Stefano Grappiolo è Head of Underwriting di Hiscox Italia da luglio. Oltre vent’anni tra property, engineering e rischi tecnologici, gli ultimi otto in Helvetia, dove ha guidato il risk engineering nella divisione diretta da Massimo Fedeli. Della struttura italiana annunciata a maggio, la sottoscrizione è la prima casella che diventa pubblica.
Hiscox Italia ha nominato Stefano Grappiolo Head of Underwriting, con decorrenza luglio 2026 e sede a Milano. Ad annunciarlo è Massimo Fedeli, Managing Director Hiscox Italia. La prima posizione a diventare pubblica non è commerciale: è quella che valuta i rischi e ne fissa condizioni e prezzo.
Un ingresso in tre tempi, dal broker digitale alla licenza
Hiscox entra in Italia il 18 giugno 2025 rilevando il 100% di Lokky, broker digitale milanese, per 6,2 milioni di dollari. Il gruppo registra l’operazione come il proprio ingresso nel primo Paese nuovo in oltre un decennio,
Il secondo tempo è del 7 maggio 2026, quando arrivano la licenza di branch e la nomina del Managing Director. L’assetto tiene insieme due entità distinte: la branch guidata da Fedeli e la società di brokeraggio Lokky, che a sua volta controlla l’agenzia omonima. Si opera in regime di stabilimento, con Fedeli che risponde alla struttura del Sud Europa, affidata a Valentine Studer.
Il terzo tempo è questa nomina, e ha un precedente dichiarato. Sempre a maggio Fedeli aveva fissato una scadenza: «Stiamo lavorando per creare, entro quest’anno, una struttura che abbia in sé un team di persone operative nell’underwriting, nella gestione sinistri, nella compliance». Di quel piano, il primo tassello annunciato è l’underwriting.
Un percorso costruito sui rischi industriali
Grappiolo arriva da Helvetia Italia, dove è entrato nel 2018 e dove dal 2024 ha guidato il risk engineering. Prima ancora, sei anni in Munich Re come senior underwriter e otto in Zurich, dai rischi tecnologici alla guida della sottoscrizione power and engineering. Oltre vent’anni sullo stesso asse tecnico, tra property, engineering e ingegneria del rischio.
Il percorso dei due si era già incrociato. La riorganizzazione di Helvetia Italia dell’ottobre 2025 collocava il risk engineering guidato da Grappiolo dentro i technical services della divisione Commercial & Specialty Lines, allora diretta da Massimo Fedeli. Hanno lavorato nella stessa divisione fino all’inizio del 2026, quando Fedeli ha lasciato Helvetia.
Per una compagnia che deve ancora costruire le proprie relazioni con il canale, il tipo di profilo conta. Su una richiesta fuori standard, dall’altra parte del tavolo siede chi ragiona in termini di esposizione e prevenzione del danno, non solo di tariffa: è la condizione perché un rischio complesso resti negoziabile invece di essere respinto in partenza.
Due branch estere, due tecnici dei rischi industriali
A luglio MSIG Europe ha affidato la guida del presidio italiano a Matteo Brioschi, anche lui con una ventina d’anni tra prevenzione del danno, property ed engineering, promosso dalla direzione della sottoscrizione. I mandati non sono sovrapponibili, un country manager e un responsabile di sottoscrizione. Ma il criterio di selezione converge: due strutture estere che nello stesso mese affidano una posizione chiave sul mercato italiano a un tecnico dei rischi industriali.
Intorno, il mercato si è mosso parecchio. Da maggio sono arrivati Arch con un hub milanese, QBE sulle financial & specialty lines, IGI Europe sul cargo tramite una MGA, un coverholder Lloyd’s sulla RC professionale, MSIG sulle cauzioni in libera prestazione di servizi. Tra questi, solo Hiscox e Arch hanno aperto un presidio da zero, e per Hiscox il presidio arriva comunque dopo un ingresso per acquisizione.
Specializzarsi mentre i prezzi delle specialty scendono
Le linee su cui Hiscox costruisce il portafoglio italiano sono le sue: financial lines, dalla RC professionale alla D&O, cyber, property e casualty su clientela selezionata, con professionisti regolamentati e PMI come bersaglio dichiarato. Sono anche le linee su cui il mercato europeo taglia da anni. Nel secondo trimestre 2026 le financial e professional lines europee hanno segnato un calo del 5%, tredicesimo ribasso trimestrale consecutivo secondo la rilevazione di Marsh, mentre il cyber è sceso del 9%, undicesimo di fila.
Entrare in un mercato nuovo con un ciclo tariffario in discesa sposta il peso dal volume alla selezione, ed è la direzione tecnica a produrla. I conti del gruppo dicono che il mestiere lo conosce: il 2025 si è chiuso con 4,98 miliardi di dollari di premi lordi sottoscritti (+5,9%), un combined ratio undiscounted all’87,8%, il migliore in dieci anni, e un ROE del 17,1%. L’Europa vale 710,9 milioni, con Germania e Francia ancora i mercati di riferimento.
Il primo semestre 2026 conferma la traiettoria tecnica, con premi a 3,24 miliardi (+10,1%) e il combined ratio sceso al 90,4% dal 92,6% del primo semestre 2025, a fronte di un ritorno operativo rettificato salito al 20,2%. L’utile ante imposte arretra invece a 240,5 milioni da 276,6. Su un portafoglio italiano ancora vuoto, saranno le scelte di sottoscrizione dei prossimi mesi a determinarne la composizione.
Un canale che verrà scelto poche relazioni alla volta
Nel 2025 le imprese nazionali e le rappresentanze di imprese extra-europee hanno superato i 43,5 miliardi di premi danni, in crescita del 6,6%. Accanto a questo perimetro ne corre un altro, che le statistiche tengono separato: nel 2024 il 49,7% dei premi diretti danni faceva capo a imprese a proprietà estera, dal 44,2% dell’anno prima, e sempre nel 2024 le imprese estere hanno prodotto nei rami danni 7,8 miliardi in regime di stabilimento e 2,7 in libera prestazione di servizi, entrambe le componenti in crescita di quasi il 10%. C’è spazio, e c’è già concorrenza sulle stesse nicchie.
Sulla distribuzione Fedeli è stato esplicito: «Inizialmente stringeremo pochi accordi, ma con partner piuttosto forti e strutturati». Sugli agenti, per ora, no. La prima fase passerà soprattutto dalle MGA, con deleghe di sottoscrizione, mentre la piattaforma che il gruppo utilizza negli altri Paesi europei è attesa tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027. Anche una delega, però, va scritta: perimetro, limiti, esclusioni e controllo del portafoglio delegato restano materia di direzione tecnica.
«Nel frattempo procediamo con lo sviluppo del team di Hiscox Italia e accogliamo Stefano Grappiolo come Head of Underwriting», ha dichiarato Fedeli, che conta sull’«esperienza, entusiasmo e competenza» del nuovo responsabile. La branch, aveva spiegato in primavera, opererà su mercati complementari a quelli di Lokky senza sovrapporsi all’attività del broker digitale.
La parte misurabile comincia adesso
Una branch autorizzata da pochi mesi, un portafoglio da costruire su linee in deflazione tariffaria, un canale ancora da selezionare: sono le condizioni in cui la qualità di una sottoscrizione si misura prima che nei bilanci. Fedeli ha definito questa fase «soltanto l’inizio».











