzioni dedicate alla protezione delle imprese e delle abitazioni contro le calamità naturali. La compagnia punta a un posizionamento di primo piano in questo segmento, forte di un know-how tecnico e di modelli predittivi avanzati (sviluppati anche grazie all’ecosistema di telematica e monitoraggio del territorio). L’obiettivo strategico è duplice: accompagnare il tessuto produttivo italiano – in particolare le PMI – verso una maggiore resilienza e trasformare l’obbligatorietà e la necessità di queste coperture in un’opportunità di crescita strutturale per i rami elementari.

I segnali per gli intermediari: tecnica, Non Auto e solidità

I dati semestrali di Unipol offrono spunti di grande rilievo per il mercato italiano e per i broker che dialogano quotidianamente con le imprese e le famiglie:

La ricetta italiana della profittabilità tecnica

Mentre i grandi gruppi internazionali (da AXA ad Allianz) scelgono talvolta la strada del rallentamento dei volumi per blindare i margini sui grandi rischi, Unipol dimostra di poter fare entrambe le cose: cresce oltre il 4% nei premi e, contemporaneamente, migliora il combined ratio sotto la soglia del 92%. È la dimostrazione che un presidio capillare del territorio e una forte focalizzazione sulla bancassurance e sul canale agenziale possono generare valore tecnico anche in un mercato maturo.

Il Non Auto come terreno di conquista

La crescita del 4,6% nel Non Auto conferma che la domanda di protezione da parte delle PMI italiane resta vivace. Per gli intermediari, questo è il segnale che le coperture a valore aggiunto (dalle cauzioni alla RC professionale, passando per la protezione cyber e i beni aziendali) rappresentano lo spazio commerciale in cui spingere la consulenza, trovando in Unipol una capacità assuntiva solida e reattiva.

La sfida della stabilità in un mercato complesso

Con un Solvency Ratio di Gruppo che si mantiene su livelli di solidità patrimoniale fortissimi, Unipol si conferma un punto di riferimento stabile per il mercato italiano. Per i broker, avere a che fare con un partner patrimonialmente granitico significa poter strutturare programmi assicurativi di medio-lungo termine con la certezza di una tenuta industriale e liquidativa a prova di tempesta.

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