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Il Mercato delle Cauzioni in Italia Vale Quasi un Miliardo: i Numeri di un Settore che Non Si Ferma

Salvatore Infantino di Salvatore Infantino
15/06/2026
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Cauzioni_Mercato

Un traguardo storico che racconta molto più di un semplice dato

Novecento ventuno milioni di euro. È questo il valore dei premi contabilizzati nel ramo cauzioni in Italia nel 2025, il risultato più elevato mai registrato dall’ANIA nella sua serie storica di rilevazioni. Un numero che non è soltanto una cifra, ma il segnale inequivocabile di un mercato che ha trovato la sua velocità di crociera e che, nonostante le pressioni macroeconomiche internazionali, continua a correre con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente.

I dati contenuti nell’ultima edizione di ANIA Trends Cauzioni, pubblicata a giugno 2026 con informazioni aggiornate al 31 dicembre 2025, restituiscono il ritratto di un comparto in salute strutturale, non congiunturale. E per capire fino in fondo cosa sta accadendo nel mercato delle garanzie assicurative in Italia, occorre guardare oltre il dato aggregato, scendere nel dettaglio e leggere tra le righe di questa crescita.

I numeri che contano: premi, nuova produzione e stock di garanzie

Il totale dei premi contabilizzati a fine 2025, pari a 921 milioni di euro, è il risultato della combinazione di due componenti distinte. Da un lato, i premi di rinnovo, che pesano storicamente sulla raccolta totale ma che segnalano la solidità del portafoglio in essere. Dall’altro, i premi di nuova produzione, che nel 2025 si attestano a 502 milioni di euro, con una crescita del 3,5% rispetto al 2024 e un’incidenza sul totale del 54,5%, leggermente inferiore al 56,9% dell’anno precedente.

Questo leggero calo dell’incidenza della nuova produzione non preoccupa: è il segnale fisiologico di un mercato che consolida il proprio portafoglio, che matura, che porta a rinnovo polizze pluriennali legate a grandi cantieri e a contratti di lungo periodo. Lo stock complessivo di garanzie in essere ha toccato i 146 miliardi di euro, con un incremento del 2,5% su base annua. Un dato che descrive la dimensione reale dell’esposizione del sistema assicurativo italiano nelle cauzioni, una cifra che fa riflettere sulla responsabilità tecnica e finanziaria che le imprese assicuratrici si assumono ogni giorno.

Chi comanda il mercato: REVO in testa, un panorama da leggere con attenzione

Nel quadro competitivo del ramo cauzioni, il 2025 ha consacrato REVO Insurance come operatore di riferimento per questo specifico segmento. La compagnia ha registrato 107 milioni di euro di premi nel ramo cauzioni, con una crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente. Un risultato che non è casuale: REVO ha costruito negli anni un posizionamento molto focalizzato sulla specialty insurance, e le cauzioni rappresentano oggi oltre il 27% del totale dei suoi premi. È il modello della specializzazione che vince, e questo mercato ne è la dimostrazione più eloquente.

Il panorama è completato dai grandi player generalisti come Generali, che nel 2025 ha registrato premi lordi complessivi a livello di gruppo pari a 98,1 miliardi di euro con un incremento del 3,6%, e da operatori come SACE BT, il braccio assicurativo del gruppo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che presidia con continuità il segmento delle cauzioni e del credito a breve termine, con un ruolo spesso determinante nel supporto alle imprese italiane nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Zurich, a livello internazionale, ha chiuso il 2025 con un utile netto record di 6,8 miliardi di dollari e premi danni superiori ai 50 miliardi di dollari per la prima volta nella sua storia. La sua presenza nelle cauzioni italiane si inserisce all’interno di una strategia globale sui rischi corporate che continua a rafforzarsi.

Il motore della crescita si chiama PNRR, ma non è l’unico

Sarebbe riduttivo, e anche un po’ semplicistico, attribuire tutta la crescita del mercato cauzionale italiano al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR ha certamente agito da acceleratore, immettendo nell’economia italiana volumi ingenti di risorse destinate a opere pubbliche e infrastrutture, e rendendo le fideiussioni assicurative uno strumento imprescindibile per accedere agli anticipi fino al 30% del contributo totale. Nel 2025 l’Italia ha sbloccato la settima rata del PNRR, per 18,3 miliardi di euro, e ha già richiesto l’ottava, da 12,8 miliardi. Con il 72% delle risorse disponibili già in fase di attuazione, la macchina è in moto e il flusso di garanzie richieste non si esaurirà rapidamente.

Ma la domanda di cauzioni nasce anche da altri fattori strutturali. Il rafforzamento della cultura del rischio nelle relazioni B2B, la crescente complessità normativa negli appalti pubblici, la maggiore sensibilità delle stazioni appaltanti verso la solidità delle garanzie offerte dai contraenti, tutto questo contribuisce a rendere il mercato cauzionale italiano un comparto sempre più maturo e dinamico.

Il Codice Appalti cambia le regole del gioco

Il Decreto Legislativo 36/2023 e le successive modifiche introdotte dal D.Lgs. 209/2024, entrate in vigore il 31 dicembre 2024, hanno ridisegnato il perimetro normativo all’interno del quale operano le garanzie fideiussorie negli appalti pubblici. Le novità sono rilevanti e impattano direttamente sulle dinamiche del mercato cauzionale.

