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Groupama Italia, al vertice sale l’uomo delle Operations

BrokerChannel.it di BrokerChannel.it
04/09/2026
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nuovo ad Groupama Assicurazioni

Philippe-Henri Burlisson, vicedirettore generale Operations dal giugno 2023, è amministratore delegato e direttore generale della filiale italiana. Prende il posto di Pierre Cordier, atteso dal 7 settembre alla guida di MAAF Assurances.

Il consiglio di amministrazione di Groupama Assicurazioni ha nominato all’unanimità Philippe-Henri Burlisson amministratore delegato e direttore generale, con effetto immediato. La decisione è stata resa nota il 3 settembre, due giorni dopo l’uscita formale di Pierre Cordier dal gruppo. Alla guida della prima filiale estera di Groupama arriva un manager che nella stessa compagnia presidiava le Operations, e che l’Italia la conosce da due mandati distinti.

La casella si è liberata in Francia, non in Italia

La sequenza è pubblica da mesi. L’8 giugno Covéa annuncia che Cordier assumerà dal 7 settembre la direzione generale di MAAF Assurances SA, subentrando ad Antoine Ermeneux, con ingresso nel comitato esecutivo Francia del gruppo. Il 1° settembre Cordier lascia Groupama. Il 3 settembre il consiglio della filiale italiana delibera la successione. Tra la destinazione dell’uscente e la nomina di chi lo sostituisce passano tre mesi, con la scadenza nota a entrambe le case madri.

Cordier guidava l’Italia dal gennaio 2019, subentrato a Dominique Uzel. Aveva ereditato, per sua stessa ricostruzione, un esercizio 2018 chiuso con una perdita di circa 27 milioni, e nel mandato rivendica circa 250 milioni di investimenti su solvibilità e governance operativa, 250 assunzioni di giovani, un nuovo accordo economico con una rete agenziale che definiva disomogenea. A quello si aggiungeva l’intenzione dichiarata di crescere anche per acquisizioni. Il 2024 si è chiuso con un utile netto di circa 12 milioni, assorbendo una cinquantina di milioni di impatto negativo tra eventi naturali e nuove tabelle del Tribunale di Milano.

Un secondo tempo italiano, con la Turchia in mezzo

Burlisson è nel gruppo Groupama dal 1999, dopo esperienze nella riassicurazione e nel settore petrolifero, con i primi incarichi in Groupama Asset Management. In Italia era già stato tra il 2012 e il 2016 come direttore Finanza, Legale e Affari Generali. Poi due anni da vice direttore a supporto della direzione internazionale, con la responsabilità delle operations internazionali, e cinque anni alla guida di Groupama Sigorta e Groupama Hayat in Turchia, quindi con responsabilità su danni e vita insieme. Dal 1° giugno 2023 era rientrato in Italia come vicedirettore generale Operations. Ingegnere di formazione, con un MBA in economia e management all’École Nationale Supérieure du Pétrole et des Moteurs.

Nella dichiarazione diffusa con la nomina, Burlisson tiene insieme il lavoro fatto e il mandato che comincia. «Sono particolarmente felice di poter proseguire nel lavoro avviato con le squadre italiane […]. L’investimento fatto negli ultimi anni sulle persone, sull’offerta, su processi e sistemi ci mette nelle condizioni di competere nel nostro mercato sicuri dei nostri mezzi e delle nostre capacità, grazie anche ad un rapporto solido e costruttivo con una rete agenziale professionalizzata e motivata», ha dichiarato il nuovo amministratore delegato, indicando come orizzonte gli ambiziosi obiettivi strategici del gruppo. Tre dei quattro assi che nomina, persone, processi e sistemi, appartengono al perimetro che presidiava dal 2023.

