Negli ultimi anni la Supply Chain è passata dall’essere una funzione prevalentemente operativa a uno degli asset più critici per la competitività e la continuità delle organizzazioni. Pandemie, eventi climatici estremi, tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati, crisi energetiche e difficoltà logistiche hanno dimostrato quanto la catena di approvvigionamento sia vulnerabile e quanto le conseguenze di un’interruzione possano propagarsi rapidamente lungo l’intera filiera.
In questo contesto, ila gestione della Catena di Fornitura assume un ruolo sempre più strategico. Le imprese sono chiamate non solo a reagire agli imprevisti, ma a sviluppare la capacità di anticiparli, valutarne gli impatti e predisporre misure efficaci per ridurne gli effetti. La resilienza della Supply Chain è oggi uno dei principali fattori che determinano la capacità di un’organizzazione di garantire continuità operativa, tutelare la propria reputazione e preservare la competitività nel lungo periodo.
Per raggiungere questi obiettivi non bastano strumenti tecnologici o sistemi di monitoraggio avanzati. Servono competenze specifiche, un approccio metodologico e la capacità di integrare la gestione del rischio nei processi di procurement e nelle decisioni strategiche.
In uno scenario caratterizzato da crescente incertezza, investire nella formazione significa rafforzare la capacità delle organizzazioni di prevenire le criticità anziché limitarsi a gestirne le conseguenze. Per questo motivo il Supply Chain Risk Management rappresenta oggi una delle competenze più richieste da aziende e professionisti chiamati a garantire resilienza, continuità operativa e sostenibilità della catena del valore.
Le organizzazioni che sapranno sviluppare queste competenze saranno quelle maggiormente preparate ad affrontare le sfide dei prossimi anni, trasformando il rischio da elemento di vulnerabilità a leva di crescita e vantaggio competitivo.
Pensiamo per un attimo ai maggiori rischi che oggi ogni Catena del Valore corre nessuna esclusa ad esempio:
- Interruzione dei fornitori – Il blocco di un fornitore può fermare la produzione e causare ritardi significativi.
- Dipendenza da un unico fornitore – La mancanza di alternative aumenta la vulnerabilità in caso di problemi operativi o finanziari.
- Ritardi nei trasporti – Scioperi, congestione o eventi climatici possono compromettere le consegne.
- Aumento dei costi delle materie prime – Riduce i margini e rende più difficile la pianificazione dei prezzi.
- Instabilità geopolitica – Guerre, sanzioni o tensioni internazionali possono interrompere i flussi commerciali.
- Disastri naturali – Terremoti, alluvioni o incendi possono bloccare impianti e infrastrutture logistiche.
- Cyberattacchi – Possono compromettere sistemi informatici, dati e continuità operativa.
- Errori di previsione della domanda – Generano eccessi di scorte o carenze di prodotti.
- Problemi di qualità dei fornitori – Prodotti difettosi comportano resi, costi aggiuntivi e danni reputazionali.
- Carenza di manodopera – Riduce la capacità produttiva e rallenta le operazioni logistiche.
- Modifiche normative – Nuove leggi o regolamenti possono aumentare tempi e costi di conformità.
- Interruzioni energetiche – Blackout o rincari dell’energia possono fermare la produzione.
- Furti e contraffazione – Provocano perdite economiche e danni all’immagine aziendale.
- Scarsa visibilità della supply chain – Rende difficile identificare problemi e intervenire rapidamente in quanto è eccessivamente distribuita spazialmente.
- Gestione inefficiente delle scorte – Porta a immobilizzo di capitale o mancanza di prodotti nonché a vetusta e deterioramento nel tempo delle stesse.
- Fallimento di partner logistici – Può interrompere distribuzione e consegne ai clienti.
- Rischio di cambio – Le variazioni dei cambi incidono sui costi degli acquisti internazionali.
- Mancanza di piani di continuità operativa – Rallenta la ripresa dopo eventi critici.
- Non conformità ESG e sostenibilità – Può comportare sanzioni, perdita di clienti e danni reputazionali.
- Scarsa collaborazione tra gli attori della filiera – Riduce l’efficienza, aumenta gli errori e rallenta il processo decisionale.
È proprio con questa finalità che nasce ANRA LAB – I rischi nel Procurement, un laboratorio che mette al centro l’applicazione pratica del Supply Chain Risk Management. Il percorso è progettato per fornire ai partecipanti strumenti operativi immediatamente utilizzabili nella propria attività professionale, alternando approfondimenti teorici a esercitazioni su framework, template e modelli di analisi dei rischi.
In programma il 22 e 23 settembre in modalità ibrida troverete tra gli obiettivi del corso la presentazione di metodologie per identificare e valutare i rischi nei processi di approvvigionamento, la definizione di strategie di mitigazione per la costruzione di Supply Chain più sicure e resilienti.