La garanzia provvisoria viene fissata al 2% dell’importo della gara, con una flessibilità che consente alle stazioni appaltanti di portarla fino all’1% o al 4% a seconda delle circostanze. Le fideiussioni devono essere emesse e firmate digitalmente, con obbligo di verifica telematica presso l’emittente. E per la prima volta entra in scena la possibilità di gestire le garanzie tramite piattaforme basate su tecnologie a registri distribuiti, la blockchain, come standard per garantire sicurezza e contrastare le frodi, fenomeno tutt’altro che marginale in questo settore.

Dal 1° gennaio 2025, l’obbligo BIM, il Building Information Modeling, si estende agli appalti pubblici per importi superiori a 2 milioni di euro. Un cambiamento che impatta indirettamente anche sull’operatività delle garanzie legate ai cantieri, introducendo nuove logiche di monitoraggio e tracciabilità dei progetti.

Questi cambiamenti non sono soltanto tecnico-giuridici. Ridisegnano il posizionamento competitivo degli operatori: chi saprà adeguarsi rapidamente, dotandosi di strumenti digitali adeguati e di competenze normative aggiornate, avrà un vantaggio enorme su chi resterà ancorato alle vecchie pratiche cartacee.

Il ruolo dei broker: presenti, ma con margini di crescita enormi

La distribuzione nel ramo cauzioni racconta una storia di tradizione che resiste, ma anche di opportunità ancora da cogliere. Nel 2025, le agenzie hanno raccolta il 76,6% dei premi nel comparto, mentre i broker si sono fermati al 21,2%. Un dato che, letto in superficie, potrebbe sembrare soddisfacente. Ma se ci si ferma a ragionare sulla natura tecnica e consulenziale di questo prodotto, emerge chiaramente che c’è molto spazio ancora da conquistare.

Le cauzioni non sono polizze semplici. Richiedono una comprensione profonda del ciclo di vita di un appalto, della solidità patrimoniale del contraente, delle clausole contrattuali, della normativa in continua evoluzione. Sono, per definizione, un prodotto da broker, e il fatto che il canale agenziale conservi una quota così dominante dice due cose: la prima, che molti broker non hanno ancora investito abbastanza nelle competenze specialistiche necessarie; la seconda, che chi lo fa ha di fronte a sé un mercato da quasi un miliardo di euro nel quale può ritagliarsi spazi molto significativi.

Per i broker più strutturati, quelli che hanno già sviluppato desk specializzati nelle cauzioni, il 2025 ha confermato la bontà di questa scelta strategica. La complessità crescente delle garanzie richieste, la digitalizzazione dei processi e la necessità di affiancamento consulenziale ai clienti nelle fasi di gara rendono il broker un intermediario insostituibile, purché sia davvero preparato.

Outlook 2026: il mercato non rallenta, ma cambia pelle

Le prospettive per il 2026 confermano un mercato in salute, ma con alcune dinamiche da monitorare con attenzione. S&P Global Ratings stima una crescita del 5,6% per il settore danni italiano sia nel 2025 che nel 2026, e il segmento cauzioni dovrebbe continuare a sovraperformare la media.

Il PNRR continuerà a sostenere la domanda, con la scadenza del 2026 che impone un’accelerazione nell’attuazione dei progetti ancora in fase di avvio. L’intensificarsi dei cantieri, dei subappalti, delle procedure di aggiudicazione porterà nuova domanda di garanzie fideiussorie, sia provvisorie che definitive.

Parallelamente, il mercato si troverà ad affrontare sfide legate alla qualità del portafoglio. Quando i volumi crescono rapidamente, il rischio è che la selezione del rischio subisca pressioni al ribasso. È in questa fase che la solidità tecnica dei player e la capacità di underwriting diventano fattori critici di differenziazione. Chi sa valutare il rischio in modo rigoroso, non si limita a emettere polizze perché il mercato tira, costruirà un portafoglio sano e redditizio nel lungo periodo. Chi insegue i volumi senza la necessaria disciplina tecnica potrebbe trovarsi a fare i conti con sinistri importanti nei prossimi anni, quando alcuni dei grandi appalti oggi in corso arriveranno a scadenza o entreranno in fase critica.

Un miliardo è vicino. Ma il settore gioca una partita più grande

Novecento ventuno milioni. Il mercato italiano delle cauzioni è a un passo dal traguardo simbolico del miliardo di premi annui. Ci arriverà, probabilmente già nel 2026, forse prima. Ma il dato numerico, per quanto significativo, non è la storia più interessante da raccontare.

La storia interessante è quella di un settore che sta cambiando, che si digitalizza, che si professionalizza, che si confronta con un quadro normativo in costante evoluzione e con esigenze della clientela sempre più sofisticate. È la storia di compagnie specializzate come REVO che dimostrano che la focalizzazione paga. È la storia di broker che scoprono che le cauzioni, se trattate con la giusta competenza, sono un’area di business straordinariamente redditizia e difendibile. È la storia di un Paese che, tra mille difficoltà, sta cercando di spendere bene i fondi europei e che ha bisogno di strumenti assicurativi efficienti per farlo.

Raccontare queste storie, con la profondità che meritano, è esattamente ciò che BrokerChannel è nato per fare.

Tags: appalti pubbliciBroker Assicurativicauzionifideiussionigaranzie assicurativePNRR
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