L’agenda del 2026 era già scritta nelle Operations

Le mosse italiane degli ultimi dodici mesi sono tutte di natura industriale e distributiva. Il 3 dicembre 2025 si è chiusa l’acquisizione di Ara 1857, con Groupama salita dal 10% al 100% del capitale dopo il via libera di IVASS, AGCM e Golden Power: una compagnia specializzata quasi esclusivamente su rischio agricolo e grandine, che dovrebbe apportare circa 60 milioni di premi e che era in amministrazione straordinaria dal novembre 2024, su proposta IVASS. Alla chiusura dell’operazione è seguita la conferma del piano grandine 2026, in un anno che nel solo primo semestre ha mappato il numero più alto di eventi grandinigeni dal 2020.

Al congresso AGIT di Napoli, in ottobre, la direzione danni guidata da Barbara Pepponi ha presentato le linee guida dell’esercizio: semplificazione dei processi assuntivi, di emissione e di gestione, miglioramento dei canali di contatto tra agenzie e direzione, attrattività di prodotto, avvio dell’upselling RC e lavori sul multirischi imprese nel non auto. Tra le priorità indicate, quelle di processo pesano quanto quelle di prodotto, ed è il documento che tiene insieme rete e macchina operativa.

Sullo stesso terreno si colloca un dato di servizio già noto al mercato: nella rilevazione IVASS sui reclami dei rami danni esclusa RC auto relativa al 2025 Groupama registra 6,29 reclami ogni 10.000 contratti contro una media di comparto di 4,20, con l’86,38% concentrato in area liquidativa. Nessuno lo ha indicato come ragione della nomina, ma è il terreno su cui una direzione di matrice operativa lascia traccia per prima: la fase liquidativa è il punto in cui la promessa assuntiva viene verificata dal cliente e, di riflesso, dall’agenzia che l’ha collocata.

Mille agenti e una porta appena aperta in banca

La compagnia conta circa 1.000 agenti e quasi 800 agenzie, e nel comunicato di nomina la rete agenziale è l’unico canale citato. Il rapporto con gli agenti resta il perno del mandato. Sul canale broker la compagnia indicava nel 2024 un presidio complementare, costruito sull’offerta rami elementari per le PMI e su accordi nazionali.

Il movimento distributivo più recente riguarda però un altro canale. Il 30 marzo Groupama ha firmato con Banca di Asti un accordo di bancassicurazione vita e previdenza valido fino al 2035, aggiudicato al termine di un processo competitivo con primarie compagnie nazionali ed europee, su ramo I con gestione separata, unit linked, fondo pensione aperto e PIP. Le due parti lavoravano già insieme nel danni auto. Per una compagnia costruita sulle agenzie, aprire un canale bancario decennale sul vita significa affiancare una fabbrica prodotto a una rete distributiva che non risponde alla direzione commerciale.

Ottava nel danni, prima filiale estera del gruppo

I numeri di dimensione sono quelli comunicati a febbraio come preconsuntivo: premi danni 2025 a 1,1 miliardi con una crescita del 5%, combined ratio al 97%, ottava posizione nel mercato danni italiano, vita intorno ai 300 milioni con un obiettivo di crescita del 13% via unit linked e multiramo su nuova piattaforma. Per il 2026 l’obiettivo dichiarato è un danni a +7% con combined ratio in ulteriore riduzione.

Sopra c’è un gruppo che nel 2025 ha chiuso a 20 miliardi di fatturato, in aumento dell’8,4%, con un risultato netto poco superiore al miliardo, combined ratio al 93,9% e solvency al 222% senza misure transitorie. L’attività internazionale vale 3,4 miliardi, in crescita dell’11,3% a perimetro e cambi costanti, e l’Italia, prima filiale estera, contribuisce con un +6,0% dentro il piano «Ambition 2030».

Crescere del 7% nel danni riducendo al tempo stesso il combined ratio richiede di intervenire sulla selezione dei rischi e sul costo dei sinistri, cioè esattamente sulla macchina che Burlisson governava da vicedirettore generale.

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